Encephalartos senticosus

Encephalartos senticosus è una grande cicadea dell’Africa australe, con foglie verde scuro lucido e foglioline dentate e pungenti, che cresce sulla cresta dei monti Lebombo, dal sud della diga di Jozini, nel KwaZulu-Natal, fino a nord di Siteki, in Eswatini. Questa specie del genere Encephalartos è stata descritta solo nel 1996 da Piet Vorster, che l’ha separata da Encephalartos lebomboensis: molte piante coltivate con quest’ultimo nome, in particolare quelle salvate durante la costruzione della diga di Jozini, appartengono in realtà a Encephalartos senticosus. Le due specie si somigliano molto e si distinguono soprattutto dai coni. Classificata vulnerabile dalla IUCN, è stata prelevata in natura in grandi quantità per il paesaggismo. In coltivazione è considerata facile, rapida e resistente al gelo, ma non sono stati pubblicati dati sul freddo né in Italia né in Francia.

In sintesi: Encephalartos senticosus

  • Nome accettato: Encephalartos senticosus Vorster (1996), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15), GBIF e Species+
  • Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo; prima del 1996 queste piante erano chiamate Encephalartos lebomboensis I.Verd.
  • Famiglia: Zamiaceae
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato con sicurezza; in inglese «Jozini cycad» e «Lebombo cycad», in afrikaans «lebombobroodboom» (PlantZAfrica, Species+)
  • Distribuzione naturale: cresta dei monti Lebombo, dal nord del KwaZulu-Natal (Sudafrica) all’Eswatini, tra 400 e 800 m; The World List of Cycads e Species+ citano anche il Mozambico
  • Stato IUCN: vulnerabile (VU A2acd), valutazione di J.D. Bösenberg datata maggio 2020 e pubblicata nel 2022
  • CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1977); Allegato A nell’Unione europea, con parere favorevole dell’UE (2011) per le piante riprodotte artificialmente provenienti dal Sudafrica con caudice di diametro non superiore a 15 cm
  • Rusticità documentata: resistente al gelo secondo PlantZAfrica; nessun dato di temperatura pubblicato in Italia né in Francia (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: pieno sole o mezz’ombra, terreno ben drenato (PlantZAfrica)
  • Portamento e dimensioni adulte: tronco fino a 4 m di altezza e circa 30 cm di diametro, spesso accompagnato da polloni che formano un cespo; foglie di 1,1-1,5 m, talvolta 1,8 m
  • Tossicità: semi tossici, come in tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
  • In Italia: nell’elenco delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina (2009)

Come riconoscere Encephalartos senticosus?

È un grande Encephalartos verde, con foglie rigide e lucide, rachide giallastro e foglioline dentate su entrambi i margini. Vorster (1996) lo descrive così, con integrazioni di PlantZAfrica:

  • Tronco: eretto ma spesso un po’ inclinato, fino a 4 m di altezza e circa 30 cm di diametro, coperto dai resti delle basi fogliari, con corona un po’ lanosa; la pianta emette spesso polloni alla base e forma cespi;
  • Foglie: di 1,1-1,5 m, talvolta 1,8 m, rigide, diritte o un po’ arcuate, verde scuro lucido; picciolo senza spine, glabro, di 5-20 cm; rachide giallastro;
  • Foglioline: le mediane distanziate 2-3,5 cm, sovrapposte o no, rivolte verso l’apice della foglia con un angolo di circa 30°, molto strettamente ovate, di 12-18 cm (talvolta 8 cm) × 1,4-2 cm (fino a 2,7 cm), con apice acuto e pungente, di solito dentate su entrambi i margini, raramente intere; verso la base della foglia diminuiscono gradualmente, le ultime ridotte a spine;
  • Coni maschili: tre o quattro per fusto, su un peduncolo che può raggiungere 10 cm, molto strettamente ovoidi, da arancio a giallo-arancio, coperti da un corto feltro fulvo, di 30-50 cm × al massimo 10 cm; la faccia delle squame si allunga in un becco pendente;
  • Coni femminili: due o tre per fusto, ovoidi, giallo albicocca pallido, di circa 45 × 22 cm, con squame lisce sollevate a piramide verso la faccetta centrale;
  • Semi: con involucro carnoso rosso vivo; un cono femminile ne libera da 280 a 590 (PlantZAfrica).

