Agave celsii è una specie di agave di taglia media, apprezzata per il fogliame morbido e la rosetta compatta e armoniosa. Appartiene alla sezione Micracanthae del sottogenere Littaea, un gruppo che si distingue dalle altre agavi per la spinescenza ridotta e le infiorescenze spiciformi dense. Questa caratteristica la rende particolarmente adatta all’uso ornamentale nei giardini e nelle collezioni, anche in prossimità di passaggi pedonali, dove le specie più armate sarebbero pericolose.
Il nome specifico celsii onora il botanico e vivaista francese Jacques Philippe Martin Cels (1740–1806), il cui giardino a Montrouge, presso Parigi, fu celebre per la ricchezza di specie esotiche. La specie fu descritta per la prima volta nel 1856 da William Jackson Hooker nel Curtis’s Botanical Magazine (tavola 4934), sulla base di un esemplare coltivato nei Giardini Botanici Reali di Kew.
Nota nomenclaturale
Agave celsii Hook., Bot. Mag. 82: t. 4934 (1856)
Sinonimi: Agave mitis Mart. (nome accettato da POWO/Kew), Agave celsiana Cels, Agave rupicola Regel, Agave micracantha Salm-Dyck, Agave oblongata K.Koch, Agave densiflora Regel, Agave bouchei Jacobi, Agave sartorii var. oblongata (Jacobi) A.Terracc., Agave ehrenbergii Jacobi, Agave goeppertiana Jacobi
Famiglia: Asparagaceae, sottofamiglia Agavoideae
Sottogenere: Littaea
Sezione: Micracanthae (sensu Gentry, 1982)
Nomi comuni: Maguey de peña (Messico), Smooth Agave, Cels’ Agave (inglese)
Il nome Agave celsii Hook. (1856) è oggi considerato sinonimo di Agave mitis Mart. (1848) da Plants of the World Online (POWO) e dal Royal Botanic Gardens, Kew. Il nome Agave mitis, pubblicato da Carl Friedrich Philipp von Martius nell’Index Seminum dell’Orto Botanico di Monaco di Baviera, ha priorità nomenclaturale essendo stato pubblicato otto anni prima. Tuttavia, il nome Agave celsii resta largamente utilizzato nella letteratura orticola e commerciale, ed è sotto questo nome che la pianta è conosciuta dalla stragrande maggioranza degli appassionati e dei vivaisti.

La revisione tassonomica più completa è stata pubblicata da Thiede (2016) in Bradleya, che ha chiarito la sinonimia, ridotto a sinonimia la var. albidior (le cui differenze diagnostiche — colore della foglia e lunghezza dei lobi tepali — presentano un’ampia sovrapposizione con la forma tipica), e stabilito Agave ehrenbergii e Agave goeppertiana come nuovi sinonimi.
Areale d’origine e clima
Distribuzione
Agave celsii è endemica del Messico nord-orientale e centrale. Il suo areale, più esteso di quanto inizialmente conosciuto, comprende gli Stati di Coahuila, Nuevo León, Tamaulipas, San Luis Potosí, Guanajuato, Querétaro, Hidalgo e Puebla. La specie si concentra in modo particolare nella Riserva della Biosfera Barranca de Metztitlán (Hidalgo) e nella Valle del Mezquital, dove risulta tra le agavi più frequentemente segnalate.
Questa distribuzione colloca Agave celsii nella Sierra Madre Oriental e nelle sue propaggini, a quote comprese generalmente tra 800 e 2.100 metri di altitudine, con alcune collezioni provenienti da quote ancora più elevate (circa 2.130 metri nei pressi di General Zaragoza, Nuevo León).
Habitat
La specie cresce prevalentemente su pareti rocciose calcaree, pendii aridi e rupi della Sierra Madre Oriental, in ambienti di boscaglia xerofitica (matorral xerófilo), foreste di querce (Quercus) aride e boscaglia spinosa. Predilige i substrati calcarei e le posizioni esposte, spesso in associazione con altre agavi della sezione Micracanthae e con cactacee colonnari.
