Cycas distans

Cycas distans è una cicadea del sud della penisola di Capo York, nel Queensland settentrionale (Australia), nota per due sole popolazioni nel bacino del fiume Mitchell. Descritta nel 2017 da Paul Forster e Bruce Gray, questa specie del genere Cycas somiglia a Cycas platyphylla, ma forma un fusto più alto e più spesso, fino a 3,5 m, e porta coni maschili e megasporofilli molto piccoli. La Lista rossa della IUCN la classifica in pericolo (2022).

In sintesi: Cycas distans

  • Nome accettato: Cycas distans P.I.Forst. & B.Gray (2017), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
  • Distribuzione naturale: Australia, Queensland, sud della penisola di Capo York (bacino del fiume Mitchell, distretto di Cook), due popolazioni
  • Stato IUCN: in pericolo (EN, criteri B1ab(iii)+2ab(iii)), valutazione del 2022
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione dell’intera famiglia; semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; specie in pericolo nel Queensland secondo il profilo ufficiale WildNet (dato rilevato da un estratto di ricerca)
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: boschi radi di eucalipti, su suoli sabbiosi rossi derivati da superfici lateritiche, tra 195 e 240 m di altitudine
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 3,5 m, di 15-30 cm di diametro, con base ingrossata; foglie di 60-117 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum consultati
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas distans?

A prima vista Cycas distans ricorda molto Cycas platyphylla: stesso fogliame prima blu-grigio e poi verde oliva, stesse foglie carenate. Secondo il protologo se ne distingue per il portamento più robusto (fusto fino a 3,5 m e 15-30 cm di diametro), per le foglioline più lunghe, per i coni maschili molto piccoli e strettamente ovoidi e per i megasporofilli molto più piccoli, con una spina apicale corta. Nel dettaglio, secondo Forster e Gray (2017):

  • Fusto: alto fino a 3,5 m, di 15-30 cm di diametro, con base bulbosa; raramente con due teste, in seguito a una ferita della gemma apicale.
  • Foglie: di 60-117 cm, un po’ ondulate verso l’apice, fortemente carenate, verde oliva, dapprima blu-grigie e tomentose; rachide terminato per lo più da una coppia di foglioline; picciolo di 25-34 cm, spesso senza spine o con fino a 26 piccoli denti nella parte alta.
  • Foglioline: 156-244 per foglia, distanziate di 8-10 mm, flessibili, diritte o curvate in avanti; foglioline mediane di 13-23,6 cm per 5,5-6,5 mm (fino a 8,5 mm), coperte da una pruina blu da giovani, con i margini ripiegati.
  • Getti giovani: densamente coperti di peli bruno-rossicci.
  • Catafilli: lineari, di 8-10 cm, dapprima morbidi poi presto pungenti, tomentosi fulvo-rossicci.
  • Coni maschili: strettamente ovoidi, di 12-20 cm per 4-9,5 cm; microsporofilli di 14-28 mm, con spina apicale ricurva di 4-7 mm.
  • Megasporofilli: di 9-16 cm, bruno-rossicci poi grigi, con 2-4 ovuli; lamina largamente triangolare di 25-35 mm per 19-30 mm, fortemente dentata; spina apicale di 5-10 mm.
  • Semi: ovoidi, di 28-32 mm per 23-29 mm; sarcotesta di circa 3 mm, pruinosa blu, giallo crema e poi rosso porpora a maturità.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido. Gli autori sottolineano anzi che le popolazioni più vicine di altre Cycas si trovano a 150-190 km, una distanza che secondo loro esclude oggi qualsiasi scambio genetico.

Possibili confusioni

Il rischio di confusione riguarda soprattutto la specie più affine, mentre le altre cicadee della regione vivono lontano e in ambienti diversi:

  • Cycas platyphylla, la parente più stretta, presente più a est nello stesso bacino (alta valle del Walsh, tra 500 e 840 m): fusto raramente superiore a 1,5 m e di 10-15 cm di diametro, foglioline più corte (9-17 cm), coni maschili ovoidi più grossi (15-20 cm per 8-11 cm), megasporofilli di 16-32 cm con lamina di 50-80 mm e spina di 20-25 mm; cresce su suoli scheletrici di pendii rocciosi;
  • Cycas media subsp. banksii e Cycas tuckeri, le altre cicadee geograficamente più vicine (150-190 km), che vivono in altri ambienti e in bacini rivolti verso est.

Tassonomia

Cycas distans è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Paul Forster, dell’erbario del Queensland, e Bruce Gray, dell’Australian Tropical Herbarium, la descrissero nel 2017 su Austrobaileya (volume 10, pagine 74-84). Il tipo fu raccolto il 25 settembre 2015 nel bacino del fiume Mitchell (Gray 9689 & Kitchener, olotipo a BRI, isotipo a CNS).

Sulla base della morfologia gli autori la avvicinano a Cycas platyphylla, da cui sarebbe derivata per isolamento geografico. Ricordano il modello di speciazione che privilegiano per le Cycas australiane: specie nate per deriva genetica in popolazioni isolate, definite da una combinazione di molte piccole differenze più che da un carattere netto. Ipotizzano un antico trasporto di semi da parte delle piene del Mitchell, oppure l’estinzione di popolazioni intermedie; non è stata pubblicata alcuna analisi genetica della specie che permetta di decidere.

