Encephalartos cerinus è una piccola cicadea del Sudafrica, endemica di una valle incassata del distretto di Tugela Ferry, nel centro del KwaZulu-Natal, dove cresce su pareti rocciose calde e secche. Questa specie del genere Encephalartos si riconosce dallo spesso strato di cera bluastra che ricopre foglie e coni, e che le ha dato il nome. Descritta nel 1989, fu saccheggiata quasi subito: nel 2015 l’autorità scientifica sudafricana stimava che in natura restassero, nel migliore dei casi, quattro o cinque piante.
In sintesi: Encephalartos cerinus
- Nome accettato: Encephalartos cerinus Lavranos & D.L.Goode (1989), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «waxen cycad» in inglese (Species+, SANBI)
- Distribuzione naturale: Sudafrica, KwaZulu-Natal, distretto di Tugela Ferry (valle del Buffels secondo fonti secondarie)
- Stato IUCN: in pericolo critico (CR), valutazione pubblicata nel 2022; fonti secondarie la dicono «forse estinta in natura»
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1977); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; specie «Specially Protected» nel KwaZulu-Natal; raccolta in natura vietata in tutto il Sudafrica dal 2007
- Rusticità documentata: nessuna osservazione datata di resistenza al gelo (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, pareti e rocce soleggiate, suoli molto sottili; in coltivazione, pieno sole o mezz’ombra e suolo ben drenato secondo fonti orticole
- Portamento e dimensioni adulte: tronco sotterraneo o in parte scoperto, lungo fino a 30 cm e largo 20-25 cm; 8-15 (20) foglie di 90-120 (150) cm
- Tossicità: non documentata per la specie; tossine note nel genere (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Encephalartos cerinus?
Il carattere più evidente è la cera: foglie e coni sono coperti da uno spesso strato ceroso, grigio-blu, che gli autori della descrizione presentano come il tratto che distingue la specie da tutte le vicine. La descrizione originale di Lavranos e Goode (1989) indica questi caratteri:
- Portamento: pianta poco ramificata, a partire dalla base; tronco sotterraneo, o in parte scoperto quando la pianta cresce sulla roccia, lungo fino a 30 cm e largo 20-25 cm;
- Foglie: da 8 a 15 (raramente 20), di 90-120 cm (fino a 150 cm), con le foglioline rivolte verso l’apice della foglia e un po’ sovrapposte;
- Foglioline: verde-blu scuro, coperte da uno spesso strato di cera; fogliolina mediana lunga 15-18 cm e larga 12 mm, assottigliata alle due estremità, con 1 o 2 denti sul margine inferiore;
- Picciolo: nudo e senza spine, di 12-18 cm;
- Coni: solitari in entrambi i sessi, blu-verdi poi giallo arancio a maturità (tranne in piena ombra), sempre coperti da una spessa pruina cerosa;
- Coni maschili: subcilindrici, lunghi 55-60 cm e larghi 8-10 cm, su un peduncolo di 8 cm; squame mediane con faccetta terminale appiattita;
- Coni femminili: ovoidi-oblunghi, assottigliati all’apice, lunghi 30-35 cm e larghi 15-18 cm; faccia delle squame liscia, con lo spigolo frontale armato di denti lobati di 3-5 mm rivolti verso il basso;
- Semi: da rosa scuro a rossi.
L’enciclopedia in rete LLIFLE aggiunge che le foglie, se strofinate, emanano un odore particolare, che possono cadere durante le siccità e che in natura le piante perdono spesso le foglie prima di produrre un cono. Queste osservazioni non compaiono nella descrizione originale.
Ibridi
Nelle fonti consultate non è descritto alcun ibrido naturale od orticolo di Encephalartos cerinus. Come per gli altri Encephalartos rari, la purezza dei semi in vendita dipende dall’impollinazione controllata in collezione, che l’acquirente non può verificare.
Possibili confusioni
I rischi di confusione riguardano tre specie a tronco corto e foglioline poco dentate, che Lavranos e Goode considerano le più vicine:
- Encephalartos umbeluziensis, la parente più stretta secondo loro, cresce anch’essa in ambienti caldi e secchi ma non cerca le pareti rocciose; le sue foglie sono nettamente più lunghe, senza cera, e i coni non sono né solitari né giallo arancio;
- Encephalartos villosus, molto diffuso in praterie più umide, ha foglie molto più lunghe, un picciolo armato e coni più grandi, raggruppati;
- Encephalartos ngoyanus ha foglie verde scuro senza cera e coni maschili lunghi la metà (20-25 cm contro 55-60 cm).
