Macrozamia parcifolia

Macrozamia parcifolia è una piccola cicadea senza tronco visibile del Queensland sud-orientale, in Australia, limitata alla regione di Biggenden, tra Childers e Tiaro, dove cresce in popolamenti sparsi in alte foreste rade di eucalipti, su suoli argillosi di origine basaltica. Questa specie del genere Macrozamia, descritta nel 1994, ha le foglioline più strette e più sottili del suo gruppo, che danno alle foglie un aspetto esile e scarmigliato. Appartiene alla sezione Parazamia ed è classificata in pericolo dalla IUCN.

In sintesi: Macrozamia parcifolia

  • Nome accettato: Macrozamia parcifolia P.I.Forst. & D.L.Jones (1994), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; prima della descrizione era nota con il nome provvisorio Macrozamia sp. (Biggenden P.I.Forster 12301B)
  • Famiglia: Zamiaceae
  • Nomi comuni: nessun nome italiano né inglese attestato
  • Distribuzione naturale: Queensland sud-orientale, regione di Biggenden, tra Childers e Tiaro; da 120 a 220 m di quota
  • Stato IUCN: in pericolo (EN, criteri B1ab(iii,v)+2ab(iii,v)), valutazione del 2022
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES; allegato B nell’Unione europea; specie vulnerabile secondo la legge federale australiana (EPBC Act) e la legge del Queensland
  • Rusticità documentata: nessuna prova di coltivazione pubblicata; gelate rare e leggere nella regione (−1,7 °C come minimo a Gayndah dal 2003) (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura creste e pendii sassosi, suoli argilloso-limosi bruno-rossastri derivati da basalto, sotto alte foreste rade
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo di 10-20 cm di diametro, non ramificato; da 1 a 4 foglie di 65-95 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sul forum Tropicamente
  • Tossicità: non documentata per la specie; semi e foglie tossici nel genere (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Macrozamia parcifolia?

Macrozamia parcifolia si riconosce dalle rare foglie attorcigliate a spirale, guarnite di numerosissime foglioline filiformi, flessibili e ricadenti, che danno loro, secondo gli autori, un aspetto «trasandato e vaporoso». Il protologo (Jones e Forster, 1994) la descrive così:

  • Fusto: sotterraneo, più o meno ovoide, di 10-20 cm di diametro, non ramificato
  • Foglie: pochissime, in una corona molto rada, di 65-95 cm, verde scuro, erette; foglie giovani verde chiaro, glabre; picciolo di 15-30 cm; rachide attorcigliato a spirale da due a sei volte, verde scuro, segnato da macchie bianco-verdastre tra le basi delle foglioline
  • Foglioline: da 100 a 220 per foglia, strettissime e lineari, di 15-40 cm × appena 1-3 mm, verde scuro e opache sopra, verde vivo sotto, profondamente incavate a doccia, sottili, a loro volta attorcigliate da una a tre volte, inserite a circa 30° sul rachide, flessibili e ricadenti nella metà o nel terzo superiore; base callosa bianco-verdastra, poco visibile
  • Coni maschili: più o meno cilindrici, di 7-14 cm × 2,5-4 cm, in genere arcuati con l’età; le squame superiori portano una spina rigida lunga fino a 1,5 cm
  • Coni femminili: da ovoidi a ovoido-cilindrici, di 8-14 cm × 4-6 cm, eretti, su un peduncolo liscio di 13-18 cm; spine delle squame fino a 2,8 cm in cima
  • Semi: ovoidi, di 1,7-2,5 cm × 1,5-2 cm, con polpa da arancione a rossa

La Flora of Australia online conta da 1 a 4 foglie per corona; descrive però foglie «verde medio, molto lucide», in contraddizione con il protologo (foglioline verde scuro e opache sopra): qui si è seguito il protologo.

Ibridi

Le fonti consultate non documentano alcun ibrido che coinvolga Macrozamia parcifolia.