Clima dell’areale d’origine
Il clima dell’areale è di tipo semiarido a subumido, con caratteristiche variabili secondo la quota e l’esposizione:
- Temperature: le temperature medie annue variano tra 14 °C e 22 °C. Le zone a quota elevata (Nuevo León, 2.100 m) possono registrare gelate sporadiche invernali con minime occasionali di −5 °C a −8 °C, mentre le zone più basse (Hidalgo, 800–1.200 m) presentano inverni miti, con minime raramente inferiori a 5 °C.
- Precipitazioni: comprese tra 300 e 700 mm annui, concentrate nel periodo estivo (giugno-settembre). L’inverno è secco, con precipitazioni molto scarse o nulle.
- Umidità: generalmente bassa, con valori più elevati durante la stagione delle piogge estive. Le nebbie mattutine sono frequenti nei canyon e nelle valli.
Questa plasticità climatica — dalla Sierra calda e arida fino alle quote fredde del Nuevo León — spiega in parte la buona adattabilità della specie a condizioni colturali diverse.
Descrizione
Aspetto generale
Agave celsii è una pianta succulenta monocarpica, acaule o subacaule, che forma rosette compatte di 50–75 cm di altezza e 60–90 cm di diametro (fino a 120 cm negli esemplari coltivati in condizioni ottimali). La crescita è relativamente lenta, ma la pianta stolonizza liberamente dalla base, producendo nel tempo colonie dense e attraenti. La forma della rosetta è elegantemente simmetrica, con le foglie che si incurvano dolcemente verso l’alto, conferendo alla pianta un portamento che ricorda un fiore di loto.
Foglie
Le foglie sono carnose, larghe e a forma di barca (naviculari), dolcemente incurvate verso l’alto, lunghe fino a 60 cm e larghe circa 6–15 cm. Il colore varia dal verde-blu al verde-giallo, talora con riflessi glauchi argentati; in condizioni di esposizione intensa al sole o di freddo, possono assumere sfumature rosate.
I margini fogliari sono finemente denticolati, con piccole spine brune, marroni o nerastre, minutamente distanziate e regolari, molto meno imponenti di quelle della maggior parte delle agavi. La spina terminale è morbida e flessibile rispetto alla norma del genere, di colore bruno, lunga 1–2 cm, che non rappresenta un pericolo significativo per il giardiniere.
La superficie fogliare è liscia e leggermente cerosa, priva delle striature o bande colorate presenti in altre specie.
Infiorescenza
L’infiorescenza è uno dei tratti più caratteristici di Agave celsii e di tutta la sezione Micracanthae. Si tratta di una spiga (spicata) densa e claviforme, molto più compatta e stretta delle pannocchie ramificate tipiche del sottogenere Agave. Lo stelo fiorale è eretto, alto da 1,5 a 2,5 metri, non ramificato, con i fiori densamente appressati lungo il terzo superiore dello stelo, formando una colonna fiorita molto serrata.
La fioritura avviene dopo diversi anni di crescita vegetativa (tipicamente 8–15 anni in coltivazione). Come tutte le agavi monocarpiche, la rosetta muore dopo la fruttificazione, ma le numerose propaggini basali assicurano la sopravvivenza della colonia. È inoltre frequente la produzione di bulbilli sull’infiorescenza, che costituiscono un ulteriore mezzo di riproduzione vegetativa.

Fiori
I fiori sono tubulari, di colore verde o verde-giallastro, talora con sfumature rossastre sui boccioli e sulle brattee. Ciascun fiore misura fino a 60 mm di lunghezza. I tepali sono eretti o leggermente patenti, con lobi relativamente corti. Gli stami sono inseriti alla base dei tepali ed emergono chiaramente dal perigonio. L’ovario è infero, triloculare.
Frutti
I frutti sono capsule triloculari, oblunghe, a pareti sottili, che si aprono per deiscenza loculicida a maturità. Contengono numerosi semi piatti e neri.