In nessuna di queste tre specie foglie e coni portano lo spesso strato di cera di Encephalartos cerinus.
Tassonomia
Encephalartos cerinus è un nome accettato, senza sinonimi. Jacobus Lavranos e Douglas Goode lo pubblicarono il 30 giugno 1989 nei Durban Museum Novitates (14: 153-156), in un articolo intitolato «Notes on Southern African Cycadales II». Il tipo è una pianta raccolta in una gola del distretto di Tugela Ferry, verso 900 m di quota (D. Goode 4, olotipo all’erbario NH di Durban). The World List of Cycads indica per questo campione una data di raccolta del 23 febbraio 1954, difficile da conciliare con il racconto degli autori, che collocano la scoperta della specie nel 1970; la data non ha potuto essere verificata.
Gli autori collocano la specie vicino a Encephalartos umbeluziensis, a Encephalartos villosus e a Encephalartos ngoyanus, tre specie dell’est dell’Africa australe. Dalla descrizione nessun cambiamento di nome e nessuna revisione hanno riguardato la specie.
Etimologia e storia
L’epiteto cerinus è una parola latina che significa «di cera». Gli autori l’hanno scelto per lo spesso rivestimento ceroso delle foglie e dei coni, e Haynes (2022) lo collega allo strato di cera che dà alle foglie la loro tinta bluastra.
La storia della specie è quella di un saccheggio. Secondo la descrizione originale, nel 1970 un agricoltore del distretto di Tugela Ferry notò presso un vicino una pianta trapiantata diversa dalle cicadee locali. Fu condotto in una gola vicina dove trovò altre dodici piante, su una parete di arenaria quasi verticale, molto in alto sopra il fiume. I prelievi illegali ebbero presto ragione di questa colonia. Una seconda colonia, molto più grande, fu scoperta nel 1987 a cinque chilometri dalla prima: circa 200 piante adulte con coni e decine di semenzali e giovani piante, in una gola rocciosa, soprattutto nelle fessure e tra i massi, talvolta in riva all’acqua. Al momento della pubblicazione, nel 1989, quasi tutte le giovani piante e circa tre quarti degli adulti erano già stati sradicati.
Il documento di parere di commercio non pregiudizievole (NDF) del SANBI, approvato nel 2012 e aggiornato nel 2015, precisa che la maggior parte della popolazione, «qualche centinaio di piante», fu prelevata nei sei mesi successivi alla descrizione. Il commercio internazionale di piante coltivate cominciò soltanto nel 1996.
Nomi comuni
Per Encephalartos cerinus non è attestato alcun nome italiano. In inglese il nome «waxen cycad» (cicadea cerosa) è usato da Species+, dal SANBI e dall’enciclopedia delle cicadee delle società di palme e cicadee della Florida. Circola anche il nome «wax cycad», senza fonte di riferimento. Non è stato trovato alcun nome zulu proprio della specie.
In natura
Encephalartos cerinus vive solo nel centro del KwaZulu-Natal, nel distretto di Tugela Ferry. Secondo il SANBI, le piante crescono soprattutto su pareti verticali esposte a est, in valli coperte di savana secca. La descrizione originale insiste su questo ambiente caldo e secco, molto diverso dalle praterie piuttosto umide dove vivono Encephalartos villosus ed Encephalartos ngoyanus. LLIFLE colloca la specie nella valle del Buffels (Buffelsrivier), tra 500 e 900 m di quota, su suoli molto sottili; queste precisazioni non vengono da una fonte primaria.
La regione di Tugela Ferry ospita altri Encephalartos, come Encephalartos msinganus e Encephalartos natalensis. Il modo in cui queste specie si dividono gli ambienti della valle non è descritto nelle fonti consultate.
L’effettivo attuale è molto poco conosciuto. Nel 2015 il SANBI scrive che la specie è forse estinta in natura, e alcuni rapporti parlano di quattro o cinque piante. Fonti secondarie (LLIFLE, estratti di PlantZAfrica) citano stime da 10 a 70 piante e considerano scomparsa la popolazione della località tipo. Gli impollinatori e la dispersione dei semi non sono stati studiati per questa specie.