Secondo Vorster i coni compaiono in febbraio e all’inizio di marzo, l’impollinazione avviene a fine aprile e inizio maggio, i semi cadono in ottobre e germinano un anno dopo; secondo PlantZAfrica i coni compaiono verso dicembre e i femminili si disgregano tra settembre e ottobre. Il cono maschile si allunga poco prima di liberare il polline, scarso, che si agglutina in palline quando si cerca di setacciarlo (PlantZAfrica).

Encephalartos senticosus
Foglie di Encephalartos senticosus al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures (Var, Francia).

Ibridi

Non è descritto alcun ibrido naturale di Encephalartos senticosus, e Vorster (1996) non ne segnala. Dyer (1965), che includeva queste piante in Encephalartos lebomboensis in senso ampio, segnalava presso Pongola Poort, dove crescono accanto a Encephalartos villosus, giovani piante che facevano pensare a incroci naturali; quel settore, quello della diga di Jozini, appartiene oggi a Encephalartos senticosus secondo PlantZAfrica.

In coltivazione, come negli altri Encephalartos, si formano ibridi appena più specie producono coni nello stesso periodo: una pianta nata da semi di collezione non è necessariamente pura. Sul forum francese Fous de palmiers, per esempio, un coltivatore ammetteva nel gennaio 2013 di aver mescolato alla semina i semi di Encephalartos senticosus, Encephalartos natalensis ed Encephalartos villosus.

Possibili confusioni

La distinzione essenziale è con Encephalartos lebomboensis, con il cui nome la specie è stata coltivata fino al 1996 e a cui somiglia molto nel fogliame. Secondo la descrizione di Vorster (1996), le due specie differiscono soprattutto nei coni:

  • Coni maschili: tre o quattro per fusto, su un peduncolo che può raggiungere 10 cm, con squame allungate in becchi pendenti in Encephalartos senticosus; per lo più solitari e sessili, con squame sollevate a piramide in Encephalartos lebomboensis;
  • Coni femminili: due o tre per fusto, con squame sollevate a piramide in Encephalartos senticosus; solitari o raramente in coppia, con squame quasi piatte in Encephalartos lebomboensis.

PlantZAfrica (scheda di Encephalartos senticosus, 2011) aggiunge che i coni maschili di Encephalartos senticosus sono lanosi, quelli di Encephalartos lebomboensis mai, e che i suoi coni femminili hanno una superficie ruvida, anche se la stessa scheda descrive più sopra le loro squame come lisce. Il peduncolo di 3 cm descritto da Verdoorn (1949) sul cono maschile del tipo di Encephalartos lebomboensis contrasta con i coni «sessili» indicati da Vorster per quella specie; le fonti pubblicate non spiegano questa differenza. Senza coni l’identificazione si basa sull’origine della pianta, raramente nota per gli esemplari in commercio: sul forum Fous de palmiers, nel giugno 2009, alcuni coltivatori esitavano tra i due nomi per una giovane pianta di un giardino delle Alpi Marittime, basandosi sulla forma del caudice, un criterio che le descrizioni non riportano.

PlantZAfrica avvicina la specie anche a Encephalartos natalensis, più a sud, che ha le foglioline basali ridotte a una serie di spine e coni, due o tre insieme, da giallo-arancio a rosso-arancio. Nel 2012 un coltivatore di Ravenna, convinto di aver comprato un ibrido Encephalartos natalensis × woodii, ha saputo da coltivatori sudafricani che la sua pianta era piuttosto un Encephalartos senticosus o un Encephalartos msinganus (forum Tropicamente).

Tassonomia

Encephalartos senticosus è un nome accettato da The World List of Cycads, GBIF e Species+. Piet Vorster lo ha descritto nel 1996 nel South African Journal of Botany (vol. 62, n. 2, pp. 76-79). Il tipo (Vorster 2990, foglia e squame di cono maschile) proviene dal nord-est di Siteki, nella riserva di Mlawula, in Eswatini; l’olotipo è conservato a Pretoria (PRE), gli isotipi a Kew (K), San Pietroburgo (LE), Saint Louis (MO) e al Fairchild Tropical Garden (FTG). Vorster cita anche esemplari della gola dell’Usuto, di Ingwavuma, della diga di Jozini, del fiume Mkuze e di Utshaneni.

