Le Boswellia Roxb. ex Colebr. sono gli alberi da cui si ricava l’incenso, o olibano. Questo piccolo genere di Burseraceae, descritto nel 1807 a partire da Boswellia serrata, cresce spontaneamente nelle zone aride dell’Africa tropicale, della penisola arabica e dell’India. I collezionisti ne apprezzano la corteccia che si sfoglia, il portamento pachicaule e il fogliame finemente diviso. Non sono però piante facili: la sfida è offrire in clima temperato il caldo, la luce e soprattutto il riposo invernale asciutto di cui hanno bisogno. Questo articolo tratta la coltivazione in vaso, le possibilità di coltivazione in piena terra, la moltiplicazione e le principali insidie.
In breve
- Clima: genere tropicale arido, sensibile al gelo; la maggior parte delle specie coltivate richiede un minimo invernale di circa 10-15 °C.
- Coltivazione consigliata: in vaso, all’aperto d’estate e al riparo prima delle prime notti fresche.
- Substrato: molto drenante, minerale, leggermente calcareo per Boswellia sacra.
- Irrigazione: abbondante nella stagione calda, quasi nulla durante il riposo; l’eccesso d’acqua in inverno è la prima causa di morte.
- Moltiplicazione: i semi germinano poco; le talee funzionano ma non formano il tronco rigonfio.
- In piena terra: solo in zone praticamente prive di gelo; nelle fonti consultate non ho trovato risultati documentati affidabili per l’Europa temperata.
Quali specie si coltivano?
La monografia di Mats Thulin (2020) riconosce 24 specie, distribuite dal Mali e dal Burkina Faso fino all’India, con una particolare concentrazione nel Corno d’Africa e nell’arcipelago di Socotra. Alcune compaiono con regolarità nelle collezioni:
- Boswellia sacra Flück.: l’albero dell’incenso più noto, originario dell’Arabia meridionale (Oman, Yemen) e della Somalia settentrionale. È la specie più venduta e una delle più lente.
- Boswellia elongata Balf.f.: endemica di Socotra. In natura è un albero di buone dimensioni; sotto riparo resta molto più contenuta, raramente oltre i 2 m. Alcuni coltivatori la descrivono più rapida di Boswellia sacra.
- Boswellia neglecta S.Moore: dell’Africa orientale (Etiopia, Kenya, Somalia, Tanzania, Uganda), albero a caudice spesso proposto a un prezzo accessibile.
- Boswellia serrata Roxb.: l’incenso indiano. È indicata come tollerante a temperature fresche (vedi più avanti) ma resta rara in collezione.
- Boswellia papyrifera (Delile) Hochst.: l’incenso d’Etiopia e del Sudan, di cui alcuni fornitori propongono i semi.
Nomi e tassonomia
Il nome Boswellia carteri Birdw. è ancora molto diffuso nel commercio e sulle etichette dei vivaisti. Secondo Thulin (2020), citato nei documenti preparatori della CITES, è un nome illegittimo e va usato Boswellia sacra come unico taxon variabile. Plants of the World Online (Kew), l’autorità nomenclaturale di questo sito, accetta Boswellia sacra. Si trovano quindi ancora piante etichettate Boswellia carteri o Boswellia thurifera (antico sinonimo di Boswellia serrata): sono nomi da convertire al momento dell’acquisto.
In natura: capire le esigenze
Boswellia sacra cresce su pendii rocciosi, in prevalenza calcarei, in zone desertiche o semidesertiche, fino a circa 1.200 m di quota. Le altre specie occupano boschi secchi decidui, macchie spinose o pareti rocciose. Questi alberi ricevono piogge rare e violente seguite da lunghi mesi di siccità e perdono le foglie per parte dell’anno. Coltivarli bene significa riprodurre questo ritmo: una stagione di crescita calda e luminosa, poi un riposo asciutto.
Coltivazione in vaso
La coltivazione in contenitore è la soluzione più sicura fuori dalle regioni tropicali. Permette di ricoverare l’albero d’inverno e di controllare l’umidità dell’apparato radicale.