Semi
I semi sono appiattiti, neri e lucidi, seminlunari, di circa 5–6 mm di diametro. La germinazione è relativamente rapida (1–3 settimane a 20–25 °C) su substrato umido e ben drenato.
Agave celsii var. albicans
Agave celsii var. albicans (Jacobi) Gentry è una variante della specie tipo caratterizzata da foglie di colore verde glauco molto chiaro, quasi biancastro, che le conferiscono un aspetto particolarmente luminoso e ornamentale. Descritta inizialmente come Agave albicans da Jacobi, fu successivamente ricombinata da Gentry (1982) come varietà di Agave celsii. Nella nomenclatura basata sul nome prioritario Agave mitis, le corrisponde Agave mitis var. albidior (Salm-Dyck) B.Ullrich (1993).
Tuttavia, nella revisione pubblicata da Thiede (2016) in Bradleya, questa varietà è stata ridotta a sinonimia della forma tipica: i caratteri diagnostici — il colore più pallido delle foglie e i lobi dei tepali più lunghi (20–27 mm) — presentano un’ampia sovrapposizione con la variabilità naturale di Agave celsii sensu stricto, e non giustificano il riconoscimento di un taxon infraspecifico distinto. Non sono dunque riconosciute varietà al di sotto di Agave mitis nella tassonomia attuale.
Differenze con Agave guiengola
Agave celsii viene talvolta confusa con Agave guiengola Gentry, un’altra agave a foglie morbide e glauce. Tuttavia, le due specie differiscono per numerosi caratteri:
| Carattere | Agave celsii | Agave guiengola |
|---|---|---|
| Taglia | Rosette di 60–90 cm di diametro | Rosette molto più grandi: 120–180 cm |
| Numero di foglie | Numerose (>30) | Poche (25–30 a maturità) |
| Portamento fogliare | Foglie incurvate verso l’alto | Foglie distese orizzontalmente |
| Colore fogliare | Verde-blu a verde-giallo | Verde-bluastro molto glauco, quasi bianco |
| Denticolatura | Spine minute, regolari | Spine marginali più irregolari, alternanza di spine piccole e grandi |
| Stoloni | Stolonifica liberamente | Piante solitarie in habitat; pollonificazione in coltura |
| Infiorescenza | Spiga densa e compatta | Spiga lunga, fiorita quasi dalla base |
| Fiori | Verdi, fino a 60 mm | Gialli, 33–35 mm, quasi senza tubo |
| Distribuzione | Messico nord-orientale (ampia) | Oaxaca meridionale (endemica ristretta) |
| Altitudine | 800–2.100 m | 100–1.000 m |
| Sezione tassonomica | Micracanthae | Non attribuita a Micracanthae, affinità con Agave bracteosa e Agave ellemeetiana |
| Status IUCN | Non minacciata | In pericolo (Endangered) |
In sintesi, Agave guiengola è una pianta più grande, più rara, con poche foglie molto ampie e pallide disposte orizzontalmente, mentre Agave celsii è più compatta, più pollonificante e con foglie più numerose e incurvate verso l’alto.
Coltivazione in piena terra
Agave celsii è una delle agavi più gratificanti per la coltivazione nei giardini mediterranei e nei climi temperati-caldi. La sua tolleranza relativa all’ombra parziale, all’umidità e al freddo moderato la distingue dalla maggior parte delle congeneri.
Esposizione
La posizione ideale è in pieno sole, dove la pianta sviluppa la colorazione più intensa e la forma più compatta. Tuttavia, a differenza della maggior parte delle agavi, Agave celsii tollera e apprezza anche una leggera mezz’ombra, in particolare nei climi caldi dove il sole estivo è molto intenso. Nelle regioni a clima mediterraneo dell’Italia meridionale e insulare, la mezz’ombra del pomeriggio può addirittura favorire la qualità del fogliame.