Stato di conservazione e normativa
Encephalartos cerinus è classificato in pericolo critico (CR) nella Lista rossa della IUCN (valutazione di Bösenberg pubblicata nel 2022), secondo i criteri A2acd; B1ab(i,ii,v)+2ab(i,ii,v); C2a(i,ii); D. Questi criteri traducono un forte calo passato della popolazione, un areale minuscolo, un numero molto ridotto di adulti e una popolazione che può contare meno di 50 individui maturi. Le fonti secondarie aggiungono la menzione «forse estinta in natura»; la pagina della IUCN non ha potuto essere letta (sito bloccato).
Come tutte le specie del genere, è iscritta all’Appendice I della CITES dal 4 febbraio 1977 e, in Italia come in tutta l’Unione europea, all’Allegato A del regolamento europeo sul commercio delle specie selvatiche (lista in vigore: regolamento (UE) 2026/1383), secondo Species+. In Sudafrica la raccolta di cicadee selvatiche è vietata dal febbraio 2007 (oggi in virtù dell’avviso governativo n. 371 del maggio 2012), e la specie è «Specially Protected» ai sensi dell’ordinanza sulla conservazione della natura del KwaZulu-Natal (n. 15 del 1974).
L’NDF del SANBI giudica pregiudizievole il commercio di Encephalartos cerinus: nel 1997 furono esportate 853 piante, e 1.800 in tutto tra il 1996 e il 2011, senza benefici per la specie, mentre l’origine delle piante madri non sempre poteva essere provata. L’esportazione è ormai ammessa solo per semenzali prodotti da vivai registrati presso la CITES. In Europa una pianta offerta in vendita deve provenire da coltivazione ed essere accompagnata dai documenti CITES ed europei richiesti. Banche dati consultate il 2 ottobre 2026: prima di qualsiasi acquisto verificate la normativa in vigore e, se necessario, consultate le autorità CITES italiane (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Servizio CITES dei Carabinieri).
Coltivazione
I dati di coltivazione pubblicati sono pochi e vengono soprattutto da fonti orticole. Il SANBI nota che Encephalartos cerinus cresce bene e produce coni presto rispetto agli altri Encephalartos. LLIFLE lo descrive come una pianta adattabile, adatta ai climi temperati caldi e subtropicali, che sopporta il pieno sole senza bruciature, ma meno tollerante all’umidità della maggior parte delle cicadee sudafricane; consiglia un suolo ghiaioso ben drenato, annaffiature generose durante la crescita e apporti di concime.
L’ambiente naturale, pareti secche con suolo sottilissimo, va nella stessa direzione: substrato minerale e drenante, nessun ristagno d’acqua. In Italia, come in Francia, la specie si coltiva soprattutto in vaso, il che permette di ripararla dalla pioggia e dal gelo d’inverno.
In Italia
Negli orti botanici. La presenza di Encephalartos cerinus negli orti botanici italiani non è documentata. La specie, descritta nel 1989, non compare nelle fonti consultate: le pubblicazioni dell’Orto Botanico di Napoli (compreso l’elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate a Napoli nel 1993-94, pubblicato nel 1997, e la descrizione delle serre uscita nel 2019), gli Index Seminum, le fonti di Palermo e della Mortola e la banca dati BGCI PlantSearch.
Riscontri di coltivazione. L’unico riscontro italiano viene da Ravenna. Un coltivatore riferisce sul forum Tropicamente che la sua pianta di Encephalartos cerinus, acquistata da semenzale nel 2010 e coltivata in vaso in un substrato molto drenante (sabbia, sassolini, lapillo e un po’ di materia organica), ha avuto una crescita vigorosa fino al 2013, con ogni foglia nuova molto più grande della precedente; d’estate annaffia ogni giorno le sue cicadee in vaso con un impianto a goccia e somministra un concime a lenta cessione. Non precisa come la pianta passi l’inverno né a quali temperature. Non esiste alcun dato per le coste liguri e tirreniche, la pianura padana, i laghi prealpini, il versante adriatico o le isole.
Esperienze in Francia, utili per l’Italia
Il clima del sud-est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, come le riviere ligure e tirrenica, la Sicilia, la Sardegna o la Puglia, e le esperienze francesi possono orientare il coltivatore italiano. Per questa specie, però, non ce ne sono: sul forum Fous de palmiers i tre messaggi che citano la specie non contengono alcun dato di coltivazione, e non è stata trovata alcuna altra fonte francofona.
Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene per seme. I semi devono provenire da piante coltivate, impollinate a mano, perché non esiste più una popolazione selvatica in grado di fornirne legalmente; il SANBI segnala una sola autorizzazione alla raccolta di semi in natura, nel 2005, a scopo di ricerca. La specie produce pochi polloni, il che limita la moltiplicazione vegetativa. Per il metodo generale, vedi l’articolo del sito dedicato alla semina delle cicadee.
Malattie e parassiti
Nessuna malattia e nessun parassita propri di Encephalartos cerinus sono documentati. Il rischio principale segnalato dalle fonti orticole è il marciume delle radici in un suolo che resta umido. Anche le cocciniglie, frequenti sulle cicadee coltivate, possono attaccarlo.
Rusticità
Encephalartos cerinus non è stato oggetto di alcuna osservazione datata di resistenza al freddo, né in Italia né altrove. Va quindi considerato una pianta da proteggere dal gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione in piena terra, né in Italia né in Francia, per nessuna regione. L’unico riscontro europeo, quello di Ravenna citato sopra, riguarda una pianta in vaso e non indica alcuna temperatura. In mancanza di dati, la coltivazione in vaso svernata all’asciutto e al riparo dal gelo resta la soluzione prudente, anche sulle coste più miti.
Come per tutto il genere, un’eventuale sopravvivenza al gelo di una giovane pianta a tronco sotterraneo non direbbe nulla sulla tenuta di una pianta più vecchia: il tronco di Encephalartos cerinus resta piccolo e in gran parte interrato, ma le foglie e la gemma apicale beneficiano dell’inerzia termica del suolo solo finché il colletto resta a livello del terreno.
Riferimenti internazionali
LLIFLE consiglia di tenere la pianta del tutto all’asciutto d’inverno, verso 10 °C, pur attribuendole una certa resistenza al freddo e la capacità di sopportare brevi gelate leggere se resta asciutta; nessuna osservazione precisa sostiene questa affermazione. Nel suo ambiente, la valle di Tugela Ferry è descritta come calda e secca; non è stato trovato alcun dato climatico preciso sulle gelate che vi si possono verificare.
Tossicità e precauzioni
Per Encephalartos cerinus non è stato pubblicato alcun dato di tossicità. Il rischio è però documentato nel genere: la tossicità di Encephalartos horridus è stata dimostrata già nel 1944, e i semi degli Encephalartos contengono glicosidi propri delle cicadee, la cicasina e la macrozamina, che colpiscono il fegato, l’apparato digerente e il sistema nervoso. Questa specie va considerata tossica: usate i guanti per maneggiare i semi e tenete piante e semi fuori dalla portata dei bambini e degli animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso tradizionale di Encephalartos cerinus. La minaccia che grava sulla specie è orticola: il SANBI attribuisce la sua scomparsa quasi totale al prelievo di piante per i giardini e le collezioni.
Domande frequenti
Perché Encephalartos cerinus è blu?
Perché uno spesso strato di cera ricopre foglie e coni. È questo carattere che lo distingue dalle specie più vicine e che gli ha dato il nome, dal latino cerinus, «di cera». I coni, blu-verdi, diventano giallo arancio a maturità.
Encephalartos cerinus esiste ancora in natura?
È incerto. Nel 2015 il SANBI lo diceva forse estinto in natura, e alcuni rapporti parlavano di quattro o cinque piante. Dei circa 200 adulti scoperti nel 1987, la maggior parte fu sradicata nei mesi successivi alla descrizione della specie, nel 1989.
Resiste al freddo in Italia?
Non si sa. Non è stata pubblicata alcuna prova datata in piena terra, né in Italia né altrove. Le fonti orticole gli attribuiscono al massimo la tolleranza a brevi gelate leggere all’asciutto; coltivatelo in vaso e svernatelo al riparo dal gelo.
Si può vedere in un orto botanico italiano?
Non risulta. La specie non compare nelle fonti consultate sugli orti botanici italiani; in Italia è documentata soltanto una coltivazione privata in vaso, a Ravenna.
Quanto diventa grande?
Resta piccolo: il tronco, sotterraneo o appena scoperto, non supera i 30 cm di lunghezza per 20-25 cm di diametro. Le foglie misurano 90-120 cm, raramente 150 cm, il che gli dà un’ampiezza molto superiore a quella del tronco.