Etimologia e storia

L’epiteto distans è il participio presente del verbo latino disto, «stare lontano, stare in disparte»: allude all’isolamento della specie, separata dalle altre cicadee da grandi distanze, e alle sue due popolazioni disgiunte.

La pianta fu probabilmente raccolta per la prima volta nel 1988 da Christine Dalliston (popolazione settentrionale), ma il campione, una piccola foglia giovanile e alcuni microsporofilli, era insufficiente. Nel settembre 2015 Bruce Gray ritrovò una popolazione consistente vicino al fiume Mitchell (popolazione meridionale), segnalata in precedenza da Colin Hughes, e vi raccolse materiale fertile; una seconda visita, nel novembre 2015, permise di descrivere le piante sul posto.

Nomi comuni

Nelle fonti consultate non è attestato alcun nome comune per questa specie, né in italiano, né in inglese, né in una lingua aborigena.

In natura

Cycas distans cresce nel bacino del fiume Mitchell, che drena il sud della penisola di Capo York verso il golfo di Carpentaria, a ovest delle faglie di Palmerville e del Mitchell. Le piante formano popolamenti da densi a radi in boschi di Eucalyptus tetrodonta, con qua e là Corymbia clarksoniana ed Erythrophleum chlorostachys, su suoli sabbiosi rossi derivati da superfici lateritiche, tra 195 e 240 m di altitudine.

Nell’unica popolazione visitata di recente, gli autori stimavano nel 2017 probabilmente meno di 1.000 piante su due o tre ettari, con pochissime plantule o giovani piante, tranne alcuni semenzali raggruppati ai piedi di una femmina. L’impollinatore e la fenologia non sono documentati. Gli autori osservano che i grossi semi delle Cycas si disperdono poco oltre la pianta madre, se non per gravità o grazie all’acqua.

Stato di conservazione e normativa

Cycas distans è classificata in pericolo (EN) dalla IUCN, secondo i criteri B1ab(iii)+2ab(iii) (areale e area di occupazione molto ridotti, declino della qualità dell’habitat), nella valutazione di Paul Forster pubblicata nel 2022; la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Il protologo raccomandava già questo statuto: due sole popolazioni, nessuna in un’area protetta, e un reclutamento scarso. L’unica minaccia individuata dagli autori è un regime di incendi inadatto, che può nuocere alla riproduzione e all’insediamento delle giovani piante. Nel Queensland il profilo WildNet della specie la indica in pericolo ai sensi del Nature Conservation Act 1992, secondo un estratto di ricerca; la pagina stessa non ha potuto essere letta.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas distans rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili sono esentati, mentre il commercio internazionale delle piante vive richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, non elenca ancora questo nome, pubblicato nel 2017 (ricerca del 12 ottobre 2026): la protezione deriva dall’iscrizione dell’intera famiglia, che copre ogni specie, elencata o no. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie. Verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione e ricordate che queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.

Coltivazione

Cycas distans non è documentata in coltivazione da nessuna parte: nessuna istituzione ha pubblicato raccomandazioni e nessun riscontro è stato trovato sui forum francesi o italiani. Il suo ambiente naturale (suoli sabbiosi profondi e ben drenati, boschi radi, clima tropicale con una lunga stagione secca) indica una pianta da pieno sole, da annaffiare con moderazione; è una deduzione dall’habitat, non un dato documentato. Lontano dai tropici richiederebbe una serra.

In Italia

Cycas distans non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Non è documentata alcuna pianta coltivata in Italia.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4, ma qualsiasi raccolta in natura sarebbe contraria alla protezione della specie nel Queensland.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Le cocciniglie delle cicadee, tra cui Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate.

Rusticità

Per Cycas distans non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Il suo areale si trova interamente nella zona tropicale dell’Australia settentrionale, e nulla permette di affermare che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun rilievo di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né negli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas distans. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la cicade del Giappone (Cycas revoluta) tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie.

Domande frequenti

Che cosa vuol dire distans?

«Che sta in disparte», in latino. Il nome ricorda l’isolamento della specie, a più di 150 km dalle altre cicadee, e le sue due popolazioni separate.

Dove cresce?

Soltanto nel bacino del fiume Mitchell, nel sud della penisola di Capo York, nel Queensland settentrionale.

Come distinguerla da Cycas platyphylla?

Dal fusto più alto e più spesso, dalle foglioline più lunghe e soprattutto dai coni maschili e dai megasporofilli molto piccoli. Le due specie non crescono nello stesso ambiente.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo (2022): è nota solo per due popolazioni, fuori da qualsiasi area protetta, con pochissime giovani piante.

Si trova in commercio?

Non è stata trovata alcuna offerta documentata. Descritta nel 2017, nelle fonti consultate non risulta coltivata da nessuna parte.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

No, con ogni probabilità. Non esiste alcun dato sul freddo; è una pianta di clima tropicale.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esiste alcuna analisi propria della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Forster, P.I. & Gray, B. (2017). Cycas distans P.I.Forst. & B.Gray (Cycadaceae), a new species from southern Cape York Peninsula, Queensland. Austrobaileya 10(1): 74-84. [Protologo; testo integrale consultato.]
  • Forster, P. (2022). Cycas distans. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T126334977A126335017. [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]