Cactus di Natale (Schlumbergera): come farlo rifiorire ogni anno

Schlumbergera × buckleyi

Il cactus di Natale rifiorisce ogni anno se in autunno gli si offre ciò che trova nel suo ambiente d’origine: notti lunghe e fresche. In pratica, da metà settembre sistematelo in una stanza luminosa ma senza luci accese la sera, dove la temperatura notturna scenda a circa 12-15 °C, e diradate le annaffiature. I boccioli compaiono nel giro di qualche settimana. Da quel momento non spostate più la pianta e annaffiatela regolarmente fino alla fine della fioritura. La maggior parte degli insuccessi dipende da una stanza troppo calda, da una lampada accesa tutte le sere o da un cambio di posizione improvviso quando i boccioli sono già formati.

Questa guida spiega che cosa fa scattare la fioritura, propone un calendario di cure per tutto l’anno e passa in rassegna le cause più frequenti di insuccesso. Per la botanica del genere, le specie e l’habitat, consultate la scheda del genere Schlumbergera.

Cactus di Natale, del Ringraziamento o di Pasqua: quale avete?

Con il nome di «cactus di Natale» i vivai vendono diverse piante affini, che fioriscono in momenti diversi e non rispondono esattamente agli stessi segnali. Riconoscere la vostra evita molte delusioni.

  • Schlumbergera truncata e le sue cultivar, chiamate negli Stati Uniti «cactus del Ringraziamento» (Thanksgiving cactus). Ogni segmento del fusto porta sui margini da due a quattro denti appuntiti, come le chele di un granchio. I fiori sono portati più o meno in orizzontale e hanno antere gialle. È il tipo più venduto oggi e di solito fiorisce da novembre.
  • Schlumbergera × buckleyi, il cactus di Natale «storico», ibrido tra S. truncata e S. russelliana ottenuto in Inghilterra nell’Ottocento. I segmenti hanno margini arrotondati e smerlati, senza denti appuntiti. I fiori sono più penduli e le antere bruno-violacee. Fiorisce un po’ più tardi, verso Natale.
  • Il cactus di Pasqua, Rhipsalidopsis gaertneri, a lungo venduto come Hatiora gaertneri o Schlumbergera gaertneri. I segmenti sono arrotondati, senza denti; i fiori, a stella regolare e ben aperta, compaiono in primavera. Richiede un trattamento diverso, descritto più avanti.
Schlumbergera truncata
Segmenti dentati e fiori portati in orizzontale: una cultivar del gruppo S. truncata. Foto: Jinx McCombs (Flickr, CC BY-ND 2.0)

Il cactus di Natale e quello del Ringraziamento si coltivano esattamente allo stesso modo; cambia soltanto la data di fioritura, di qualche settimana. Nel resto dell’articolo «cactus di Natale» indica entrambi.

Perché la fioritura dipende dalle notti

Le Schlumbergera sono cactus epifiti delle foreste montane del Brasile sud-orientale, dove crescono sui rami degli alberi e sulle rocce coperte di muschio. Non sono piante del deserto: vivono a mezz’ombra, in aria umida, e la loro fioritura è governata da due segnali stagionali.

La durata della notte. Sono piante brevidiurne: i boccioli si formano solo se la pianta riceve almeno 12 ore di buio ininterrotto ogni notte. In casa basta una lampada accesa la sera nella stessa stanza per «allungare il giorno» e bloccare l’induzione.

Il fresco notturno. La temperatura agisce insieme alla durata della notte e può perfino sostituirla. Secondo l’Extension dell’Università del Minnesota, con notti intorno ai 13 °C le piante fioriscono in cinque-sei settimane, a volte indipendentemente dalla lunghezza del giorno. Con notti fra 16 e 18 °C servono almeno 12 ore di buio completo ogni notte per circa sei settimane. Sopra i 18 °C notturni circa, la fioritura diventa improbabile. Ecco perché un cactus di Natale in un soggiorno riscaldato e illuminato fino a mezzanotte spesso resta senza fiori, mentre la stessa pianta in una camera fresca fiorisce senza cure particolari.

Un terzo aspetto conta: i fiori nascono solo all’estremità dei fusti. Una pianta che in estate ha prodotto molti segmenti nuovi ha più punti da cui fiorire.

Il calendario dell’anno

I periodi indicati valgono per l’Italia e seguono in gran parte le indicazioni della Royal Horticultural Society (RHS). Al Sud e sulle coste, dove l’autunno è più mite, la fase fresca può iniziare qualche settimana più tardi.

