Agave horrida è una delle agavi più caratteristiche della parte centrale del Messico, endemica dei paesaggi vulcanici che dominano lo stato di Morelos, in particolare i pedregales (campi di lava) della Sierra de Chichinautzin, a nord di Cuernavaca. All’interno del vasto genere Agave, questa specie si distingue per un portamento compatto, una rosetta simmetrica, foglie rigide, spesse e di un verde lucido intenso, e soprattutto per un’armatura marginale particolarmente vistosa — denti larghi, bruno-scuri o nerastri, sinuosi, ricurvi, nettamente sporgenti lungo l’intero margine fogliare. È proprio questo carattere che le è valso il nome specifico horrida (“irta, aspra, ispida”) dato al momento della sua prima descrizione orticola nel XIX secolo. Specie di dimensioni modeste ma dalla presenza scultorea, Agave horrida è entrata molto presto nella cultura ornamentale europea attraverso i grandi giardini botanici del XIX secolo, e ha conosciuto recentemente una riclassificazione tassonomica significativa (Starr & Juárez-García 2024) con l’elevazione al rango di specie distinta dell’ex Agave horrida subsp. perotensis, oggi Agave perotensis.
Tassonomia
- Famiglia: Asparagaceae
- Sottofamiglia: Agavoideae
- Genere: Agave
- Sottogenere: Littaea
- Gruppo (sensu Gentry 1982): Marginatae
- Sezione (sensu Starr & Juárez-García 2024): Heteracanthae
- Autore: Lemaire ex Jacobi, 1864 (Hamburger Garten- und Blumenzeitung XX: 546)
Agave horrida è stata descritta formalmente nel 1864 da Georg Albano Jacobi sulla base di un nome proposto in manoscritto da Charles Lemaire, nella rivista orticola tedesca Hamburger Garten- und Blumenzeitung. La sua descrizione risale dunque al periodo eroico della tassonomia del genere Agave, quando le specie venivano spesso descritte a partire da esemplari coltivati nei grandi giardini botanici europei (Amburgo, Berlino, Kew, Firenze, La Mortola) piuttosto che da collezioni di campo, con conseguente inflazione di sinonimi spesso difficili da correlare a popolazioni naturali identificabili. Non sorprende dunque che Agave horrida presenti una lista di sinonimi storici particolarmente lunga (oltre 20 nomi registrati presso LLIFLE e IPNI), che riflette la molteplicità delle introduzioni orticole ottocentesche di materiali provenienti da stazioni diverse.
Riclassificazione recente e segregazione di Agave perotensis
La tassonomia di Agave horrida è stata oggetto di importanti aggiornamenti nel XXI secolo:
- Nel 1990, Bernd Ullrich ha descritto una sottospecie settentrionale, Agave horrida subsp. perotensis B. Ullrich, per le popolazioni rinvenute tra Perote (Veracruz) e Zacatepec (al confine con Puebla), caratterizzate da piante di maggiori dimensioni, foglie più lunghe e ampie, spina terminale più sviluppata e periodo di fioritura estivo anziché di fine inverno.
- Nel 2024, Greg Starr & Gonzalo Juárez-García hanno rivalutato questo taxon ed elevato formalmente al rango di specie distinta sotto il nome di Agave perotensis (Ullrich) Starr & Juárez-García, sulla base di differenze morfologiche costanti e di una fenologia floreale distinta (giugno–agosto per Agave perotensis contro febbraio–marzo per Agave horrida subsp. horrida).
- Nello stesso articolo del 2024, gli autori hanno riposizionato Agave horrida nella sezione Heteracanthae (anziché nel gruppo Marginatae come la trattava Gentry 1982), portando a 33 il numero totale di taxa riconosciuti in questa sezione, distribuiti dal Texas occidentale attraverso la regione del deserto di Chihuahua fino al Messico meridionale, Chiapas e Guatemala adiacente.
Dopo questa riclassificazione, Agave horrida sensu stricto corrisponde essenzialmente alla forma tipica delle popolazioni di Morelos (Chichinautzin), con qualche estensione documentata negli stati di Veracruz e Oaxaca secondo POWO. Lo studio filogenetico di Jiménez-Barrón et al. (2020) conferma la posizione di Agave horrida all’interno del subgenere Littaea.
