Zamia lindleyi è una cicadea delle montagne di Panama occidentale, nota nelle province di Bocas del Toro e di Chiriquí, dove cresce, secondo un collezionista, in foreste nebulose su pendii ripidi, a quota media. Descritta nel 1851 e dedicata al botanico inglese John Lindley, questa specie del genere Zamia è stata a lungo confusa con Zamia chigua, una specie della Colombia, prima di essere riconosciuta come distinta e ancora presente in natura, nel 2012. La IUCN la classifica in pericolo (valutazione del 2022).
In sintesi: Zamia lindleyi
- Nome accettato: Zamia lindleyi Warsz. (1851), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); altri autori scrivono «Warsz. ex A.Dietr.»; POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; a lungo considerata identica a Zamia chigua
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato, in italiano o in altre lingue
- Distribuzione naturale: Panama, province di Bocas del Toro e di Chiriquí, nelle montagne dell’ovest del paese
- Stato IUCN: in pericolo (EN), criteri B1ab(v)+2ab(v), valutazione del 2022
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (tutto il genere, semi esclusi dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: non documentati da una fonte scientifica consultata; foresta nebulosa secondo un collezionista
- Portamento e dimensioni da adulta: non documentati nelle fonti consultate
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica come le altre cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia lindleyi?
Nessuna descrizione di Zamia lindleyi ha potuto essere consultata. La descrizione originale del 1851 e la sua figura si trovano sulla Biodiversity Heritage Library, non accessibile al nostro programma; i due articoli che hanno riabilitato la specie (Calonje e colleghi, 2012; Taylor e colleghi, 2013) non sono in libero accesso. Non diamo quindi alcuna misura.
L’unico riferimento sicuro è geografico: è la Zamia delle montagne di Panama occidentale, mentre Zamia chigua, con cui è stata a lungo confusa, vive nelle pianure del Chocó colombiano.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.
Possibili confusioni
La confusione storica è quella con Zamia chigua, specie dei dipartimenti colombiani del Chocó e del Valle del Cauca (The World List of Cycads). Secondo gli estratti disponibili di Calonje e colleghi (2012), le due specie sono però ben distinte, e i loro areali sono separati: montagne di Panama occidentale per Zamia lindleyi, pianure del Chocó per Zamia chigua. I caratteri morfologici che le separano non hanno potuto essere verificati.
Tassonomia
Zamia lindleyi è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. È stato pubblicato nel 1851 nell’Allgemeine Gartenzeitung (volume 19, pagine 145-146, con una figura). The World List of Cycads lo attribuisce al solo Józef Warszewicz; il titolo dell’articolo di Taylor e colleghi (2013) lo scrive «Warsz. ex A. Dietr.», cioè descritto da Warszewicz ma pubblicato da Albert Dietrich. Il tipo è la figura della descrizione originale (lectotipo).
Per gran parte della sua storia il nome è stato trattato come sinonimo di Zamia chigua, descritta nel 1854 da piante della Colombia. Nel 2012 Michael Calonje, Alberto S. Taylor, Dennis Wm. Stevenson, Gregory Holzman e Y.A. Ramos hanno difeso, in un capitolo delle Memoirs of the New York Botanical Garden («Zamia lindleyi: a misunderstood species from the highlands of Western Panama»), la validità della specie e la sua sopravvivenza in natura. Un articolo del 2013 in The Cycad Newsletter l’ha presentata come specie endemica degli altopiani occidentali dell’istmo. Il dettaglio dei loro argomenti non ha potuto essere consultato. Un membro del forum francese Fous de palmiers notava già alla fine del 2012 che lo stato di Zamia chigua e di Zamia lindleyi andava rivisto.
Lo studio filogenetico di Lindstrom e colleghi (2024), basato sui trascrittomi, ha incluso una pianta della provincia di Chiriquí; la sua posizione precisa nell’albero non è riportata qui.
Etimologia e storia
L’epiteto onora John Lindley (1799-1865), botanico britannico, professore di botanica all’University College di Londra (The World List of Cycads, da Haynes, 2022).