Dalla fine della fioritura a fine marzo: il riposo

Quando gli ultimi fiori sono appassiti, in genere a fine gennaio, spostate la pianta in un luogo più fresco, sui 12-15 °C, sempre sopra i 10 °C. Annaffiate meno: lasciate asciugare i primi centimetri di terriccio fra un’annaffiatura e l’altra, senza mai lasciar seccare del tutto la zolla. Niente concime.

Fine marzo-aprile: leggera potatura e rinvaso

È il momento di rinvasare se necessario, in un vaso appena più grande, con un substrato leggero e drenante (terriccio per cactacee, o terriccio universale alleggerito con perlite). Il cactus di Natale fiorisce meglio se è un po’ stretto nel vaso: rinvasatelo solo ogni due o tre anni, quando le radici riempiono il contenitore. Togliete qualche segmento alle estremità dei fusti per favorire la ramificazione; i segmenti tolti sono ottime talee.

Da aprile a metà settembre: la crescita

Annaffiate con regolarità, mantenendo il terriccio fresco ma mai inzuppato, e somministrate un concime liquido per piante d’appartamento a metà dose, circa una volta al mese. Passato il rischio di gelate, la pianta può trascorrere l’estate all’aperto, sul balcone o in giardino, all’ombra luminosa di un albero o di un muro esposto a est, al riparo dal sole di mezzogiorno che arrossa e brucia i segmenti. Attenzione a lumache e chiocciole.

Da metà settembre alla comparsa dei boccioli: l’induzione

È il periodo decisivo. Sospendete il concime, riducete le annaffiature (lasciate asciugare la superficie del terriccio) e sistemate la pianta in una stanza fresca, fra 12 e 15 °C, con la luce del giorno ma senza lampade accese la sera: una camera degli ospiti, una veranda non riscaldata ma al riparo dal gelo, un vano scala. Se la pianta ha passato l’estate all’aperto, può restarci finché le notti si mantengono ben sopra i 10 °C; ritiratela prima dei primi freddi. Se non avete una stanza fresca, copritela ogni sera con una scatola di cartone opaca o mettetela in un armadio dalle 18 alle 8 circa, per quattro-sei settimane.

Dai primi boccioli alla fine della fioritura

Appena i boccioli sono visibili, riprendete le annaffiature regolari. La RHS consiglia allora di riportare la pianta a 18-20 °C. In pratica, se dovete spostarla, fatelo alla comparsa dei primissimi boccioli e poi lasciatela dov’è: i cambi di posizione, di luce e di temperatura sono la causa più comune della caduta dei boccioli. Girate il vaso il meno possibile.

Luce, temperatura, annaffiature e concime

Luce. Intensa ma filtrata. Una finestra esposta a est è spesso ideale; dietro un vetro a sud, schermate il sole diretto con una tenda leggera. Poca luce dà fusti esili e pochi boccioli; troppa dà segmenti rossastri e bruciati.

Temperatura. 18-20 °C durante la crescita e la fioritura, 12-15 °C nei due periodi di riposo, mai sotto i 10 °C. Il cactus di Natale non sopporta il gelo e in inverno va tenuto al riparo, anche nelle regioni costiere più miti.

Annaffiature. È un cactus di foresta: teme la siccità prolungata quanto l’eccesso d’acqua. Annaffiate quando la superficie del terriccio è asciutta, svuotate il sottovaso dopo un quarto d’ora ed evitate i coprivasi in cui l’acqua ristagna. Segmenti molli e raggrinziti in estate indicano mancanza d’acqua; segmenti molli alla base, un fusto che annerisce al colletto e un terriccio sempre umido indicano invece un marciume radicale (i principi generali sono illustrati nella nostra guida come curare le piante grasse).

Concime. Solo durante la crescita, a metà dose. L’Extension dell’Università del Minnesota consiglia un concime equilibrato una volta al mese da giugno ad agosto; la RHS un concime liquido da aprile a fine settembre. In entrambi i casi, niente concime ricco di azoto durante l’induzione né mentre i boccioli si ingrossano.