Principali sinonimi (lista non esaustiva)
- Agave artichaut Hort. C. Besserer ex A. Berger
- Agave desmetiana hort. ex Baker (non Jacobi)
- Agave grandidentata Hort. Belg. ex Jacobi
- Agave horrida var. gilbeyi (Haage & Schmid. ex Regel) Baker
- Agave horrida var. macrodonta Baker
- Agave horrida var. micracantha Baker
- Agave regeliana hort. ex Jacobi
- Agave triangularis var. rigidissima Trelease
Forma orticola riconosciuta
- Agave horrida f. nana hort. — forma nana compatta, di origine orticola, con margini fogliari fortemente armati; diffusa nei vivai specializzati europei.
Etimologia
L’epiteto specifico horrida deriva dall’aggettivo latino horridus, -a, -um (“aspro, ispido, minaccioso, irto”), con riferimento all’aspetto nettamente aggressivo conferito dai suoi denti marginali prominenti, bruno-scuri, e dalla sua robusta spina terminale. Il nome volgare spagnolo Mexcalmetl (utilizzato localmente nello stato di Veracruz per le popolazioni ora riattribuite ad Agave perotensis) è di origine nahuatl e significa “maguey selvatico” (mexcalli = maguey, metl = agave). Il nome inglese Horrid Hardy Century Plant richiama contemporaneamente l’aspetto e la discreta rusticità della specie.
Descrizione morfologica
Pianta succulenta perenne, monocarpica, di taglia piccola-media. Le rosette adulte misurano tipicamente 40–60 cm di altezza per 60–90 cm di diametro, con dimensioni particolarmente contenute rispetto alla maggioranza delle agavi.
Portamento: rosetta simmetrica, compatta, semisferica, prevalentemente solitaria durante la fase vegetativa. Una caratteristica notevole della specie è che, al momento dell’inizio della fioritura, produce regolarmente polloni basali (e talora centrali), permettendo la sopravvivenza clonale dell’individuo nonostante il carattere monocarpico della rosetta madre. Questa produzione di polloni concomitante alla fioritura è un adattamento riproduttivo interessante.
Foglie: numerose (80–150 per rosetta adulta), oblanceolate (più larghe verso l’apice, restringentesi verso la base), rigide e spesse, di lunghezza tipica 20–35 cm e larghezza massima 6–9 cm. Il colore è un verde scuro lucido e brillante, carattere diagnostico della forma tipica di Morelos che la distingue nettamente dalle popolazioni di Agave perotensis (più glauche, verdi più cupi o biancastre nei margini). Talvolta compare una sottile striscia centrale più chiara sul dorso fogliare, meno pronunciata rispetto a quella di altre agavi.
Margine fogliare: carattere diagnostico principale della specie — fornito di denti marginali prominenti, robusti, ravvicinati, di colore bruno-scuro o nerastro, lunghi 5–12 mm, spaziati 1–2 cm, spesso con forma sinuosa o ricurva. I denti più vicini al centro di crescita della rosetta presentano una decolorazione grigio-biancastra con l’età, per fenomeni di schiarimento della cuticola esterna. Non è presente una vera cornea marginale continua come in Agave titanota o Agave kerchovei; il margine è piuttosto interrotto, accentuando la visibilità di ciascun dente.
Spina terminale: robusta, 2–4 cm di lunghezza, bruno-scuro a quasi nero, acuminata, solidamente solcata alla base, molto pungente.
Infiorescenza: spiciforme, non ramificata, eretta, alta 2–3 m, con fiori densi sulla metà o sui due terzi superiori dell’asse.
Fiori: lunghi 35–40 mm, di colore variabile dal purpureo al giallo-rossastro o al verde-giallastro chiaro, con tubo floreale corto (3–5 mm), lobi eguali di 15–16 mm di lunghezza. Carattere notevole: Agave horrida è una specie chiropterofila, ovvero impollinata principalmente da pipistrelli nettarivori del genere Leptonycteris nivalis — fenomeno insolito all’interno del sottogenere Littaea, tradizionalmente considerato entomofilo. Gli studi di Flores-Torres & Galindo-Escamilla (2017) nella Sierra de Chichinautzin hanno documentato in dettaglio questo sistema di impollinazione, mostrando come i fiori presentino tutte le caratteristiche della sindrome chirotterofila (produzione notturna di nettare abbondante, antere deiscenti di notte, stimma recettivo notturno).
Capsule: oblunghe-ovoidi, 25–30 mm di lunghezza per 10–14 mm di larghezza, bruno-chiare a maturità; semi di 3–4 × 2,5 mm, lunari, neri opachi.