Luce e temperatura
Dategli la massima luce possibile. La maggior parte delle fonti consiglia il pieno sole o la mezz’ombra luminosa; un vivaio italiano suggerisce tuttavia di evitare il sole diretto attraverso il vetro. Per Boswellia sacra si cita una preferenza per temperature pari o superiori a 27 °C. Trascorrere l’estate all’aperto in posizione calda è benefico, a patto di abituare gradualmente l’albero al sole per evitare scottature.
Substrato e vaso
La priorità è il drenaggio. Un vivaio consiglia parti uguali di terra, ghiaia e sabbia. I collezionisti usano anche pomice, lapillo o perlite per alleggerire il miscuglio. Boswellia sacra vive su suoli calcarei in natura e alcune schede indicano una preferenza per il pH alcalino, mentre la scheda di un fornitore di semi per Boswellia serrata indica un pH tra 5,5 e 6,5. Meglio quindi non puntare a un pH preciso: basta un substrato minerale, da neutro a leggermente alcalino. Usate un vaso profondo e forato e rinvasate di rado, preferibilmente alla fine del riposo.
Irrigazione e riposo invernale
Annaffiate abbondantemente, poi lasciate asciugare completamente il substrato prima dell’irrigazione successiva, come con le piogge rare del loro habitat. Durante il riposo (albero spoglio o quasi) riducete drasticamente l’acqua, o sospendetela, come raccomandano vari fornitori. LLIFLE segnala che l’eccesso d’acqua in inverno è probabilmente la principale causa di morte di Boswellia sacra, che muore più per troppe attenzioni che per trascuratezza. Evitate di bagnare il fogliame in pieno sole.
Concimazione
Le esigenze sono modeste. Un vivaio italiano si limita a una dose annua di concime diluito nell’acqua di irrigazione, mentre una scheda LLIFLE su una specie di Socotra suggerisce un concime liquido mensile in primavera e in estate. Una dose debole e regolare durante la crescita, interrotta con il riposo, è un buon compromesso.
Svernamento
Ricoverate l’albero prima delle prime notti fredde, in un locale luminoso, asciutto e al riparo dal gelo. Le fonti divergono sul minimo: un vivaio italiano indica di non scendere mai sotto i 12 °C, una scheda LLIFLE su una specie di Socotra consiglia 12-15 °C in inverno pur osservando che un riposo più fresco è utile. Un coltivatore della Columbia Britannica (forum del giardino botanico dell’UBC, 2015-2016) sverna le piante sotto lampade da coltivazione con tappetini riscaldanti e segnala di aver perso una pianta in un inverno. Queste testimonianze mostrano che lo svernamento è il momento critico.
Coltivazione all’aperto (piena terra)
La messa a dimora in piena terra è realistica solo nelle regioni senza gelo o quasi. Per Boswellia sacra le banche dati orticole indicano le zone USDA 9a-11 a seconda della fonte, il che presuppone inverni molto miti, e l’Arboretum dell’Università dell’Arizona classifica la specie come tenera. Boswellia neglecta è data per le zone 10-12, con gelo da evitare.
In una regione calda e asciutta, piantate in pieno sole su un suolo sassoso, minerale e molto drenante, preferibilmente su un pendio o una scarpata che smaltisca l’acqua. Evitate assolutamente le conche dove l’acqua ristagna. In clima mediterraneo il rischio principale non è solo il freddo ma anche l’umidità invernale: un albero adattato a un riposo asciutto che subisce piogge fredde e prolungate marcisce al colletto. È un ragionamento orticolo, non un risultato documentato per una specie precisa.
Resistenza al freddo: cosa dicono le fonti
I dati sono scarsi, provengono spesso da vivaisti e schede generali e raramente da misurazioni su più inverni. Alcuni riferimenti:
- Boswellia sacra: descritta come non tollerante al gelo (scheda World Plants, Canada); sensibile al gelo secondo LLIFLE.
- Boswellia serrata: definita resistente al gelo nell’Agroforestree Database e dalla FAO (EcoCrop), ma nel suo areale indiano il minimo assoluto registrato è di 1-7 °C, il che ridimensiona molto questa «resistenza». Un fornitore statunitense di semi afferma che tollera brevi periodi di freddo secco fino a circa −7 °C ma consiglia in pratica di proteggerla dal gelo.
- Boswellia neglecta: zone USDA 10-12, evitare il gelo (Desert-Tropicals).