Suolo
Il terreno deve essere molto ben drenato. L’ideale è un substrato minerale composto da terra franca mescolata a sabbia grossolana, ghiaia calcarea o pomice, nella proporzione approssimativa di un terzo di materia organica e due terzi di componente minerale. Agave celsii tollera bene i suoli calcarei — coerentemente con il suo habitat naturale su rocce calcaree — ma si adatta anche a substrati leggermente acidi.
In regioni con inverni piovosi, è fortemente consigliabile piantare la rosetta su un leggero rialzo o su un pendio per favorire il deflusso dell’acqua. Un mulch di ghiaia grossolana attorno al colletto protegge quest’ultimo dall’umidità stagnante, causa principale di marciumi invernali.
Irrigazione
Una volta stabilita, la pianta è molto resistente alla siccità e nelle regioni con precipitazioni autunnali e primaverili significative (come l’Italia centro-meridionale), può bastare la sola acqua piovana. Nel primo anno dall’impianto, è utile annaffiare ogni 4–5 giorni durante i mesi caldi per favorire l’attecchimento. In estate, irrigazioni moderate ma distanziate favoriscono una crescita vigorosa; il substrato deve asciugarsi completamente tra un’irrigazione e l’altra.
Concimazione
Le agavi in piena terra necessitano di pochissima concimazione. Un apporto moderato di concime equilibrato (tipo NPK 10-10-10) a lento rilascio, una volta in primavera, è più che sufficiente. Un eccesso di azoto favorisce una crescita molle e suscettibile ai marciumi.
Resistenza al freddo
Agave celsii tollera gelate brevi fino a circa −5 °C / −7 °C a condizione che il substrato sia perfettamente asciutto. Le collezioni di alta quota (come quelle provenienti da General Zaragoza, Nuevo León, a circa 2.130 m) sembrano offrire una resistenza al freddo leggermente superiore.
I fattori chiave per la sopravvivenza invernale sono:
- Suolo asciutto: l’umidità nel substrato durante le gelate è il nemico principale. Un terreno saturo d’acqua che gela distrugge le radici e provoca la morte della pianta.
- Protezione dal vento freddo: una posizione riparata (muro esposto a sud, microclima urbano) può fare la differenza di diversi gradi.
- Durata del gelo: le gelate brevi (poche ore) sono tollerate molto meglio dei periodi prolungati di gelo.
In caso di gelate previste, un tessuto non tessuto (TNT) doppio o una copertura impermeabile trasparente possono essere sufficienti come protezione temporanea.
Coltivazione in vaso
Le dimensioni contenute e la crescita lenta di Agave celsii la rendono una candidata eccellente per la coltivazione in contenitore, anche per lunghi periodi.
Contenitore
Preferire vasi in terracotta non smaltata, che favoriscono l’evaporazione dell’umidità in eccesso e la traspirazione del substrato. Assicurarsi che il vaso sia dotato di ampi fori di drenaggio. Il diametro del vaso dovrebbe superare di 5–8 cm quello della rosetta.
Substrato
Un miscuglio per cactacee e succulente ben drenato è ideale: due terzi di substrato minerale (pomice, lapillo vulcanico, perlite grossolana, sabbia di fiume) e un terzo di terriccio universale setacciato. Il pH può variare tra 6,0 e 7,5.
Irrigazione
In estate, annaffiare abbondantemente quando il substrato è completamente asciutto, generalmente ogni 7–10 giorni. In inverno, ridurre drasticamente l’irrigazione a una volta al mese o meno; in caso di svernamento in ambiente riparato non riscaldato, le annaffiature possono essere sospese quasi del tutto.
Un segnale di carenza idrica è l’accartocciarsi dei margini fogliari verso l’interno.
Rinvaso
Rinvasare in primavera ogni 2–3 anni o quando la rosetta occupa l’intero diametro del vaso. Al momento del rinvaso, ispezionare le radici ed eliminare quelle morte o marcescenti.