Józef Warszewicz, autore del nome, era un raccoglitore di piante polacco che esplorò l’America centrale a metà dell’Ottocento. La specie è stata quindi descritta molto presto, poi a lungo inclusa sotto un altro nome, prima di essere ritrovata in natura e riabilitata nel 2012.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome comune per questa specie, né in italiano né in spagnolo.
In natura
The World List of Cycads colloca Zamia lindleyi nelle province di Bocas del Toro e di Chiriquí, nell’ovest di Panama. Secondo un articolo del 2024 del collezionista statunitense Jay Vannini, è localizzata a quota media in foreste nebulose su pendii ripidi di Panama occidentale, all’interno di un’area protetta. La quota precisa, il suolo, gli impollinatori e la fenologia non sono documentati nelle fonti consultate. Come tutte le cicadee, sviluppa radici coralloidi che ospitano cianobatteri capaci di fissare l’azoto.
Stato di conservazione e normativa
Zamia lindleyi è classificata in pericolo (EN) dalla IUCN, con i criteri B1ab(v)+2ab(v), nella valutazione di Alberto Taylor-Blake e Michael Calonje pubblicata nel 2022 (The World List of Cycads). Questi criteri indicano un areale ridotto (in estensione e in superficie occupata), una popolazione frammentata o limitata a poche località, e un declino del numero di piante adulte. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente: la natura delle minacce non è nota qui.
Come tutte le Zamia tranne Zamia restrepoi, la specie rientra nell’Appendice II della CITES, in cui il genere figura dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 che esclude in particolare i semi. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383; Species+ conferma questo stato per la specie. Verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto e chiedete documenti di provenienza.
Coltivazione
Nessuna fonte scientifica ha pubblicato raccomandazioni di coltivazione proprie di Zamia lindleyi. Jay Vannini scrive nel 2024 che la specie resta rarissima in coltivazione in Thailandia, in Australia e negli Stati Uniti, che è considerata difficile da mantenere a lungo e che potrebbe essere sensibile alla temperatura e alla qualità dell’acqua, a causa della sua origine montana. Nessun riscontro di coltivazione è stato trovato sui forum francofoni o italofoni.
Una pianta di foresta nebulosa tropicale richiede in genere un’atmosfera umida e una temperatura mite e regolare; queste condizioni, dedotte dal suo ambiente, non sono state confermate da prove pubblicate per la specie.
In Italia
Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate (cataloghi, Index Seminum e pubblicazioni dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, banca dati BGCI).
Moltiplicazione
Nessun dato specifico. Come tutte le Zamia, la specie ha piante maschili e piante femminili e si moltiplica da seme fresco.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propri della specie. In coltivazione le Zamia temono soprattutto il marciume in un terreno freddo e fradicio, e le cocciniglie.
Rusticità
Non esiste alcun dato sulla resistenza di Zamia lindleyi al freddo. Vive nelle montagne tropicali, in foreste nebulose a quota media, ma nessuna osservazione dice se sopporti il gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona. Neppure nel Sud-Est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è stata trovata alcuna coltivazione o osservazione di freddo; nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. In attesa di prove, va tenuta al riparo dal gelo.
Riferimenti internazionali
Nessun dato di freddo è stato trovato, né sui forum né negli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità su Zamia lindleyi. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. Fino a prova contraria, considerate la pianta tossica: semi e foglie lontano da bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Nessun uso è documentato per questa specie.
Domande frequenti
Zamia lindleyi è la stessa pianta di Zamia chigua?
No. Il nome è stato a lungo trattato come sinonimo di Zamia chigua, ma la specie è stata riabilitata nel 2012: vive nelle montagne di Panama occidentale, Zamia chigua nelle pianure del Chocó colombiano.
Chi era Lindley?
John Lindley (1799-1865), botanico britannico, professore all’University College di Londra, a cui la specie è dedicata.
Dove cresce?