Fenologia floreale: fioritura concentrata tipicamente tra febbraio e marzo per le popolazioni di Morelos (carattere distintivo rispetto ad Agave perotensis, che fiorisce in estate).
Confronto con una specie affine: Agave perotensis
La specie più direttamente correlata a Agave horrida, e fino al 2024 considerata una sua sottospecie, è Agave perotensis (Ullrich) Starr & Juárez-García. La separazione formale di questa entità in specie distinta, seguita da un periodo di quasi trent’anni di trattazione come sottospecie (Ullrich 1990–2024), è basata su un insieme di differenze morfologiche, ecologiche e fenologiche costanti. La distinzione rappresenta un caso di riconoscimento tardivo di un’identità tassonomica indipendente, e ha implicazioni commerciali importanti dato che numerose piante ancora oggi distribuite sotto il nome Agave horrida subsp. perotensis appartengono a quella che deve oggi essere chiamata Agave perotensis.
| Carattere | Agave horrida | Agave perotensis |
|---|---|---|
| Descrizione | Lemaire ex Jacobi 1864 | Starr & Juárez-García 2024 (ex Ullrich 1990 subsp.) |
| Dimensioni della rosetta | 40–60 cm × 60–90 cm | 40–60 cm × 80–100 cm (leggermente maggiore) |
| Portamento | Rosetta compatta e regolare | Rosetta simile, più robusta |
| Numero di foglie | 80–150 | 100–180 (più densa) |
| Lunghezza delle foglie | 20–35 cm | 25–45 cm (più lunghe) |
| Larghezza delle foglie | 6–9 cm | 8–12 cm (più larghe) |
| Colore delle foglie | Verde scuro lucido e brillante | Verde scuro più cupo, con tonalità glauco-verdastre |
| Denti marginali | 5–12 mm, bruno-scuro a nerastro, sinuosi-ricurvi | 8–15 mm, più robusti, bruno-scuri con tendenza al grigio-bianco nelle parti vecchie |
| Spina terminale | 2–4 cm, bruno-scuro | 3–5 cm, più lunga e robusta |
| Colore dei fiori | Purpureo, giallo-rossastro o verde-giallastro | Simili, di colore vario |
| Fenologia floreale | Febbraio–marzo (fine inverno) | Giugno–agosto (estate) |
| Areale | Morelos (soprattutto Chichinautzin, area Cuernavaca-Tepoztlán) | Tra Perote (Veracruz) e Zacatepec (Puebla) |
| Altitudine | 1.800–2.400 m | 2.200–2.700 m (più elevata) |
| Habitat | Pedregales vulcanici della Cordillera Neovolcánica | Formazioni vulcaniche dell’altopiano di Perote, substrati basaltici |
| Rusticità realistica | −4 / −6 °C | −6 / −8 °C (più rustica, per via della quota) |
Il criterio diagnostico più affidabile sul campo è la combinazione della fenologia floreale (febbraio-marzo per Agave horrida contro giugno-agosto per Agave perotensis) e del colore fogliare (verde lucido brillante nel primo, verde più cupo e glauco nel secondo). La distribuzione geografica — Morelos per Agave horrida, Veracruz-Puebla per Agave perotensis — fornisce un criterio complementare essenziale quando la provenienza degli esemplari è documentata. In assenza di documentazione di provenienza, l’identificazione di esemplari di origine orticola può essere problematica e richiede l’osservazione dei caratteri fogliari combinata, quando possibile, alla fioritura.
Habitat e distribuzione
Agave horrida è endemica del Messico centrale, con una distribuzione concentrata essenzialmente nello stato di Morelos, nella porzione meridionale della Cordillera Neovolcánica (Trans-Mexican Volcanic Belt). L’areale principale documentato si estende sui versanti meridionali della Sierra de Chichinautzin, in particolare nei territori dei comuni di Huitzilac e Tepoztlán, e nelle zone rocciose a nord e nord-est di Cuernavaca. Secondo POWO, estensioni del suo areale sono riportate anche per gli stati di Veracruz e Oaxaca, benché queste popolazioni meritino una verifica tassonomica puntuale alla luce della riclassificazione del 2024.