Svernamento
Nelle regioni dove le temperature scendono sotto −3 °C per periodi prolungati, è consigliabile ritirare i vasi in serra fredda ben illuminata, in veranda o sotto una tettoia trasparente. L’ambiente deve essere luminoso, fresco (5–12 °C) e soprattutto asciutto.
Successi e difficoltà sotto clima temperato e in Italia
Dove coltivare Agave celsii in Italia
In Italia, Agave celsii può essere coltivata con successo in piena terra nelle seguenti zone:
- Riviera ligure, Costa Azzurra, Lago di Garda, laghi prealpini: i microclimi lacustri e marittimi offrono inverni sufficientemente miti. Posizioni riparate e ben drenate sono essenziali.
- Coste tirreniche dalla Toscana alla Calabria: ottime condizioni, specialmente nelle zone costiere a bassa quota.
- Sardegna e Sicilia: clima ideale, con ampi margini di sicurezza invernale.
- Puglia, coste adriatiche meridionali: buone condizioni nella fascia costiera.
- Isole minori (Ischia, Capri, Eolie, ecc.): condizioni eccellenti.
Limiti e precauzioni
Nelle regioni del Centro-Nord a clima continentale (Pianura Padana, zone interne dell’Italia centrale, vallate alpine e appenniniche), la coltivazione in piena terra è rischiosa o impossibile senza protezione invernale. In queste zone, la coltura in vaso con svernamento al riparo è la soluzione più sicura.
Principali cause di insuccesso
- Marciume del colletto e delle radici per eccesso di umidità invernale: è di gran lunga la causa più frequente di morte delle agavi nei climi mediterraneo-umidi. La combinazione di piogge autunnali e invernali abbondanti con un suolo poco drenato è letale.
- Gelate prolungate con suolo umido: anche temperature di soli −3 °C possono essere fatali se il substrato è saturo d’acqua.
- Danni estetici da grandine: le foglie carnose e morbide di Agave celsii sono vulnerabili alla grandine, che provoca cicatrici brunastre permanenti. La pianta sopravvive, ma il suo aspetto risulta compromesso per un periodo di 1–2 anni, fino al ricambio completo delle foglie.
- Ombra eccessiva: in posizione troppo ombreggiata, la rosetta si allunga, perde compattezza e le foglie diventano flaccide.
- Eccesso di irrigazione in estate: anche durante la stagione calda, i ristagni idrici favoriscono i marciumi radicali.
Consigli per il successo
- Privilegiare un drenaggio perfetto piuttosto che un terreno ricco.
- Rialzare la zona d’impianto di 15–20 cm rispetto al livello del suolo circostante.
- In climi a inverno umido, proteggere le rosette con una copertura impermeabile trasparente da novembre a marzo, mantenendo una buona ventilazione laterale.
- Scegliere provenienze di alta quota (es. General Zaragoza) per una maggiore rusticità.
- Coltivare in contenitore nelle regioni con inverni rigidi.
Malattie e parassiti
Agave celsii è una pianta robusta e relativamente resistente ai patogeni, a condizione che le esigenze di drenaggio siano rispettate.
Marciumi radicali e del colletto
Sono causati principalmente da funghi del suolo (Fusarium, Phytophthora, Pythium) e si manifestano in condizioni di ristagno idrico, soprattutto durante la stagione fredda. I sintomi comprendono l’ingiallimento e l’afflosciamento delle foglie basali, seguito da un rammollimento e annerimento del colletto. In caso di attacco precoce, è possibile salvare la pianta estraendola dal suolo, eliminando i tessuti marcescenti con un coltello disinfettato, lasciando cicatrizzare la ferita per 5–7 giorni e ripiantando in substrato completamente asciutto.
Cocciniglie
Le cocciniglie cotonose (Pseudococcus spp.) e le cocciniglie a scudetto possono colonizzare la base delle foglie e il colletto. L’infestazione è favorita da condizioni di scarsa ventilazione e di ombra eccessiva. Il trattamento si effettua con olio bianco minerale in inverno o con insetticidi sistemici (imidacloprid) in primavera. In caso di infestazione lieve, l’asportazione manuale con un batuffolo imbevuto di alcol denaturato è sufficiente.