Possibili confusioni

Il suo parente più stretto è Macrozamia pauli-guilielmi, specie delle pianure costiere della stessa regione. Secondo Jones e Forster (1994), Macrozamia parcifolia se ne distingue subito per le foglioline più strette, di consistenza più fine e di un verde più scuro, inserite sul rachide con un angolo più acuto, e per la base callosa delle foglioline, bianco-verdastra e poco visibile, mentre in Macrozamia pauli-guilielmi è da crema a bianca e ben marcata. Le due specie non occupano gli stessi ambienti: Macrozamia pauli-guilielmi vive nel «wallum» costiero, brughiere e boschi su sabbie silicee profonde, Macrozamia parcifolia sui suoli argillosi delle creste dell’interno.

Macrozamia crassifolia, dello stesso gruppo, si riconosce dalle foglioline molto più spesse e vive più a ovest, vicino a Mundubbera e a Eidsvold.

Tassonomia

Macrozamia parcifolia è un nome accettato da The World List of Cycads. Paul I. Forster e David L. Jones lo descrissero nel 1994 sulla rivista Austrobaileya (vol. 4, pp. 279-281, fig. 6). Il tipo fu raccolto il 5 gennaio 1992 vicino a Biggenden da P.I. Forster e P. Machin (n. 9318B, pianta maschile); l’olotipo è conservato a Brisbane (BRI), con un isotipo a Canberra (CBG).

La specie appartiene alla sezione Parazamia: il titolo stesso dell’articolo che la descrive annuncia «sette nuove specie di Macrozamia sezione Parazamia», e gli autori la collocano nel complesso di Macrozamia pauli-guilielmi, dalle foglioline strettissime e profondamente incavate, con Macrozamia crassifolia e Macrozamia pauli-guilielmi. La sezione Parazamia riunisce le specie piccole a fusto sotterraneo, con foglie in genere attorcigliate, senza foglioline spinose e senza canali mucillaginosi nelle foglioline. La specie non ha sinonimi né nomi precedenti.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino parcus, «frugale, parsimonioso, magro», e folium, «foglia», con allusione alle foglie esili e vaporose della pianta (Jones e Forster, 1994; Haynes, 2022). Prima della descrizione la specie era già censita nel Queensland con un nome provvisorio, Macrozamia sp. (Biggenden P.I.Forster 12301B), e classificata rara (R) da Forster (1994).

Nomi comuni

Non esiste un nome italiano attestato: si usa il nome scientifico. Non è stato trovato neppure un nome inglese o aborigeno proprio della specie.

In natura

Al momento della descrizione Macrozamia parcifolia era noto in tre località vicino a Biggenden, nel distretto di Wide Bay; WildNet ne colloca oggi l’areale tra Childers, Biggenden e Tiaro. Cresce su creste e pendii sassosi, su argille limose bruno-rossastre, dure e ben drenate, di origine basaltica, tra 120 e 220 m di quota. La foresta è un’alta foresta rada dominata da Eucalyptus citriodora ed Eucalyptus fibrosa, con un sottobosco arbustivo di Jacksonia scoparia e Psychotria daphnoides (Jones e Forster, 1994; WildNet).

I coni si formano da ottobre a gennaio e i semi maturano da febbraio ad aprile; negli anni sfavorevoli i coni non si formano. Come negli altri Macrozamia a fusto sotterraneo, gli adulti ricacciano dopo un incendio che ne ha bruciato le foglie, e un fuoco è spesso seguito da una produzione sincronizzata di coni; le plantule e i semi rimasti in superficie vengono invece in genere uccisi (Flora of Australia, secondo il Queensland Herbarium, 2007).

Non è documentato alcun impollinatore proprio della specie. Le schede della Flora of Australia e di WildNet dedicate a Macrozamia parcifolia contengono una frase sull’impollinazione di «Macrozamia conferta» da parte di un curculionide Tranes: si tratta con ogni evidenza di un errore di copia, e questa informazione non può essere attribuita a Macrozamia parcifolia.

Come capire se una pianta è adulta?