L’habitat caratteristico di Agave horrida è costituito dai campi di lava (pedregales) e dalle superfici rocciose di origine vulcanica della Sierra de Chichinautzin, una delle formazioni vulcaniche olocèniche più recenti del Messico centrale. Le rosette di Agave horrida colonizzano direttamente la roccia basaltica, insinuandosi nelle fessure e nelle cavità del sostrato vulcanico porose, in una vegetazione di matorral xerófilo caratterizzata dalla presenza di Hechtia podantha Mez, diverse Yucca spp., opuntie, mammillarie e altre piccole cactacee rupicole. Il carattere saxicolo-rupicolo e strettamente associato alle lave è una caratteristica distintiva della specie.
La distribuzione altitudinale si colloca tra 1.800 e 2.400 m, con la densità massima delle popolazioni compresa tra 2.000 e 2.300 m — quote nettamente superiori a quelle della maggior parte delle agavi messicane del sud (Agave titanota, Agave chazaroi, Agave ellemeetiana) e che spiegano una rusticità maggiore della specie.
Studio climatico dell’areale
Il clima della Sierra de Chichinautzin alle quote dove vegeta Agave horrida è classificato come temperato subumido con lluvias en verano (equivalente a Cwb di Köppen), con stagionalità pluviometrica estiva marcata e temperature miti per tutto l’anno grazie alla combinazione di bassa latitudine (19° N) ed elevata altitudine.
- Temperature massime estive: moderate, mediamente comprese tra 22 e 27 °C nelle quote occupate dalla specie (2.000–2.300 m), con punte assolute che raramente superano i 30 °C nelle giornate più calde di aprile–maggio. Le estati sono mitigate dalla copertura nuvolosa frequente durante la stagione monsonica.
- Temperature minime invernali: mediamente comprese tra 3 e 8 °C nei mesi di dicembre–gennaio, con minime assolute storiche registrate tra −3 e −6 °C alle quote superiori (>2.200 m), durante le irruzioni di aria polare continentale che scendono dall’altopiano centrale. Le gelate leggere sono dunque un fenomeno regolare invernale nell’habitat naturale della specie, a differenza delle agavi tropicali del Messico meridionale.
- Pluviometria annuale: molto abbondante rispetto ad altre zone di distribuzione del genere Agave — mediamente 1.200–1.500 mm annuali sui versanti esposti ai venti umidi del sud, con un valore specifico di 1.452 mm documentato alla stazione di studio di Flores-Torres & Galindo-Escamilla (2017) a 2.250 m. Le precipitazioni diminuiscono sensibilmente con la quota e con l’esposizione settentrionale.
- Regime stagionale delle precipitazioni: fortemente bimodale a dominanza estiva, tipico dei climi monsonici del Messico centrale. La stagione umida si concentra da maggio a ottobre, con massimo in luglio–settembre (precipitazioni mensili spesso superiori a 250 mm). La stagione secca invernale (novembre–aprile) è molto marcata, con mesi che ricevono abitualmente meno di 10–20 mm.
- Esposizione alla neve: occasionale alle quote più elevate dell’areale (>2.300 m) durante le ondate di freddo più severe. Le vette superiori del Chichinautzin (3.460 m per la cima omonima) ricevono regolarmente nevicate invernali, ma queste raggiungono solo raramente e in forma effimera le quote di distribuzione di Agave horrida. La specie può dunque essere sporadicamente esposta a qualche ora di copertura nevosa leggera, ma si tratta di eventi eccezionali.
- Umidità relativa: molto elevata durante la stagione delle piogge (70–85%), ma sensibilmente inferiore (35–50%) durante l’inverno secco.
Questo profilo climatico — quota elevata, clima temperato subumido, precipitazioni abbondanti ma stagionalmente concentrate in estate, gelate invernali leggere regolari, neve occasionale alle quote superiori — colloca Agave horrida in una posizione particolare fra le agavi messicane: non è una specie strettamente xerofila, ma vive su substrati vulcanici a drenaggio rapido che compensano l’apporto idrico stagionale abbondante. Questa combinazione la rende sorprendentemente adatta alle condizioni climatiche della fascia mediterranea europea, dove trova un analogia con il clima mediterraneo temperato d’altitudine.
