Zamia muricata

Zamia muricata è una cicadea del Venezuela settentrionale, presente anche in un massiccio isolato della penisola della Guajira, in Colombia. Cresce in foreste secche e umide, dal livello del mare fino a 900 m. Descritta già nel 1806 da una raccolta di Alexander von Humboldt e Aimé Bonpland, questa specie del genere Zamia è stata ridefinita nel 2022, quando le popolazioni dei Llanos colombiani, che portavano il suo nome, sono state descritte come Zamia orinoquiensis. La IUCN la classifica a minor preoccupazione (valutazione del 2022).

In sintesi: Zamia muricata

  • Nome accettato: Zamia muricata Willd. (1806), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Palmifolium muricatum (Willd.) Kuntze; Zamia muricata var. angustifolia Miq.; Zamia gutierrezii Sauvalle; Zamia media var. gutierrezii (Sauvalle) J.Schust.
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; «acesiva» e «achichive» in Venezuela (Steyermark 1994, citato nel 2022)
  • Distribuzione naturale: Venezuela (Aragua, Carabobo, Falcón, Lara, Yaracuy), 10-900 m; Colombia (Serranía de Macuira, La Guajira), 550-700 m
  • Stato IUCN: minor preoccupazione (LC), valutazione del 2022
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: foreste tropicali da molto secche a umide; foresta nebulosa sulle cime della Serranía de Macuira
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo lungo fino a 25 cm e largo 12 cm, spesso ramificato; da 2 a 9 foglie di 134-189 cm (fino a 2,5 m)
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum italiani consultati
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia muricata?

È una Zamia a fusto sotterraneo, con numerose foglioline sottili, un po’ ricadenti e dentate in punta, e coni femminili portati da un peduncolo molto lungo. La nuova descrizione pubblicata nel 2022 da Michael Calonje e colleghi indica:

  • Fusto: sotterraneo, tuberoso, solitario o più spesso ramificato nell’adulto, lungo fino a 25 cm e largo 12 cm.
  • Foglie: da 2 a 9, da erette a leggermente aperte, lunghe 134-189 cm; picciolo di 57-92 cm, armato per tutta la lunghezza di aculei di 1-2 mm, da cui il nome della specie.
  • Foglioline: da 15 a 54, papiracee, verde chiaro (talvolta bruno-rossastre) quando spuntano e poi verde scuro, da oblungo-lanceolate a lanceolate, con punta da acuta a lungamente acuminata; 20-45 denti limitati al terzo o al quarto superiore; quelle mediane misurano 21-32 cm per 2-4 cm.
  • Plantule: prima foglia con quattro foglioline.
  • Coni maschili: da 1 a 6 per fusto, cilindrici, color crema con riflessi verdastri, di 6,4-9,7 cm per 1,3-1,8 cm, su un peduncolo di 9-16 cm; 12-18 sacche polliniche per squama, in due gruppi separati.
  • Coni femminili: 1 o 2 per fusto (fino a 5 in coltivazione), grigio-bruni con riflessi verdi, di 7,6-22 cm per 3,8-4,5 cm, su un caratteristico peduncolo di 12,4-27 cm.
  • Semi: ovoidi, con involucro carnoso rosso, di 14-17 mm per 8-10 mm.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.

Possibili confusioni

Tre specie colombiane possono essere confuse con Zamia muricata; la prima lo è stata per decenni:

  • Zamia orinoquiensis, dei Llanos colombiani, a lungo confusa con lei: soltanto 1-4 foglie, 6-22 foglioline coriacee e rigide, due foglioline sulla prima foglia, coni maschili bruno-rossastri con 23-36 sacche polliniche per squama, coni femminili nerastri su un peduncolo più corto;
  • Zamia huilensis, della cordigliera Orientale (Huila, Colombia), dalle foglioline di forma simile: tronco aereo, coni femminili giallo-beige con peduncolo corto (2-5 cm), 37-43 sacche polliniche in un solo gruppo per squama (Calonje e collaboratori, 2012);
  • Zamia melanorrhachis, del nord della Colombia: soltanto 4-10 paia di foglioline, picciolo da porpora scuro a nero coperto di aculei minuscoli, mentre quello di Zamia muricata è verde e nettamente armato (chiave di Calderón e Stevenson, 2003).

Tassonomia

The World List of Cycads accetta il nome Zamia muricata; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Il nome fu pubblicato nel 1806 dal botanico tedesco Carl Ludwig Willdenow nella quarta edizione dello Species Plantarum. Nel 1891 Otto Kuntze lo trasferì nel genere Palmifolium, nome che voleva sostituire a Zamia; questa combinazione non è più in uso.

