Ceratozamia rosea

Ceratozamia rosea è una cicadea delle montagne del Chiapas settentrionale, in Messico, nota soltanto in tre località del comune di Tila, dove cresce nella foresta tropicale umida su pendii e pareti calcaree, tra 400 e 600 m di quota. Descritta nel 2023, questa specie del genere Ceratozamia deve il nome a un carattere unico nel genere: le foglie giovani spuntano di un rosa acceso, il «rosa messicano», prima di virare al verde oliva. Gli autori la considerano in pericolo critico di estinzione; la IUCN non l’ha ancora valutata.

L’essenziale su Ceratozamia rosea

  • Nome accettato: Ceratozamia rosea Pérez-Farr., Gut.Ortega & Vovides (2023), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi antichi e sinonimi: nessuno
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «piña de monte» nel Chiapas
  • Distribuzione naturale: Messico, Chiapas settentrionale (Montañas del Norte, comune di Tila), tre località, da 400 a 600 m
  • Stato IUCN: non valutata; «in pericolo critico» (CR) proposto dagli autori
  • CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; semi compresi
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, pareti carsiche, rocce e suoli poco profondi nella foresta tropicale umida; nessuna indicazione di coltivazione pubblicata
  • Portamento e dimensioni da adulta: fusto sottile da 12,5 a 23 cm; da 5 a 15 foglie arcuate lunghe da 1 a 2,3 m
  • Tossicità: nessun dato specifico; il fusto è usato in infuso da guaritori, il che non ne prova l’innocuità; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Ceratozamia rosea?

Il criterio decisivo è il colore delle foglie giovani: rosa messicano, cioè rosa porpora, e pruinose quando spuntano. Secondo la descrizione originale (García González e collaboratori, 2023), Ceratozamia rosea si distingue anche per le foglie adulte arcuate, le articolazioni delle foglioline rossastre, il fusto sottile e allungato negli adulti, i coni eretti da giallo chiaro a verdi e la peluria rossastra del cono maschile. Ecco la descrizione di questo testo:

  • Fusto: rupicolo, non ramificato, corto oppure sottile e allungato, cilindrico, eretto e poi coricato con l’età, alto da 12,5 a 23 cm e largo da 10 a 14 cm, coperto dalle basi delle foglie vecchie;
  • Foglie: da 5 a 15 per corona, in una corona aperta, erette e poi ricadenti con l’età, lunghe da 102 a 231,5 cm e larghe da 49,5 a 73 cm; rosa messicano e pruinose quando spuntano, srotolate a pastorale, poi verde oliva. Il picciolo, lungo da 48 a 118 cm, porta aculei sottili; il rachide, rosa da giovane e poi verde, misura da 52,5 a 117 cm. Le prime foglie delle plantule hanno un solo paio di foglioline;
  • Foglioline: da 11 a 45 paia, lineari, lungamente oblanceolate o raramente oblunghe, coriacee, un po’ falciformi, con la punta da acuta ad affilata e asimmetrica e le nervature poco visibili; quelle mediane misurano da 25 a 39 cm per 4-6,5 cm e sono distanziate da 3,7 a 8,6 cm;
  • Coni maschili: solitari, conici, eretti, da 14,5 a 19,3 cm per 2,3-2,8 cm, con la base verde e peli rossastri a maturità; peduncolo rossastro, molto peloso, di 4,2-5,2 cm;
  • Coni femminili: solitari, cilindrici, eretti, da 9,2 a 19,5 cm per 5,9-6,3 cm, con la punta corta, verdi con peluria rossastra a maturità; peduncolo corto, rossastro, di 3,7-6,9 cm;
  • Semi: ovoidali, di 2,1-2,25 cm per 1,7-1,9 cm, con la polpa color crema prima della maturità, beige a maturità.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.

Possibili confusioni

Gli autori collocano la specie nel complesso di Ceratozamia miqueliana e la confrontano con tre specie vicine per geografia, da cui si distingue prima di tutto per il colore delle foglie giovani:

  • Ceratozamia sancheziae, degli altopiani del Chiapas: foglioline da lineari a lanceolate, papiracee; foglie giovani verdi o rosso chiaro, che non si srotolano a pastorale ma si ripiegano (chiave del 2023);
  • Ceratozamia zoquorum, del Chiapas settentrionale, presente anch’essa a Tila: foglioline da oblunghe a oblanceolate, coriacee; le sue foglie giovani sono verde chiaro o brune, e soltanto il picciolo e il rachide sono rosa (monografia del 2022);
  • Ceratozamia becerrae, del confine tra Chiapas e Tabasco: foglioline quasi falciformi, da oblunghe a largamente oblanceolate, foglie giovani verde chiaro.