Si può acquistare legalmente?
Sì, se si tratta di piante provenienti da coltivazione accompagnate dai documenti CITES ed europei richiesti per una specie dell’Appendice I della CITES e dell’Allegato A dell’Unione europea. Il Sudafrica autorizza l’esportazione solo di semenzali prodotti da vivai registrati.
È tossico?
Va considerato tale. Non esistono dati per la specie, ma i semi degli Encephalartos contengono tossine pericolose per l’uomo e per gli animali. Teneteli fuori dalla portata dei bambini e degli animali domestici.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads, Encephalartos cerinus: https://cycadlist.org/scientific_name/281 — nome accettato, autori, pubblicazione, tipo, distribuzione, etimologia (Haynes 2022), stato IUCN e criteri. Lista di riferimento delle cicadee (versione 2026.08.15), affidabile; consultata direttamente.
- The World List of Cycads, descrizione originale (PDF): https://cycadlist.org/storage/proto/Encephalartos_cerinus.pdf — testo integrale di Lavranos e Goode (1989): descrizione, habitat, storia della scoperta e del saccheggio. Articolo pubblicato, fonte primaria; consultato direttamente.
- SANBI, NDF Encephalartos cerinus (PDF): https://www.sanbi.org/wp-content/uploads/2026/03/Encephalartos-cerinus-NDF-supporting-document.pdf — effettivo, ambiente, commercio, normativa sudafricana. Documento ufficiale dell’autorità scientifica sudafricana (2012, aggiornato nel 2015), affidabile; consultato direttamente.
- Species+ (UNEP-WCMC), Encephalartos cerinus: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/20909/legal — Appendice I della CITES, Allegato A dell’Unione europea, nome inglese. Banca dati ufficiale, affidabile; consultata direttamente.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
- LLIFLE, Encephalartos cerinus: https://llifle.com/Encyclopedia/PALMS_AND_CYCADS/Family/Zamiaceae/28195/Encephalartos_cerinus — habitat, consigli di coltivazione, presunta resistenza al freddo. Enciclopedia di compilazione, da confrontare; consultata direttamente.
- Tropicamente, discussioni «concimazione encephalarti» e «Le foglie nuove delle Cycadacee»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/concimazione-encephalarti/ ; https://www.tropicamente.it/forums/topic/le-foglie-nuove-delle-cycadacee/page/3/ — coltivazione in vaso a Ravenna (2010-2013). Forum italiano di coltivatori, testimonianza isolata; consultato direttamente l’11 ottobre 2026.
- Gaudio L. e coll., «Enzyme polymorphism in Encephalartos Lehmann (Zamiaceae)», Delpinoa 35-36: 55-64 (vol. 1993-94, uscito nel 1997): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_35-36_1993-94_%5B1997%5D/Delpinoa_35-36_1993-94_%5B1997%5D_055-064.pdf — elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate all’Orto Botanico di Napoli, senza Encephalartos cerinus. Rivista dell’Orto botanico, fonte datata.
Bibliografia
- Lavranos, J.J. & Goode, D. (1989). Notes on Southern African Cycadales II. Durban Museum Novitates 14: 153-156. [Protologo; descrizione, confronto con Encephalartos umbeluziensis, Encephalartos villosus ed Encephalartos ngoyanus, storia delle due colonie; testo integrale consultato.]
- South African National Biodiversity Institute (2015). NDF assessment for Encephalartos cerinus. Supporting document, Scientific Authority of South Africa (approvato nel febbraio 2012, aggiornato nel maggio 2015). [Effettivo, minacce, commercio, tutela legale; testo integrale consultato.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Encephalartos cerinus. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T41883A50904114. [Categoria CR e criteri; riferimento rilevato su The World List of Cycads, pagina della Lista rossa non consultata.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. https://doi.org/10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto, citata da The World List of Cycads; testo non consultato.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Coral Gables, Montgomery Botanical Center. https://doi.org/10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]
- Van der Walt, S.J. (1944). Recent investigations into the toxicity of plants, etc., in the Union of South Africa. Onderstepoort Journal of Veterinary Science and Animal Industry 20(1). https://repository.up.ac.za/handle/2263/59542 [Tossicità di Encephalartos horridus; riferimento ripreso dalla pagina del genere (sintesi consultata).]