Nelle province di Bocas del Toro e di Chiriquí, nell’ovest di Panama, in foresta nebulosa secondo un collezionista.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica in pericolo (valutazione del 2022), per un areale ridotto e un declino del numero di piante adulte.
È facile da coltivare?
No, secondo un collezionista statunitense, che la descrive difficile da mantenere a lungo e rarissima in coltivazione. Nessuna fonte scientifica dà consigli di coltivazione.
Resiste al freddo?
Non si sa: non esiste alcun dato. Va tenuta al riparo dal gelo.
È tossica?
Bisogna supporlo. Non esiste alcuna analisi specifica, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.
Leggi anche su Succulentes
- Seminare le cicadali: dalla germinazione dei semi alla coltivazione delle giovani piante
- Irrigazione delle Cycas: errori comuni e come evitarli
- La cycas è velenosa? Pericoli per cani, gatti e bambini
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia lindleyi: https://cycadlist.org/scientific_name/501 — autore, protologo, tipo, distribuzione, stato IUCN (EN, 2022), etimologia, bibliografia. Lista di riferimento degli specialisti delle cicadee; consultata direttamente l’11 ottobre 2026.
- Exotica Esoterica, Central American and Panamanian Cycads in Field and Greenhouse (Jay Vannini, 2024): https://www.exoticaesoterica.com/magazine/central-american-and-panamanian-cycads-in-field-and-greenhouse — habitat in foresta nebulosa, rarità e difficoltà di coltivazione. Rivista di collezionisti; osservazioni personali, citate come tali.
- PubMed Central, Lindstrom e colleghi (2024): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11560380/ — campionamento di una pianta di Chiriquí nello studio filogenetico del genere. Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato.
- Forum Fous de palmiers, discussione «Noël en avance pour les fous de Cycadales !» (2012): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=13490&start=90 — stato di Zamia lindleyi e Zamia chigua giudicato da rivedere. Forum francese; informazione di contesto.
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia lindleyi: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/65548/legal — Appendice II della CITES (genere iscritto dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), Allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
- Forum Tropicamente, ricerca «lindleyi»: https://www.tropicamente.it/forums/search/lindleyi/ — nessun risultato (11 ottobre 2026).
- ASPCA, Cardboard Cycad: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/cardboard-cycad — tossicità di Zamia furfuracea, citata qui a livello di genere. Centro antiveleni veterinario, affidabile.
Bibliografia
- Warszewicz, J. (1851). [Descrizione di Zamia lindleyi.] Allgemeine Gartenzeitung 19: 145-146, fig. [Protologo; non consultato (Biodiversity Heritage Library non accessibile), citato secondo The World List of Cycads.]
- Calonje, M., Taylor, A.S., Stevenson, D.W., Holzman, G. & Ramos, Y.A. (2012). Zamia lindleyi: a misunderstood species from the highlands of Western Panama. Memoirs of the New York Botanical Garden 106: 419-437. [Capitolo dei Proceedings of Cycad 2008; non consultato, noto dal riferimento di The World List of Cycads e da estratti.]
- Taylor, A.S., Holzman, G., Calonje, M. & Espinosa Miranda, C. (2013). Zamia lindleyi Warsz. ex A. Dietr., a western highland endemic of the Isthmus of Panama. The Cycad Newsletter 36(4): 6-13. [Rivista di società specializzata; non consultata, citata secondo The World List of Cycads.]
- Lindstrom, A., Habib, S., Dong, S., Gong, Y., Liu, J., Calonje, M., Stevenson, D. & Zhang, S. (2024). Transcriptome sequencing data provide a solid base to understand the phylogenetic relationships, biogeography and reticulated evolution of the genus Zamia L. (Cycadales: Zamiaceae). Annals of Botany 134(5): 747-768. doi:10.1093/aob/mcae065 [Testo integrale consultato su PubMed Central.]
- Taylor-Blake, A. & Calonje, M. (2022). Zamia lindleyi. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T187840A1829211. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T187840A1829211.en [Valutazione in vigore; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia dell’epiteto, ripresa da The World List of Cycads.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]