Vorster aveva dimostrato nel 1995 che il nome Encephalartos lebomboensis, pubblicato da Inez Verdoorn nel 1949, era stato applicato in modo errato fin dalla pubblicazione: secondo lui designa le piante della valle del Pongola e una popolazione isolata dei monti Lebombo, nel Mpumalanga, mentre le piante della cresta dei Lebombo del nord del KwaZulu-Natal e dello Swaziland formavano una specie non descritta. Encephalartos senticosus occupa, secondo Vorster (1996) e la scheda che PlantZAfrica gli dedica, la sommità dei Lebombo dal sud della diga di Jozini fino a pochi chilometri a nord di Siteki, dove gli subentra la popolazione settentrionale di Encephalartos lebomboensis; la scheda di PlantZAfrica su Encephalartos lebomboensis colloca invece questo limite 50 km a nord di Siteki. Le fonti consultate non spiegano come il tipo di Verdoorn, proveniente dai dintorni di Stegi (oggi Siteki), si collochi rispetto a questo nuovo limite; l’articolo di Vorster (1995), che ne tratta, non ha potuto essere consultato. PlantZAfrica precisa infine che la distribuzione di Encephalartos lebomboensis in due settori è «discussa da alcuni». Questa pagina si attiene alle due specie accettate da The World List of Cycads. Vorster ha spiegato nell’articolo del 1995 perché attribuiva loro il rango di specie e non di sottospecie.

Etimologia e storia

L’epiteto latino senticosus significa «pieno di spine», in riferimento ai margini spinosi delle foglioline (Haynes, 2022, tramite The World List of Cycads). Il nome del genere Encephalartos significa «pane nella testa», allusione al midollo farinoso del tronco.

Negli anni Sessanta, prima del riempimento della diga di Jozini sul Pongola, diverse migliaia di piante furono spostate dall’organizzazione «Operation Wild Flower» e distribuite a giardini pubblici e appassionati (Dyer, 1965). Queste piante sono entrate in commercio con il nome di Encephalartos lebomboensis, ma appartengono oggi a Encephalartos senticosus (PlantZAfrica). Secondo Donaldson (2003), questo salvataggio non ha minacciato la sopravvivenza della specie.

Nomi comuni

Nessun nome italiano è attestato con sicurezza per Encephalartos senticosus. PlantZAfrica riporta in inglese «Lebombo cycad» e «Jozini cycad», in afrikaans «lebombobroodboom», in zulu «isigqiki-somkhovu» e «ujubane», in swati «sijekwane»; Species+ cita «Jozini cycad». Il nome zulu isiGqiki-somkhovu, «cuscino dello zombie», era citato per Encephalartos lebomboensis in senso ampio da Palmer e Pitman (1972, tramite la Gymnosperm Database).

In natura

Secondo Vorster (1996), Encephalartos senticosus non è raro lungo la sommità dei monti Lebombo, dal sud della diga di Jozini, nel KwaZulu-Natal, fino a pochi chilometri a nord di Siteki, in Eswatini. Si vede talvolta su pareti molto secche e soleggiate, ma più spesso sui pendii dolci della cresta, tra i massi e in macchie di arbusti, più o meno in pieno sole, tra 400 e 800 m di quota. Vorster non cita il Mozambico; The World List of Cycads, Species+ e Donaldson (2003) lo includono nell’areale.

L’impollinazione è assicurata da insetti che trasportano il polline da una pianta all’altra. I semi sono dispersi da uccelli, babbuini, scimmie, roditori e pipistrelli, che ne mangiano l’involucro carnoso (PlantZAfrica).

Stato di conservazione e normativa

Encephalartos senticosus è classificato vulnerabile (VU) nella Lista rossa IUCN, secondo il criterio A2acd (riduzione passata della popolazione, osservata direttamente e legata al declino dell’habitat e ai prelievi). La valutazione, di J.D. Bösenberg, è datata 20 maggio 2020 ed è stata pubblicata nel 2022 (The World List of Cycads, GBIF, Crossref); categoria confermata dai dati della Lista rossa diffusi da GBIF il 31 ottobre 2026. La Lista rossa delle piante del Sudafrica lo classificava già vulnerabile nel 2009 (Raimondo et al., citati da PlantZAfrica). Encephalartos lebomboensis è invece classificato in pericolo (EN).