Rusticità
I dati di rusticità per Agave horrida convergono verso una fascia realistica di −4 / −6 °C per brevi episodi in condizioni ottimali, valore corroborato da tre filoni di evidenza. Primo, la climatologia dell’areale naturale della Sierra de Chichinautzin, che espone regolarmente le popolazioni a minimi assoluti compresi tra −3 e −6 °C alle quote superiori. Secondo, la letteratura orticola specializzata anglosassone e britannica (Tropical Britain, LLIFLE) colloca la specie in zona USDA 9b (−6,7 / −3,9 °C), valore coerente con le osservazioni di campo. Terzo, le esperienze documentate di coltura in piena terra nei giardini botanici mediterranei (Hanbury a Ventimiglia, jardin exotique de Monaco, giardino botanico di Palermo) e nei giardini specializzati del sud della Francia confermano la tolleranza a brevi episodi di gelate fino a −5/−6 °C senza danni irreversibili, a condizione di un substrato ben drenato.
Come per ogni specie succulenta, il valore di rusticità rappresenta non una soglia fissa ma il risultato di un equilibrio dinamico tra la capacità fisiologica della specie e una serie di fattori esterni la cui interazione può far variare significativamente il comportamento effettivo di un esemplare. Le variabili più influenti nell’esito di un episodio freddo sono la qualità del drenaggio radicale (decisiva: una radice asciutta tollera gelate che una radice umida rende mortali), il tasso di umidità atmosferica nelle ore del gelo (un freddo secco è sempre meglio tollerato di un freddo umido), la durata dell’episodio (pochi minuti contro diverse ore fanno una differenza enorme), la maturità e il vigore dell’esemplare, la sua acclimatazione progressiva nelle settimane precedenti e la rapidità del riscaldamento mattutino successivo. Per Agave horrida, proveniente da un habitat che conosce gelate brevi ma regolari, la specie mostra una buona capacità di adattamento purché queste condizioni accessorie siano favorevoli.
Coltivazione
Esposizione: pieno sole, in tutte le regioni di coltura mediterranea. La specie tollera anche esposizioni intense e prolungate, preservando in queste condizioni la compattezza della rosetta e l’intensità del colore fogliare. In coltivazione al nord Europa o in serra fredda, una luminosità massima è indispensabile per evitare l’allungamento degli internodi.
Substrato: minerale drenante, con una frazione organica moderata (10–15%) che rifletta la natura dei suoli vulcanici porosi del suo habitat. Una miscela di pomice, lapillo vulcanico, ghiaietto e terriccio di foglie dà risultati eccellenti. La specie tollera substrati leggermente acidi a neutri, coerenti con la natura basaltica delle sue rocce di origine.
Irrigazione: regolare durante la stagione vegetativa (da aprile a ottobre), più abbondante di quanto richiesto da agavi strettamente desertiche, in ragione delle elevate precipitazioni estive del suo areale naturale. In inverno, le annaffiature sono ridotte al minimo o sospese, specialmente nei climi a rischio di gelo. La specie reagisce bene alla combinazione di caldo estivo e annaffiature regolari — carattere che la rende particolarmente coltivabile nei giardini mediterranei.
Concimazione: moderata, con concime a basso titolo azotato una o due volte durante la stagione di crescita.
Coltivazione in vaso: agevole e gratificante, data la crescita relativamente rapida della specie (più rapida della maggior parte delle agavi, secondo numerosi coltivatori britannici e tedeschi). Contenitori di medie dimensioni, in terracotta o ceramica, con drenaggio abbondante.
Coltivazione in piena terra: consigliata in tutta la fascia mediterranea europea (Costa Azzurra, Liguria, Toscana, Sicilia, Sardegna, Baleari, Spagna levantina, Malta, Creta), dove la specie si comporta molto bene. È una delle agavi più affidabili e più facili da coltivare per i climi mediterranei continentali di media altitudine (entroterra provenzale, Piemonte meridionale, sud della Svizzera, Lombardia del lago di Garda), grazie alla combinazione di buona rusticità e tolleranza alle precipitazioni estive. Esposizione sud o sud-est, su rialzi o rocaille per garantire il drenaggio.
Moltiplicazione
Agave horrida presenta una singolarità riproduttiva interessante: benché monocarpica, la specie produce regolarmente polloni basali in concomitanza con l’inizio della fioritura, garantendo così la perpetuazione clonale dell’individuo nonostante la morte della rosetta madre. Questa produzione di polloni è molto più abbondante e affidabile rispetto a quella di specie come Agave titanota o Agave chazaroi, e rappresenta la via principale di propagazione della specie. I polloni si prelevano in primavera o in estate, si lasciano cicatrizzare per 5–7 giorni all’ombra e si radicano in substrato minerale leggermente umido, con tasso di successo superiore all’85%.