Secondo gli autori, diversi altri caratteri, qualitativi e misurati, separano Ceratozamia rosea da ciascuna di queste specie. Una pianta senza foglie giovani né coni è difficile da identificare; l’origine resta l’indizio migliore.

Tassonomia

Ceratozamia rosea è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie è stata descritta il 3 maggio 2023 sulla rivista Phytotaxa (595(1): 73-88), in un articolo di José García González, Miguel Ángel Pérez-Farrera, José Said Gutiérrez-Ortega, Andrew Vovides e Pedro Díaz Jiménez intitolato «Ceratozamia rosea (Zamiaceae): A new species from the Northern Mountains of Chiapas, Mexico». Il nome è attribuito a Pérez-Farrera, Gutiérrez-Ortega e Vovides. L’articolo completo è a pagamento; questa scheda si basa sul riassunto e sul trattamento tassonomico e la chiave pubblicati dalla banca dati Plazi.

L’olotipo è stato raccolto il 5 maggio 2022 sul sentiero di Salto de Agua, nel comune di Tila, da J. García-González e J. Pérez (n. 832). È conservato nell’erbario Eizi Matuda (HEM) dell’Università di scienze e arti del Chiapas, con isotipi a CHIP e XAL. Raccolte del 2016, del 2017 e del 2021 completano il materiale studiato.

Per gli autori questa descrizione fa pensare che la diversità delle Ceratozamia del Chiapas sia maggiore di quanto si credesse. Con la descrizione pubblicano una chiave dei membri del complesso miqueliana, che comprende anche Ceratozamia euryphyllidia, Ceratozamia hondurensis e Ceratozamia santillanii.

Etimologia e storia

L’epiteto latino rosea, «rosa», indica il carattere più distintivo della specie: il colore rosa messicano delle foglie giovani, unico nel genere (descrizione originale, citata da The World List of Cycads).

Le prime raccolte note risalgono al 2016. Nessuna fonte documenta l’introduzione della specie in coltivazione; gli autori chiedono proprio agli orti botanici di conservarla fuori dal suo ambiente.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. Secondo la descrizione originale, gli abitanti la chiamano «piña de monte», che gli autori traducono con «ananas della foresta».

In natura

Ceratozamia rosea è nota soltanto in tre località del comune di Tila, nelle Montañas del Norte del Chiapas. Cresce nella foresta tropicale umida, tra 400 e 600 m, su pendii ripidi di circa 35°, aggrappata a pareti carsiche, tra le rocce o in suoli poco profondi. I suoli sono luvisol e phaeozem, su affioramenti di rocce sedimentarie marine del Cretaceo, del Paleogene e del Neogene.

La foresta che la ospita comprende tra gli altri Bursera simaruba, Ceiba pentandra, Cedrela odorata, Clusia guatemalensis e le palme Astrocaryum mexicanum e Sabal mauritiiformis; nel sottobosco crescono palme Chamaedorea e Bactris major, e al suolo altre due cicadee, Zamia splendens e Zamia lacandona.

Stato di conservazione e normativa

Ceratozamia rosea non è ancora stata valutata nella Lista rossa IUCN (The World List of Cycads, versione 2026.08.15). Gli autori ritengono che vada classificata in pericolo critico di estinzione (CR): lo strumento GeoCAT indica un’area di presenza di 0,068 km² e un’area occupata di 8 km², e ogni località conta meno di 100 adulti, a bassa densità. Questa proposta non ha valore ufficiale.

Le minacce sono la trasformazione della foresta in pascoli, campi di mais e piantagioni di caffè, e il prelievo di piante adulte per usi tradizionali (vedi più avanti). Gli autori giudicano urgente la sua conservazione in natura e negli orti botanici.

Come tutte le specie del genere, Ceratozamia rosea rientra nell’Appendice I della CITES, in cui il genere Ceratozamia è iscritto per intero dal 1° agosto 1985 (era nell’Appendice II dal 1977). Il commercio internazionale a scopo commerciale di piante prelevate in natura è vietato; circolano soltanto, con i permessi richiesti, piante nate da riproduzione artificiale. In Italia, come in tutta l’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. I semi non godono di alcuna esenzione.