Già nel 1996 Vorster scriveva che enormi quantità di piante erano state prelevate in natura nei cinquant’anni precedenti per il paesaggismo, che la specie era tutt’altro che abbondante come un tempo e che la sua sopravvivenza in natura era motivo di preoccupazione. Il piano d’azione IUCN per le cicadee (Donaldson, 2003) lo classificava vulnerabile, con 5000-10 000 piante, un declino elevato, la raccolta eccessiva come minaccia, nessuna riduzione dell’habitat e popolazioni presenti in aree protette. La SANBI non ha pubblicato alcun documento di parere di non pregiudizio per la specie (elenco consultato il 20 ottobre 2026).

Come tutte le specie del genere, Encephalartos senticosus è iscritto nell’Appendice I della CITES dal 4 febbraio 1977 e nell’Allegato A del regolamento europeo sul commercio delle specie selvatiche (elenco in vigore: regolamento (UE) 2026/1383), secondo Species+. Per le piante riprodotte artificialmente provenienti dal Sudafrica l’Unione europea ha espresso il 20 giugno 2011 un parere favorevole, limitato alle piante con caudice di diametro non superiore a 15 cm; le sospensioni del commercio che riguardavano il Mozambico (UE dal 2008 al 2017, CITES dal 2012 al 2018) non sono più in vigore, e dal 16 settembre 2026 è aperta una nuova consultazione su tutto il genere. In Italia una pianta in vendita deve provenire da coltivazione ed essere accompagnata dai documenti CITES ed europei richiesti. Banche dati consultate il 20 ottobre 2026; verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto.

Coltivazione

PlantZAfrica presenta Encephalartos senticosus come una cicadea gigante a crescita rapida, facile in giardino e resistente al gelo, che preferisce le regioni subtropicali e temperate calde. Ha bisogno di un terreno ben drenato, al sole o a mezz’ombra. In buone condizioni raggiunge dimensioni notevoli in cinque-dieci anni, ed è anche una bella pianta da vaso. PlantZAfrica consiglia di tenere le giovani piante all’ombra molto più a lungo di quelle della forma di Mananga di Encephalartos lebomboensis.

In Italia

L’Orto Botanico «Pietro Castelli» di Messina elenca Encephalartos senticosus tra le sue cicadee (pagina del 2009); la presenza attuale non è stata verificata. Nelle fonti italiane non è documentato nessun altro esemplare.

In Francia alcuni coltivatori del forum Fous de palmiers mostravano nel 2010 e nel 2011 le foglie nuove dei loro Encephalartos senticosus, in particolare ad Agen, senza precisare il tipo di coltivazione né dati sul freddo. Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures (Var) è coltivata una pianta della specie: è quella della foto delle foglie qui sopra (marzo 2026).

Moltiplicazione

Encephalartos senticosus si moltiplica per seme; i semi germinano circa un anno dopo la caduta (Vorster, 1996; PlantZAfrica). Poiché la specie è dioica, servono una pianta maschile e una femminile che producano coni nello stesso momento; il polline, scarso e appiccicoso, si presta male alla setacciatura. Prima della semina togliete l’involucro carnoso dei semi, con i guanti perché è tossico. Si possono anche separare i polloni basali. Semi, piante e polloni rientrano nell’Appendice I della CITES.

Malattie e parassiti

Le fonti pubblicate non descrivono parassiti propri della specie. In Europa il rischio principale, come per gli altri Encephalartos, resta il marciume delle radici in un terreno freddo e fradicio.

Rusticità

PlantZAfrica descrive la specie come resistente al gelo, pur indicandola adatta ai climi subtropicali e temperati caldi. Non è documentato alcun riscontro di coltivazione datato con temperature misurate, né in Italia, né in Francia, né altrove in Europa. Le osservazioni pubblicate con il nome di Encephalartos lebomboensis prima del 1996, o da coltivatori che non distinguono le due specie, possono riguardare l’una o l’altra.

In Italia

Nessun dato pubblicato.

Esperienze in Francia, utili per l’Italia

Il clima del sud-est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, come le riviere ligure e tirrenica, la Sicilia, la Sardegna o la Puglia; anche lì, però, non è stato pubblicato alcun dato sul freddo per questa specie, nemmeno per la pianta coltivata al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures (Var). In attesa di riscontri datati, la piena terra si può tentare solo nelle zone costiere più miti, in un terreno molto drenante; altrove la coltivazione in grande vaso, al riparo dal gelo d’inverno, è più sicura.

