La Dracaena cubensis è la dracena di Cuba, un piccolo arbusto endemico delle montagne serpentinitiche dell’estremo oriente dell’isola. Appartiene al Genere Dracaena, famiglia Asparagaceae. Con Dracaena ghiesbreghtii (sin. Dracaena americana) è una delle due sole dracene native del continente americano.
Il suo interesse scientifico va ben oltre l’aspetto modesto. Secondo le analisi del DNA di Lu e Morden (2014), le due dracene americane formano un gruppo fratello di tutte le altre Dracaena, comprese le ex Sansevieria. Il botanico che la descrisse nel 1942, il frère Marie-Victorin, la considerava già una «reliquia di affinità africana» nella flora di Cuba.
Come riconoscerla
La descrizione originale, ripresa da Zona e colleghi (2014), la presenta come un arbusto con più fusti, di solito non ramificati, alti fino a 4 metri e spessi al massimo 3,5 cm. Solo il quarto superiore del fusto porta foglie. Le cicatrici fogliari sono distanziate di 7–9 mm.
Le foglie sono lineari, lunghe 20–30 cm e larghe 1–1,5 cm alla base, coriacee e fortemente ricurve verso il basso. L’infiorescenza è una pannocchia terminale molto ramificata, lunga 30–45 cm. I fiori, su brevi pedicelli, sono riuniti di solito a gruppi di due o tre, con tepali bianchi di circa 4 mm. Le bacche misurano 7–10 mm di diametro, talvolta lobate, e contengono da uno a tre semi subglobosi di circa 4 mm.
Ibridi
Nelle fonti consultate non risultano ibridi documentati.
Possibili confusioni
I primi campioni cubani, raccolti nel 1910 e nel 1911 dall’orticoltore John A. Shafer, furono etichettati con un punto interrogativo come Dracaena reflexa. Questa specie delle isole Mascarene è molto diffusa in coltivazione. Anche un campione del 1917 fu attribuito per errore alla stessa specie.
L’unica altra dracena americana, Dracaena ghiesbreghtii, si distingue facilmente. È un albero che raggiunge circa 12 metri e porta foglie morbide, di un verde brillante, distribuite lungo i fusti. I suoi tepali misurano circa 7 mm, le bacche fino a 20 mm e i semi 10–12 mm, tutti molto più grandi che nella specie cubana.
Tassonomia
La specie fu descritta dal frère Marie-Victorin, fondatore del giardino botanico di Montréal e grande conoscitore della flora cubana, nel 1942. L’articolo, intitolato «Dracæna cubensis, une relique d’affinité africaine dans la flore de Cuba», apparve nelle Contributions de l’Institut Botanique de l’Université de Montréal 43: 11.
Il tipo fu raccolto il 29 marzo 1942 sulla Loma de Miraflores, a Cananova, nell’allora provincia di Oriente (oggi Holguín), in una boscaglia su serpentino. I raccoglitori furono i frères Léon, Marie-Victorin e Clément (n. 20844, pubblicato per errore come 20944). L’olotipo è conservato all’erbario HAC dell’Avana e un isotipo a Washington (US). POWO accetta il nome Dracaena cubensis Vict.
Marie-Victorin non riuscì a collocare la specie in nessuna delle sezioni del genere allora riconosciute e propose per lei una nuova sezione, Cubenses. Nella descrizione fece ampio riferimento al drago delle Canarie, che aveva fotografato a Icod de los Vinos durante un viaggio nel 1929. Vedeva nella pianta cubana una testimonianza dell’antica continuità fra Africa e America, allora spiegata con l’ipotesi della deriva dei continenti di Wegener, all’epoca ancora controversa.
Le analisi molecolari moderne indicano invece che la presenza di Dracaena nelle Americhe si spiega con una dispersione a lunga distanza, non con la separazione dei continenti. Lu e Morden (2014) hanno mostrato che Dracaena cubensis e Dracaena ghiesbreghtii formano un gruppo ben sostenuto, fratello di tutte le altre Dracaena in senso lato. Il genere hawaiano Chrysodracon resta escluso da questo insieme. Zona e colleghi ricordano però che questi risultati, basati su marcatori del cloroplasto, andrebbero confermati con altri dati.
Il nome comune «griñapo», riportato da Roig (1988), sembra caduto in disuso. Chi lavora alla gestione e alla conservazione della zona la chiama semplicemente «dracaena».
In natura
La Dracaena cubensis ha un areale ristretto nel nord-est di Cuba: da Moa e dintorni, nella provincia di Holguín, fino a Baracoa, La Farola e il Río Jauco, nella provincia di Guantánamo. Cresce di solito dal livello del mare a 600 metri, ma può salire fino a 1000 metri. Il botanico frère Alain definì nel 1946 la regione di Moa un «paradiso dei botanici» e indicò questa specie fra gli elementi che la rendono unica.
Il clima è fra i più piovosi di Cuba:
- Precipitazioni: 1400–1600 mm annui sulla costa e oltre 3400 mm in montagna.
- Temperature: medie annue da circa 26 °C al livello del mare a 22 °C in quota.
La specie predilige i suoli derivati da antiche rocce ultramafiche serpentinizzate, in particolare suoli rossi, profondi e ferritici (lateriti), e i suoli fersiallitici bruno-rossastri associati ai serpentini. Molte piante di questi suoli sono note per accumulare grandi quantità di nichel, ma la Dracaena cubensis non figura fra di esse. Oltre i 600 metri cresce su suoli sottili e rocciosi.
Zona e colleghi la segnalano in quattro tipi di vegetazione, che spesso si mescolano:
- la pineta submontana a Pinus cubensis su serpentini caldi e secchi, fra 0 e 400 metri;
- la boscaglia xeromorfa e spinosa su serpentino, chiamata localmente «charrascal»;
- la boscaglia montana su serpentino, o «charrascal alto»;
- la vegetazione ripariale dei corsi d’acqua che attraversano i serpentini.