Nelle fonti consultate non ho trovato risultati documentati di coltivazione in piena terra in Italia né nel resto dell’Europa temperata. Se disponete di osservazioni sul campo, sarebbero un’aggiunta preziosa a questa sezione. Si può notare che uno dei pochi vivai che propongono queste piante nella nostra penisola, Giromagi a Terontola (Arezzo), le consiglia in coltivazione protetta e non scende sotto i 12 °C.
Moltiplicazione
Semina
La germinazione è scarsa. Per Boswellia sacra sono stati riportati tassi del 4-16% in Israele e fino all’8% in un’altra prova, secondo uno studio sulle Boswellia di Socotra. Per Boswellia serrata le pubblicazioni indicano il 10-20%. Lo stesso studio su Socotra segnala una forte quota di semi vuoti o attaccati da insetti, variabile secondo l’anno e la località. Seminate semi freschi, in quantità, in un miscuglio minerale, appena ricoperti. Un sito statunitense suggerisce di coprire il vaso con pellicola di plastica su un tappetino riscaldante, con il substrato sopra i 25 °C e idealmente a 32-35 °C. Non lasciate mai il semenzaio zuppo d’acqua.
Talee
La talea è possibile. Una guida di coltivazione propone segmenti di fusto di circa 15 cm tagliati in obliquo e messi in pomice pura, oppure polloni radicali. Un punto importante viene da Thulin e Warfa (1987), citati in un documento CITES: il caratteristico rigonfiamento del tronco non si forma nelle piante ottenute da talea. Per un albero dal tronco ingrossato è quindi preferibile la semina.
Malattie e parassiti
Il problema principale è il marciume delle radici e del colletto, dovuto all’eccesso d’acqua, soprattutto in inverno. Nel loro habitat questi alberi soffrono soprattutto per attacchi di coleotteri (per Boswellia sacra sono citate famiglie come i Cerambycidae) e Boswellia serrata è esposta alle termiti nelle piantagioni indiane. In collezione ci si aspettano i parassiti usuali delle piante a caudice tenute al chiuso: sorvegliate cocciniglie e ragnetto rosso, soprattutto durante uno svernamento caldo e asciutto. Si tratta di un consiglio generale di orticoltura, non di un’osservazione specifica del genere.
Conservazione, normativa e tossicità
Boswellia sacra è classificata «quasi minacciata» (Near Threatened) dalla IUCN, sulla base di una valutazione datata (Thulin, 1998); tra le minacce citate figurano il pascolo eccessivo, il prelievo eccessivo di resina e gli insetti. Boswellia ogadensis Vollesen, endemica dell’Etiopia, è classificata in pericolo critico. Il genere è stato discusso in sede CITES, anche alla ventesima Conferenza delle Parti nel 2025, in merito a un’eventuale inclusione nell’Appendice III; non ho verificato l’esito finale. Prima di importare semi o piante, informatevi sulla normativa vigente e acquistate solo piante moltiplicate in vivaio, mai prelevate in natura. L’Arboretum dell’Università dell’Arizona classifica Boswellia sacra come tossica: non va ingerita.
Domande frequenti
Si può coltivare un albero dell’incenso in appartamento?
Sì, purché riceva una luce molto forte, il caldo estivo e un inverno asciutto e luminoso. La finestra più soleggiata o una veranda al riparo dal gelo sono più adatte di un soggiorno poco illuminato.
Il mio albero perde le foglie: è grave?
Non necessariamente: sono alberi decidui che entrano in riposo. Se la caduta avviene in piena crescita con il substrato umido, sospettate piuttosto un eccesso d’acqua.
Si può raccogliere incenso da un esemplare in vaso?
No, non in quantità utilizzabili. La resina commerciale proviene da alberi adulti incisi nel loro habitat.
Quale specie scegliere per iniziare?
Non ho trovato un confronto rigoroso. Secondo i racconti dei collezionisti, Boswellia elongata cresce in fretta sotto riparo e Boswellia neglecta è facile da trovare a un prezzo moderato, ma sono pareri aneddotici.