La propagazione per seme è altrettanto praticabile: i semi germinano in 15–25 giorni a 22–25 °C su substrato minerale sterile, con tasso di germinazione elevato. La crescita delle plantule è lenta ma regolare, e occorrono 4–6 anni per ottenere un esemplare presentabile di 20–30 cm di diametro — tempo significativamente inferiore a quello di molte agavi lente come Agave victoria-reginae o Agave titanota. La propagazione in vitro è praticata ma meno sviluppata commercialmente rispetto ad altre specie ornamentali del genere, data la facilità di propagazione per polloni.
Interesse ornamentale e biologia riproduttiva
Interesse orticolo
Dal punto di vista ornamentale, Agave horrida è una delle agavi più apprezzate del sottogenere Littaea per il giardinaggio mediterraneo, grazie alla combinazione di numerose qualità concorrenti: dimensioni contenute (adatte a giardini di piccola-media superficie), portamento simmetrico e compatto di forte impatto visivo, colore verde lucido vivace, armatura spettacolare di denti marginali bruno-scuri e spina terminale nerastra, crescita relativamente rapida per una agave, buona rusticità e grande facilità di coltura. La forma orticola Agave horrida f. nana rappresenta una selezione ulteriormente compatta, molto diffusa nei vivai specializzati europei. La specie si abbina efficacemente a cactus globulari (Ferocactus, Echinocactus, Mammillaria), a Yucca di taglia media e a piccoli Dasylirion, creando composizioni dal tema vulcanico particolarmente evocative quando accompagnate da ghiaioni di origine basaltica o scoria vulcanica.
Biologia riproduttiva notevole
Agave horrida è oggetto di una serie di studi sulla biologia dell’impollinazione che hanno documentato in dettaglio la sua sindrome chiropterofila (Flores-Torres & Galindo-Escamilla 2017), ovvero l’adattamento all’impollinazione da parte dei pipistrelli nettarivori, in particolare Leptonycteris nivalis Saussure, specie migratoria la cui presenza nella Sierra de Chichinautzin è regolare e prevedibile. Questo carattere è notevole per due ragioni: primo, la chirotterofilia è classicamente associata al sottogenere Agave (con infiorescenze paniculate) mentre Agave horrida, appartenente al sottogenere Littaea (con infiorescenze spiciformi), rappresenta un caso di evoluzione convergente della sindrome chirotterofila in un gruppo tradizionalmente considerato entomofilo; secondo, la relazione coevolutiva fra Agave horrida e Leptonycteris nivalis è un esempio documentato dell’importanza delle agavi come risorsa alimentare per i pipistrelli nettarivori migratori, oggi minacciati in tutto il loro areale centroamericano e nordamericano.
Pagine e siti di riferimento
- Kew – Plants of the World Online (POWO): https://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:62031-1
- International Plant Names Index (IPNI): https://www.ipni.org/n/62031-1
- Tropicos – Missouri Botanical Garden: https://www.tropicos.org/name/18400242
- GBIF – Global Biodiversity Information Facility: https://www.gbif.org/species/2766672
- iNaturalist, osservazioni in natura: https://www.inaturalist.org/taxa/Agave-horrida
- Wikispecies: https://species.wikimedia.org/wiki/Agave_horrida
- Llifle – Encyclopedia of Living Forms (scheda dettagliata con lista sinonimica completa): http://www.llifle.com/Encyclopedia/SUCCULENTS/Family/Agavaceae/1680/Agave_horrida
- Agavaceae.com (archivio digitale delle monografie di Gentry): https://www.agavaceae.com
- Au Cactus Francophone, galleria fotografica e forum dei collezionisti francofoni: https://www.cactuspro.com/encyclo/Agave/horrida
- World of Succulents: https://worldofsucculents.com/agave-horrida
- Tropical Britain (scheda orticola dettagliata): https://www.tropicalbritain.co.uk/agave-horrida-ssp-horrida.html
- San Marcos Growers: https://www.smgrowers.com
- CONABIO – Biodiversidad Mexicana: https://www.biodiversidad.gob.mx
Bibliografia
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CONANP – Comisión Nacional de Áreas Naturales Protegidas (2018). Programa de Manejo: Área de Protección de Flora y Fauna Corredor Biológico Chichinautzin. Gobierno de México, México D.F. [Documento gestionale della zona protetta della Sierra de Chichinautzin, principale area di distribuzione di Agave horrida].