La specie si trova anche in ambienti disturbati: ai margini del suo habitat, lungo strade e sentieri, sulle piste delle miniere e sulle frane. È quindi resistente ai disturbi naturali e umani, caratteristica rara fra gli endemismi che condividono il suo habitat.
La Dracaena cubensis è classificata Vulnerabile (VU) secondo i criteri IUCN nella Lista rossa della flora vascolare cubana. Molte popolazioni sono state colpite dalle attività minerarie a cielo aperto, dallo sfruttamento forestale, dalla costruzione di strade e dagli insediamenti umani. Ne sono derivati frammentazione, erosione, incendi e, in alcuni casi, l’invasione di specie esotiche.
Una parte importante della popolazione è protetta nel Sistema nazionale delle aree protette di Cuba. Fra le aree principali figurano il Parco nazionale Alejandro de Humboldt, la Riserva della biosfera Cuchillas del Toa e la Riserva floristica Cerro de Miraflores y Yamanigüey.
Coltivazione
La specie è stata coltivata con successo al Jardín Botánico Nacional dell’Avana, in una grande aiuola riempita con terra serpentinitica trasportata dall’est dell’isola. Un tentativo al Fairchild Tropical Botanic Garden di Miami, a partire da semi germinati e piante giovani, non ha avuto successo nel lungo periodo.
Secondo Zona e colleghi, le esigenze colturali della Dracaena cubensis non sono state studiate a fondo, nonostante il suo potenziale ornamentale. L’esperienza dell’Avana suggerisce che il tipo di suolo abbia un ruolo importante. La sua resistenza ai disturbi ne fa una candidata interessante per il ripristino ambientale di miniere, strade e aree disboscate nella regione d’origine.
Moltiplicazione
L’unico studio disponibile sulla germinazione, citato da Zona e colleghi (García, 2004), indica che i semi germinano con difficoltà. La risposta migliore si ottiene a 25 °C e con luce. Temperature più alte riducono nettamente la germinazione. Non abbiamo trovato esperienze documentate di propagazione per talea.
Malattie e parassiti
Non esistono dati pubblicati su malattie o parassiti specifici.
Rusticità
Nelle fonti consultate non abbiamo trovato alcuna esperienza documentata di coltivazione con temperature basse. La specie proviene da un clima tropicale molto piovoso, con medie annue comprese fra 22 e 26 °C. Va considerata non rustica e protetta da qualsiasi gelata.
Usi tradizionali
Secondo Zona e colleghi non esistono segnalazioni in letteratura di un uso della Dracaena cubensis da parte dell’uomo. Come l’altra specie americana, non produce la resina rossa nota come «sangue di drago».
Domande frequenti (FAQ)
Dove cresce?
Solo nel nord-est di Cuba, fra Moa e Baracoa, su suoli derivati da rocce serpentinitiche, dal livello del mare fino a 1000 metri.
Perché è importante per la scienza?
Perché, con Dracaena ghiesbreghtii, forma un gruppo fratello di tutte le altre Dracaena del mondo, secondo le analisi del DNA del cloroplasto. È quindi un tassello chiave per capire la storia evolutiva del genere.
È minacciata?
È classificata Vulnerabile nella Lista rossa della flora cubana, soprattutto a causa delle miniere a cielo aperto, delle strade e degli insediamenti. Una parte importante della popolazione si trova in aree protette.
Produce il «sangue di drago»?
No. Le dracene americane non producono la resina rossa tipica di Dracaena draco e Dracaena cinnabari.
Siti di riferimento
Plants of the World Online (Kew), Dracaena cubensis – https://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:83913-2
[Nome accettato, pubblicazione e distribuzione (Cuba orientale). Autorità nomenclaturale di riferimento.]
Academia.edu, Zona et al. (2014), testo integrale – https://www.academia.edu/24020714/Dracaena_L_Asparagaceae_in_the_New_World_Its_History_and_Botany
[Testo completo della sintesi sulle dracene americane: scoperta, tipo, morfologia, distribuzione, ecologia, conservazione, filogenesi e coltivazione. Fonte primaria principale di questo articolo.]
Bibliografia
Berazaín, R., Areces Berazaín, F., Lazcano Lara, J.C. & González Torres, L.R. (2005). Lista roja de la flora vascular cubana. Jardín Botánico Atlántico de Gijón.
[Lista rossa nazionale che classifica la specie come Vulnerabile. Citato tramite Zona et al. (2014).]
Lu, P.-L. & Morden, C.W. (2014). Phylogenetic relationships among dracaenoid genera (Asparagaceae: Nolinoideae) inferred from chloroplast DNA loci. Systematic Botany 39: 90–104.
[Posizione delle due dracene americane come gruppo fratello di tutte le altre Dracaena. Citato tramite l’abstract e Zona et al. (2014).]
Marie-Victorin, frère (1942). Dracæna cubensis, une relique d’affinité africaine dans la flore de Cuba. Contributions de l’Institut Botanique de l’Université de Montréal 43: 1–16.
[Descrizione originale, con tavola illustrativa e ipotesi biogeografica. Citato tramite Zona et al. (2014).]
Zona, S., Álvarez de Zayas, A., Orellana, R., Oviedo, R., Jestrow, B. & Francisco-Ortega, J. (2014). Dracaena L. (Asparagaceae) in the New World: its history and botany. Vieraea 42: 219–240. https://doi.org/10.31939/vieraea.2014.42.15
[Sintesi di riferimento sulle dracene americane, consultata integralmente. Fonte primaria principale.]