Riferimenti internazionali

Non è documentato alcun riscontro datato.

Tossicità e precauzioni

Come le altre cicadee, Encephalartos senticosus contiene glicosidi tossici (cicasina, macrozamina), da cui deriva il metilazossimetanolo, una tossina del fegato e del sistema nervoso; i semi sono la parte più pericolosa. Le foglioline sono rigide e pungenti. Usate i guanti per maneggiare i semi e tenete piante e semi lontano da bambini e animali. In caso di ingestione contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Secondo PlantZAfrica, Encephalartos senticosus è coltivato soprattutto come pianta ornamentale; nelle fonti pubblicate non è descritto alcun uso tradizionale specifico della specie.

Domande frequenti

Encephalartos senticosus resiste al freddo in Italia?

Non si sa. PlantZAfrica lo definisce resistente al gelo, ma non è stato pubblicato alcun dato di temperatura per piante coltivate in Italia o in Francia. Nelle zone costiere più miti la piena terra si può tentare in un terreno molto drenante; altrove è preferibile un grande vaso riparato d’inverno.

Come si distingue da Encephalartos lebomboensis?

Dai coni. In Encephalartos senticosus i coni maschili, tre o quattro per fusto, sono peduncolati e le loro squame si allungano in becchi pendenti, e i coni femminili, due o tre per fusto, hanno squame sollevate a piramide. In Encephalartos lebomboensis i coni sono per lo più solitari, i maschili sessili. Senza coni le due specie sono molto difficili da separare.

Cresce in fretta?

Sì, per una cicadea: secondo PlantZAfrica raggiunge dimensioni notevoli in cinque-dieci anni in buone condizioni.

Si può coltivare in vaso?

Sì. PlantZAfrica lo consiglia come pianta da vaso, che si può ritirare al riparo durante gli inverni freddi.

Che cosa significa «senticosus»?

«Pieno di spine», in latino, in riferimento alle foglioline dentate e pungenti.

È tossico?

Sì, soprattutto nei semi, come tutte le cicadee.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Vorster, P. (1996). Encephalartos senticosus (Zamiaceae): a new species from northern KwaZulu-Natal and Swaziland. South African Journal of Botany 62(2): 76-79. [Descrizione originale: diagnosi, tipo, descrizione, fenologia, distinzione da Encephalartos lebomboensis, distribuzione, conservazione.]
  • Vorster, P. (1995). The identity of Encephalartos lebomboensis. In: Vorster, P. (a cura di), Proceedings of the Third International Conference on Cycad Biology: 245-254. Cycad Society of South Africa, Stellenbosch. [Citato da Vorster (1996).]
  • Verdoorn, I.C. (1949). Encephalartos lebomboensis. The Flowering Plants of Africa 27: tavole 1078-1079. [Descrizione di Encephalartos lebomboensis, con il peduncolo di 3 cm del cono maschile del tipo.]
  • Dyer, R.A. (1965). The cycads of southern Africa. Bothalia 8: 405-515. [Encephalartos lebomboensis in senso ampio, presunti ibridi presso Pongola Poort, diga di Jozini.]
  • Palmer, E. & Pitman, N. (1972). Trees of Southern Africa. Balkema, Città del Capo. [Nome zulu, citato dalla Gymnosperm Database.]
  • Claassen, I. (2000). Focus on Encephalartos senticosus P.Vorster. Encephalartos 63: 4-10. [Rivista della Cycad Society of South Africa, riservata ai soci; citata da PlantZAfrica.]
  • Donaldson, J.S. (a cura di) (2003). Cycads. Status Survey and Conservation Action Plan. IUCN/SSC Cycad Specialist Group, Gland e Cambridge. [Tabella degli stati, diga di Jozini.]
  • Raimondo, D. et al. (a cura di) (2009). Red List of South African Plants 2009. Strelitzia 25. SANBI, Pretoria. [Stato nazionale, citato da PlantZAfrica.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Encephalartos senticosus. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T41925A51046766. [Valutazione citata da The World List of Cycads e Crossref.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia, tramite The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento.]