In una cicadea senza tronco è difficile dire se una pianta è abbastanza vecchia da portare coni. Nel 2015 A.C. Borsboom, J. Wang e P.I. Forster hanno studiato piante marcate di Macrozamia parcifolia in quattro parcelle di foresta di eucalipti del Queensland sud-orientale. La larghezza della base del picciolo della foglia adulta più lunga, unita a diversi anni di osservazione dei coni, si è rivelata il criterio migliore per distinguere le piante adulte. La struttura della popolazione è bimodale; tra le piante giovani, la distribuzione a «J rovesciata» indica che la mortalità è più forte tra le piante più giovani. Gli autori propongono di applicare questo metodo semplice ad altre cicadee minacciate senza tronco.

Stato di conservazione e normativa

Macrozamia parcifolia è classificato in pericolo (EN, criteri B1ab(iii,v)+2ab(iii,v)) nella Lista Rossa della IUCN, secondo la valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022, come la riporta The World List of Cycads; la Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Questi criteri indicano un areale molto ridotto e un declino della qualità dell’habitat e del numero di piante adulte.

In Australia la specie è iscritta come vulnerabile ai sensi della legge federale sulla protezione dell’ambiente (EPBC Act 1999), dal 16 luglio 2000, e della normativa del Queensland (Flora of Australia; WildNet, consultato il 2 ottobre 2026): la classificazione nazionale è quindi meno severa di quella della IUCN. Nel 1994 una popolazione si trovava in gran parte in un parco nazionale e le altre due in foreste demaniali.

Come tutte le Zamiaceae, è iscritta nell’appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4: semi e polline sono esentati, le piante no. Nell’Unione europea, quindi anche in Italia, rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione stabilita dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Questi dati sono stati verificati su Species+ il 2 ottobre 2026: controllate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o importazione.

Coltivazione

Nessuna esperienza di coltivazione di Macrozamia parcifolia è stata pubblicata, né in Italia né altrove. Il suo ambiente naturale offre qualche indizio: un suolo argilloso-limoso duro ma ben drenato, sulle creste, sotto una foresta rada, in una regione subtropicale con piogge estive e gelate rare. Sono ipotesi, non consigli collaudati.

Nessun orto botanico italiano ne segnala la presenza nelle fonti esaminate, e la ricerca del nome sul forum italiano Tropicamente non dà alcun risultato.

Moltiplicazione

Macrozamia parcifolia si moltiplica per seme. Servono una pianta maschile, una femminile e, fuori dall’Australia, un’impollinazione manuale, dato che l’impollinatore della specie è sconosciuto. I semi di questa specie minacciata devono provenire da una fonte legale e documentata. Usate i guanti per pulire i semi dalla polpa, che è tossica.

Malattie e parassiti

Nessuna malattia e nessun parassita propri di Macrozamia parcifolia sono documentati nelle fonti consultate. In natura il fuoco uccide soprattutto le plantule.

Rusticità

La rusticità di Macrozamia parcifolia non è documentata da prove di coltivazione: non è stato trovato alcun riscontro.

In Italia e nel sud della Francia

Non esiste alcun dato, in nessuna regione italiana, e nessun riscontro nemmeno nel sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane: né il forum italiano Tropicamente né il forum francese Fous de palmiers riportano prove in piena terra o in vaso. Dato che nel suo habitat il gelo è raro e leggero, la coltivazione in vaso, con ricovero in inverno, resta la scelta prudente.

Riferimenti internazionali

Nelle liste consultate non esiste una stazione meteorologica a Biggenden. A Gayndah Airport (111 m), circa 50-75 km a ovest delle località note, la temperatura più bassa registrata dal 2003 è di −1,7 °C, nel luglio e nell’agosto 2018, e gela circa un giorno all’anno; a Maryborough, sulla costa, il minimo assoluto dal 1957 è di −1,4 °C (Bureau of Meteorology). Le piante conoscono quindi soltanto gelate rare e leggere.

Nel marzo 2014, sul forum Fous de palmiers, un coltivatore riportava il parere di uno specialista australiano che collocava Macrozamia parcifolia tra le specie «meno rustiche», quelle dell’interno del Queensland, al terzo posto di quattro gruppi. Non era indicata alcuna temperatura.