Perché cadono i boccioli

La caduta dei boccioli prima dell’apertura è il problema più segnalato, soprattutto sulle piante acquistate già in fiore. Le cause riconosciute sono:

  • uno spostamento dopo la formazione dei boccioli, soprattutto verso una stanza più fresca o più buia, o un vaso girato di continuo;
  • sbalzi di temperatura: correnti d’aria fredda, vicinanza a un termosifone o a una bocchetta del riscaldamento, giornate molto calde seguite da notti fredde;
  • un colpo di freddo fra il negozio e casa, frequente con gli acquisti di dicembre;
  • troppa acqua, o al contrario un terriccio che secca del tutto durante la fioritura;
  • aria molto secca e poca luce;
  • troppi boccioli per una pianta piccola o indebolita, che ne abbandona una parte.

Una pianta che perde i boccioli non è perduta: lasciatela dov’è, correggete la causa e aspettate il ciclo successivo.

Il caso del cactus di Pasqua

Il cactus di Pasqua (Rhipsalidopsis gaertneri) fiorisce in primavera, fra marzo e maggio. Ha bisogno di un inverno più fresco e più lungo rispetto al cactus di Natale: il giardino botanico di New York consiglia temperature invernali di 7-13 °C, lasciando asciugare il terriccio e dando solo l’acqua necessaria perché i fusti non raggrinziscano. L’Extension del Minnesota indica che servono da otto a dodici settimane per la formazione dei boccioli. Dopo la fioritura riportatelo al caldo e riprendete le annaffiature. È la più delicata delle tre piante, e un esemplare tenuto tutto l’anno in un appartamento riscaldato fiorisce di rado.

Gli errori più comuni

  • Coltivarlo come un cactus del deserto: pieno sole e lunghe siccità lo sfiancano.
  • Lasciarlo tutto l’autunno in un soggiorno riscaldato e illuminato la sera: è la prima causa di mancata fioritura.
  • Continuare a concimare in autunno, il che stimola la crescita dei fusti a scapito dei boccioli.
  • Rinvasare in un vaso troppo grande, o rinvasare in autunno.
  • Spostare la pianta in boccio per metterla in mostra.
  • Annaffiare «a calendario» invece di controllare il terriccio.

Tabella riassuntiva

PeriodoTemperaturaAnnaffiatureConcimeDa fare
Fine gennaio-fine marzo12-15 °CRidotteNessunoRiposo dopo la fioritura
Fine marzo-aprile18-20 °CRipresa gradualeNessuno dopo il rinvasoRinvaso se necessario, cimatura dei fusti
Aprile-metà settembre18-20 °C o all’aperto in ombra luminosaRegolariMetà dose, circa una volta al meseCrescita, riparo dal sole diretto
Metà settembre-comparsa dei boccioli12-15 °C di notteRidotteNessunoNotti di almeno 12 ore senza luce artificiale
Boccioli e fioritura18-20 °C, stabiliRegolariNessunoNon spostare più la pianta

Domande frequenti

Perché il mio cactus di Natale non fiorisce?

Il più delle volte perché le sue notti autunnali sono troppo calde o troppo illuminate. Seguono la scarsa luce di giorno, il concime dato troppo tardi nella stagione, un vaso troppo grande o una pianta troppo giovane. Da metà settembre offritegli notti fresche e buie per almeno sei settimane.

Bisogna davvero tenere il cactus di Natale al buio?

Non al buio completo di giorno: ha bisogno della luce naturale. Ciò che gli serve è una notte di almeno 12 ore senza luce artificiale. Se la stanza è fresca, sui 13 °C di notte, questa precauzione diventa molto meno importante.

Quanto tempo ci vuole perché compaiano i boccioli?

Il cactus di Natale e quello del Ringraziamento fioriscono circa sei settimane dopo l’inizio delle giornate corte. Il cactus di Pasqua richiede da otto a dodici settimane.

Il mio cactus di Natale fiorisce a novembre: è normale?

Sì. La maggior parte delle piante vendute come cactus di Natale sono cultivar di Schlumbergera truncata, il cactus del Ringraziamento, che fiorisce naturalmente da novembre. Osservate i segmenti: i denti appuntiti sui margini lo confermano.

Si può mettere il cactus di Natale sul balcone?

Sì, dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, a mezz’ombra e al riparo dal sole di mezzogiorno. Ritiratelo prima che le notti scendano sotto i 10 °C, controllando che non ospiti lumache o cocciniglie.

Quanto vive un cactus di Natale?

Molto a lungo: la RHS lo descrive come una pianta molto longeva. Più fusti sviluppa negli anni, più fiori porta, perché ogni estremità di fusto è un possibile punto di fioritura.

Per approfondire i cactus di foresta, consultate anche le schede del genere Rhipsalis e della famiglia Cactaceae, e la nostra selezione delle migliori piante grasse da appartamento.

Fonti