Due nomi sono oggi collocati nella sua sinonimia: Zamia muricata var. angustifolia, descritta da Miquel nel 1842 da una pianta di giardino («ex Horto Spaarberg»), e Zamia gutierrezii, descritta da Sauvalle nel 1868 da una raccolta attribuita alla provincia di Pinar del Río, a Cuba. The World List of Cycads e la revisione del 2022 seguono questa sinonimia senza commentarla; la presenza della specie a Cuba non è inclusa nella sua distribuzione.

Il cambiamento principale risale al 2022. Dennis Stevenson (2001, 2004) aveva incluso in Zamia muricata le popolazioni colombiane della Serranía de Macuira e quelle ai piedi della cordigliera Orientale, sul versante dei Llanos. Lo studio di campo e d’erbario di Calonje e colleghi ha mostrato che queste ultime formano una specie distinta, Zamia orinoquiensis. Gli autori hanno invece lasciato in via provvisoria le piante di Macuira in Zamia muricata: i loro coni femminili somigliano a quelli venezuelani, ma i coni maschili non sono mai stati studiati.

Etimologia e storia

L’epiteto muricata deriva dal latino muricatus, «irto di punte corte e dure», e si riferisce ai piccoli aculei del picciolo.

Il tipo è una raccolta senza data di Alexander von Humboldt e Aimé Bonpland presso Puerto Cabello (Carabobo, Venezuela), conservata nell’erbario di Willdenow a Berlino (B-W), con un isotipo a Utrecht (U). Secondo gli autori del 2022 risale probabilmente al loro passaggio da Puerto Cabello, durante un viaggio da Caracas nel febbraio-marzo 1800. La descrizione della varietà angustifolia da una pianta di giardino, nel 1842, mostra che la specie era già coltivata in Europa nell’Ottocento.

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome italiano. In Venezuela i nomi «acesiva» e «achichive» sono riportati dalla Flora del Parque Nacional Morrocoy di Julian Steyermark (1994), un parco dello stato di Falcón, citata da Calonje e collaboratori (2022); l’opera non è stata consultata direttamente.

In natura

In Venezuela Zamia muricata cresce in foreste tropicali molto secche, secche e umide della formazione Lara-Falcón e della cordigliera della Costa, tra 10 e 900 m, negli stati di Aragua, Carabobo, Falcón, Lara e Yaracuy. La temperatura media annua va da 21,5 a 27,3 °C e le piogge da 550 a 1430 mm all’anno, con due massimi (luglio e novembre) e un mese di marzo molto secco.

In Colombia la specie è nota soltanto nella Serranía de Macuira, un massiccio isolato in mezzo al deserto della Guajira, a più di 235 km dalle popolazioni venezuelane: vi abita foreste nebulose sulla cima delle colline, tra 550 e 700 m. Lì cadono meno di 400 mm di pioggia all’anno e le piante ricavano l’acqua soprattutto dalle nubi intercettate dagli alberi.

La sua fenologia è ancora poco nota: nell’ottobre 2021, in due popolazioni dello Yaracuy, sono stati osservati coni femminili quasi ricettivi o maturi e coni maschili immaturi o in fase di rilascio del polline; gli esemplari d’erbario portano coni femminili maturi da gennaio a marzo e da settembre a novembre.

Stato di conservazione e normativa

Zamia muricata è classificata a minor preoccupazione (LC) dalla IUCN, in una valutazione di Cristina López-Gallego e Michael Calonje pubblicata nel 2022; una valutazione precedente, del 2010, la considerava quasi minacciata (NT). Gli autori della revisione del 2022 la descrivono come relativamente diffusa e localmente abbondante in Venezuela, presente in diverse aree protette, con un areale di circa 42 000 km² e una superficie occupata di 140 km² (39 località georeferenziate).

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia muricata rientra nell’appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, il cui elenco in vigore è fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, cita la specie e conferma questo statuto (consultazione del 3 ottobre 2026).

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna indicazione di coltivazione propria di Zamia muricata. La specie è però presente nelle collezioni: gli autori del 2022 ne hanno studiato esemplari al Montgomery Botanical Center e al Marie Selby Botanical Gardens (Florida), all’orto botanico tropicale di Nong Nooch (Thailandia) e in diversi giardini colombiani. In Francia, nel gennaio 2013, un coltivatore del forum Fous de palmiers ne mostrava una giovane pianta nata da seme, senza altri dettagli.