Siti di riferimento
Plants of the World Online (Kew), pagina del genere: nomenclatura e distribuzione di riferimento, affidabile. https://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:5117-1
Frankincense Resource Portal (Royal Botanic Garden Edinburgh): tassonomia, distribuzione e conservazione di tutte le specie, sulla base di Thulin (2020). https://padme.rbge.org.uk/boswellia
LLIFLE, scheda Boswellia sacra: consigli di coltivazione e avvertenza sull’irrigazione invernale; enciclopedia collaborativa, da incrociare con altre fonti. https://llifle.com/Encyclopedia/TREES/Family/Burseraceae/12199/Boswellia_sacra
Desert-Tropicals, scheda Boswellia neglecta: zona di rusticità e sensibilità al gelo. https://desert-tropicals.com/Plants/Burseraceae/Boswellia_neglecta.html
Plant Lust, scheda Boswellia sacra: zone di impianto ed esigenze di luce e suolo, dati forniti dai vivai. https://plantlust.com/plants/46043/boswellia-sacra/
Arboretum dell’Università dell’Arizona, scheda Boswellia sacra: suolo, tossicità, coltivazione in vaso. https://apps.cals.arizona.edu/arboretum/taxon.aspx?id=1075
World Agroforestry, Agroforestree Database, Boswellia serrata: ecologia e resistenza della specie nel suo areale. https://apps.worldagroforestry.org/treedb/AFTPDFS/Boswellia_serrata.pdf
Forum del giardino botanico dell’UBC, discussione sugli alberi dell’incenso (Columbia Britannica, 2015-2016): testimonianze di coltivatori sullo svernamento al riparo; resoconti individuali. https://forums.botanicalgarden.ubc.ca/threads/boswellia-tree-frankincense.87354/
Giromagi, vivaio (Toscana, Italia): consigli di coltivazione e temperatura minima; fonte commerciale. https://www.giromagi.com/en/shop/boswellia/all
Environment Society of Oman, programma di ricerca sull’incenso: minacce per Boswellia sacra nel Dhofar. https://eso.org.om/frankincense/
Bibliografia
Thulin, M. (2020). The genus Boswellia (Burseraceae). The Frankincense trees. Symbolae Botanicae Upsalienses 39: 1-149. [Monografia di riferimento: 24 specie, chiave di determinazione, valutazioni IUCN e note tassonomiche; base del trattamento di POWO.]
Hamdiah, S.A.S., Karas, L., Houšková, K., Van Damme, K.P.S. et al. (2022). Seed viability and potential germination rate of nine endemic Boswellia taxa (Burseraceae) from Socotra Island (Yemen). [Articolo ad accesso libero (PMC9182641): prove di germinazione e quota di semi vuoti; cita anche i bassi tassi di Boswellia sacra.]
Johnson, S., Abdikadir, A., Satyal, P., Poudel, A. & Setzer, W.N. (2022). Conservation assessment and chemistry of Boswellia ogadensis, a critically endangered frankincense tree. Plants 11: 3381. doi:10.3390/plants11233381. [Stato e distribuzione della specie.]
Johnson, S., Bait Said, A., Vahalík, P., Karas, L., Sarrouf Willson, M. & Bongers, F. Rapid conservation assessment of Boswellia sacra in Oman reveals complex threat and population patterns. [Minacce per le popolazioni del Dhofar; anno di pubblicazione non verificato.]
Purohit, S.D., Tak, K. & Kukda, G. (1995). In vitro propagation of Boswellia serrata Roxb. Biologia Plantarum 37(3): 335-340. [Riporta una germinazione del 10-20% e la difficoltà della propagazione vegetativa.]
Orwa, C., Mutua, A., Kindt, R., Jamnadass, R. & Anthony, S. (2009). Agroforestree Database: a tree reference and selection guide. [Ecologia di Boswellia serrata, resistenza alla siccità e al gelo nel suo areale.]
Forrest, A., Rutherford, C., Stott, G., Olander, S. & Neale, S. (2025). Conservation status, trade and threats to the genus Boswellia (frankincense): executive report. Centre for Middle Eastern Plants, Royal Botanic Garden Edinburgh. [Sintesi per la CITES CoP20; conferma Boswellia sacra come nome corretto.]
CITES (2019). Conferenza delle Parti, 18a sessione, documento CoP18 Doc. 66 (Boswellia). [Cita Thulin e Warfa (1987) sull’assenza di rigonfiamento del tronco nelle piante ottenute da talea.]