Agave Snout Weevil (Scyphophorus acupunctatus)
Questo coleottero curculionide, originario delle Americhe, è il parassita più temibile delle agavi nelle regioni dove è stato introdotto. Le larve scavano gallerie nel cuore della rosetta, provocandone il collasso improvviso. La specie è stata segnalata in Europa (Spagna, Italia, Francia meridionale). La prevenzione si basa su trattamenti insetticidi preventivi (imidacloprid in granuli da interrare alla base della pianta) nelle zone a rischio e sulla vigilanza: una rosetta che si affloscia improvvisamente al centro deve essere subito ispezionata.
Macchie fogliari
Macchie marroni o nerastre sulle foglie possono essere causate da ustioni da freddo, grandine, scottature solari (raro in questa specie) o funghi fogliari (Alternaria, Colletotrichum). Se l’origine è fungina, ridurre l’umidità attorno alla pianta e trattare eventualmente con prodotti a base di rame.
Lumache e chiocciole
Possono danneggiare le foglie giovani e tenere, soprattutto in periodi umidi. Esche lumachicide o barriere fisiche possono essere utili.
Pagine d’autorità
- Plants of the World Online (POWO): Agave celsii Hook. — Accettato come sinonimo di Agave mitis Mart.
- International Plant Names Index (IPNI): Agave celsii
- GBIF (Global Biodiversity Information Facility): Agave celsii
- The Plant List: Agave celsii Hook. → Agave mitis Mart.
- Tropicos (Missouri Botanical Garden): Agave mitis Mart.
- LLIFLE (Encyclopedia of Living Forms): Agave mitis
- Wikispecies: Agave mitis
Bibliografia
Vázquez-García, J.A., Muñoz-Urias, A., Hernández-Vera, G., Palomera-Avalos, V. & Vargas-Rodríguez, Y.L. (2023). New genera Echinoagave, Paleoagave and Paraagave segregated from Agave (Agavaceae). Phytotaxa 617(1): 1–52.
Berger, A. (1915). Die Agaven. Gustav Fischer Verlag, Stuttgart.
Eggli, U. (ed.) (2001). Illustrated Handbook of Succulent Plants: Monocotyledons. Springer-Verlag, Berlin, Heidelberg, New York. pp. 1–354. [Citato come Agave mitis.]
Espejo Serna, A. & López-Ferrari, A.R. (1993). Las Monocotiledóneas Mexicanas, una Sinopsis Florística. 1(1): 1–76. Consejo Nacional de la Flora de México, México D.F. [Citato come Agave celsii.]
García-Mendoza, A.J. & Sandoval-Gutiérrez, D. (2019). Agave guiengola. IUCN Red List of Threatened Species 2019: e.T22486574A22486582.
García-Montes, M.A. & Figueredo-Urbina, C.J. (2023). Revisión sistemática de las especies de Agave en Hidalgo, México. Botanical Sciences 101(3): 707–722.
Gentry, H.S. (1982). Agaves of Continental North America. University of Arizona Press, Tucson. 670 pp.
Hooker, W.J. (1856). Agave celsii. Curtis’s Botanical Magazine 82: t. 4934.
Irish, M. & Irish, G. (2000). Agaves, Yuccas and Related Plants: A Gardener’s Guide. Timber Press, Portland. 312 pp.
Martius, C.F.P. von (1848). Agave mitis. Index Seminum Horti Academici Monacensis 1848: 4.
Thiede, J. (2001). Agavaceae. In: Eggli, U. (ed.) Illustrated Handbook of Succulent Plants: Monocotyledons. Springer-Verlag, Berlin.
Thiede, J. (2016). A review of Agave mitis (Asparagaceae/Agavaceae). Bradleya 34: 200–216. [Référence fondamentale pour la taxonomie et la nomenclature de l’espèce.]
Ullrich, B. (1993). Agave mitis var. albidior. Succulentes 16(1): 32.