Species+ non riporta ancora questa specie con il suo nome, perché è stata descritta dopo la lista di riferimento della CITES per le cicadee (2013); l’iscrizione riguarda però l’intero genere («Ceratozamia spp.») e quindi la comprende. Stato verificato su Species+ il 3 ottobre 2026. Queste indicazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o scambio.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna indicazione di coltivazione specifica per Ceratozamia rosea, e sui forum consultati non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione. Nessuna fonte ne segnala la presenza in collezione.

Il suo ambiente, pareti e rocce calcaree nella foresta tropicale umida di bassa quota, fa pensare a una coltivazione al caldo, a mezz’ombra, in un substrato molto drenante a base minerale. Sono indicazioni dedotte dall’habitat, non verificate da prove pubblicate.

Moltiplicazione

Non esistono dati specifici. Come tutte le Ceratozamia, la specie ha piante maschili e piante femminili; si moltiplica per semina di semi freschi ottenuti da un’impollinazione, fatta a mano in coltivazione. Secondo la descrizione, la prima foglia delle plantule porta un solo paio di foglioline. Maneggiate i semi con i guanti.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. I rischi abituali delle Ceratozamia in coltivazione sono il marciume in un terreno freddo e inzuppato e le cocciniglie.

Rusticità

Per Ceratozamia rosea non esiste alcun dato di resistenza al freddo. È una pianta di foresta tropicale di bassa quota: finché mancano prove documentate, va coltivata al riparo dal gelo.

In Italia

Non è stato documentato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate.

Esperienze francesi

Nemmeno in Francia è stato pubblicato alcun risultato, né sul litorale mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, né altrove, e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Una ricerca per epiteto sul forum Fous de palmiers (ottobre 2026) non restituisce alcun riscontro di coltivazione.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun rilievo di freddo nemmeno altrove: né sui forum anglofoni consultati, né negli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Ceratozamia rosea, ma il rischio è ben documentato nelle altre cicadee. I loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Cani, bestiame ed esseri umani possono subire intossicazioni gravi. Alcuni guaritori del Chiapas preparano comunque infusi con il suo fusto (vedi Usi tradizionali); questo uso non dice nulla né sulle dosi né sui rischi, e non prova che la pianta sia innocua. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Secondo le testimonianze raccolte dagli autori della descrizione, la specie ha due usi locali. Un guaritore raccoglie piante e prepara estratti del fusto in infuso, che la paziente beve per regolarizzare il ciclo mestruale. In una località vicina la pianta serve da talismano per scegliere il sesso di un figlio prima della nascita: i genitori cercano un esemplare il cui fusto ricordi gli organi genitali maschili o femminili. Queste pratiche uccidono piante adulte e pesano sulla demografia delle popolazioni.

Domande frequenti

Perché si chiama rosea?

Per le foglie giovani, che spuntano di un rosa acceso, il «rosa messicano». È un carattere unico nel genere Ceratozamia.

Dove cresce?

Soltanto nel Chiapas settentrionale, in Messico. È nota in tre località del comune di Tila, tra 400 e 600 m.

Le foglie restano rosa?

No. Diventano verde oliva maturando; il rachide resta rosa finché la foglia è giovane, e le articolazioni delle foglioline sono rossastre sulla pagina inferiore.

Che differenza c’è con Ceratozamia sancheziae?

Le foglie giovani e le foglioline. Ceratozamia sancheziae ha foglie giovani verdi o rosso chiaro e foglioline papiracee; quelle di Ceratozamia rosea sono coriacee.

È minacciata?

Sì, gravemente secondo gli autori, che propongono «in pericolo critico». Conta soltanto tre piccole località, minacciate dal disboscamento e dalla raccolta di piante adulte; la IUCN non l’ha ancora valutata.

Si trova in coltivazione?

Nessuna fonte lo segnala, né in Italia né altrove. Tutto il genere è iscritto all’Appendice I della CITES: possono circolare soltanto piante nate in coltivazione, con i loro documenti.

È tossica?

Bisogna supporlo. Il fusto è usato per infusi tradizionali, ma le cicadee studiate contengono tossine pericolose; non consumatela.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • García González, J., Pérez-Farrera, M.A., Gutiérrez-Ortega, J.S., Vovides, A.P. & Díaz Jiménez, P. (2023). Ceratozamia rosea (Zamiaceae): A new species from the Northern Mountains of Chiapas, Mexico. Phytotaxa 595(1): 73-88. DOI: 10.11646/phytotaxa.595.1.5. [Protologo; riassunto, trattamento tassonomico e chiave letti (Plazi).]
  • Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Monografia del genere, anteriore alla descrizione; testo integrale consultato per le specie vicine.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]