Tossicità e precauzioni

Non è stato pubblicato alcun dato di tossicità proprio di Macrozamia parcifolia, ma il rischio è documentato per il genere. Secondo Healy (1967), le foglie dei Macrozamia possono provocare nei bovini un disturbo motorio del treno posteriore, e i semi contengono azossiglicosidi, trasformati nell’intestino in metilazossimetanolo, tossico per il fegato.

Considerate quindi la pianta tossica: usate i guanti per maneggiare i semi e teneteli lontano da bambini e animali. In caso di ingestione, rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Le fonti consultate non attestano alcun uso tradizionale proprio di Macrozamia parcifolia. Non consumate mai semi di cicadee.

Domande frequenti

In quale sezione del genere si trova Macrozamia parcifolia?

Nella sezione Parazamia. L’articolo che l’ha descritta nel 1994 riguarda sette nuove specie di questa sezione, e gli autori la collocano nel complesso di Macrozamia pauli-guilielmi. Una sua collocazione nella sezione Macrozamia sarebbe un errore.

Come distinguerlo da Macrozamia pauli-guilielmi?

Dalle foglioline più strette (1-3 mm), più sottili e più scure, inserite con un angolo più acuto, e dalla loro base poco visibile. Vive inoltre su argille basaltiche dell’interno, non sulle sabbie costiere.

Che cosa significa parcifolia?

«Dalle foglie magre». Il nome, formato dal latino parcus e folium, evoca le sue foglie esili e vaporose.

È rustico in Italia?

Non si sa. Nessuna prova è stata pubblicata, né in Italia né in Francia; la sua regione conosce soltanto gelate rare e leggere, e uno specialista australiano lo colloca tra le specie poco rustiche. Coltivatelo in vaso e riparatelo dal gelo.

È minacciato?

Sì. La IUCN lo classifica in pericolo (2022) e la legge australiana vulnerabile. Il suo areale è limitato alla regione di Biggenden.

È tossico?

Probabilmente sì, come tutte le cicadee. Nessuno studio riguarda questa specie, ma i semi e le foglie dei Macrozamia sono tossici per l’uomo e per il bestiame.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Jones, D.L. & Forster, P.I. (1994). Seven new species of Macrozamia section Parazamia (Miq.) Miq. (Zamiaceae section Parazamia) from Queensland. Austrobaileya 4(2): 269-288. [Protologo di Macrozamia parcifolia (pp. 279-281, fig. 6): descrizione, tipo, habitat, collocazione nel complesso di Macrozamia pauli-guilielmi, etimologia; PDF letto per intero.]
  • Borsboom, A.C., Wang, J. & Forster, P.I. (2015). Determining maturity and population structure in Macrozamia parcifolia (Zamiaceae), a threatened Australian cycad. Australian Journal of Botany 63: 392-402. https://doi.org/10.1071/BT14258 [Articolo con revisione paritaria; riassunto letto tramite Crossref.]
  • Hill, K.D. (1998). Cycadophyta. In: McCarthy, P.M. (a cura di), Flora of Australia 48: 597-661. ABRS/CSIRO, Melbourne. [Descrizione letta nella versione online dell’ABRS.]
  • Forster, P.I. (1994). Gymnosperms. In: Henderson, R.J.F. (a cura di), Queensland Vascular Plants: Names & Distribution: 344-345. Queensland Government, Indooroopilly. [Nome provvisorio e classificazione «rara», citati da Jones e Forster (1994); non consultato.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Macrozamia parcifolia. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T41966A48869842. [Valutazione EN, citata da The World List of Cycads; non consultata.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. https://doi.org/10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia, citata da The World List of Cycads; non consultato.]
  • Healy, P.J. (1967). Macrozamia poisoning. Institute of Inspectors of Stock of New South Wales Year Book. [Letto su Flock & Herd.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. https://doi.org/10.5281/zenodo.21958524 [Consultata direttamente.]