In Italia non figura nelle liste pubblicate degli orti botanici che abbiamo potuto consultare (Index Seminum e articoli dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente il nome «muricata» compare in una quarantina di messaggi, ma riguardano altre piante, soprattutto Annona muricata, la graviola: nessuno parla di questa cicadea.

Il suo habitat venezuelano, in parte in foresta secca con una stagione asciutta marcata, fa pensare che sopporti i periodi secchi meglio delle Zamia di foresta pluviale; nessuna prova pubblicata lo conferma. In coltivazione i coni femminili si formano più numerosi che in natura (fino a 5 per fusto).

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Il fusto sotterraneo si ramifica spesso nell’adulto, ma non è documentata alcuna moltiplicazione per divisione. Non è stato pubblicato alcun dato sulla germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; bisogna comunque assicurarsi che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie.

Rusticità

Per Zamia muricata non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Nel suo areale le temperature medie annue vanno da 21,5 a 27,3 °C: nulla permette di supporre che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna regione (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Nel sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, non è stato pubblicato alcun risultato: l’unica segnalazione francese, del 2013, riguarda una giovane pianta in vaso, senza alcun dato di temperatura.

Riferimenti internazionali

Un articolo intitolato «Zamia muricata in Central Florida» è apparso nel 2006 sulla Cycad Newsletter (volume 29, n. 4); non è stato possibile consultarlo e il suo contenuto non è noto. Non è stato trovato alcun altro dato sul freddo.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità proprio di Zamia muricata. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso per questa specie.

Domande frequenti

Dove cresce Zamia muricata?

Nel Venezuela settentrionale (Aragua, Carabobo, Falcón, Lara, Yaracuy), dal livello del mare a 900 m, e in Colombia soltanto nella Serranía de Macuira, nella penisola della Guajira.

Cresce nei Llanos colombiani?

No. Le Zamia dei Llanos, chiamate a lungo Zamia muricata, sono state descritte nel 2022 come una specie distinta, Zamia orinoquiensis.

Da dove viene il nome?

Dal latino muricatus, «irto di punte», per i piccoli aculei che coprono il picciolo. Willdenow la descrisse nel 1806 da una raccolta di Humboldt e Bonpland a Puerto Cabello.

Come si riconosce?

Dal fusto sotterraneo spesso ramificato, dalle 2-9 foglie con 15-54 foglioline sottili dentate in punta, dai coni maschili color crema e dai coni femminili grigio-verdi su un peduncolo di 12-27 cm.

È minacciata?

Non secondo la IUCN, che la classifica a minor preoccupazione (2022): è diffusa e localmente abbondante in Venezuela, e presente in diverse aree protette. Resta comunque soggetta alla CITES come tutte le Zamia.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Quasi certamente no. Non esiste alcun dato sul freddo e il suo areale è tropicale, con medie annue superiori a 21 °C: la scelta prudente è la serra calda.

È tossica?

Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Willdenow, C.L. (1806). Species Plantarum, ed. 4, 4(2): 847-848. Berlino. [Protologo; non consultato (Biodiversity Heritage Library inaccessibile).]
  • Calonje, M., Betancur, J., Lindstrom, A., López-Gallego, C., Castro, J., Castro, C., Niño, S.M. & Canelón Barraez, D. (2022). Zamia orinoquiensis (Zamiaceae, Cycadales), a new species from the western Orinoquía region of Colombia. Phytotaxa 556(2): 119-135. doi:10.11646/phytotaxa.556.2.2 [Nuova descrizione e ridefinizione di Zamia muricata; testo integrale consultato.]
  • Calonje, M., Esquivel, H.E., Morales, G., Mora-Lizcano, Y.A. & Stevenson, D.W. (2012). A new arborescent species of Zamia (Cycadales, Zamiaceae) from the department of Huila, Eastern Cordillera of Colombia. Caldasia 34(2): 283-290. [Testo integrale consultato.]
  • Calderón, E. & Stevenson, D.W. (2003). Una nueva especie del género Zamia L. (Zamiaceae), de los Andes de Colombia y clave actualizada para las especies del género en Colombia. Revista de la Academia Colombiana de Ciencias Exactas, Físicas y Naturales 27(105): 485-490. [Chiave consultata.]
  • López-Gallego, C. & Calonje, M. (2022). Zamia muricata. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T213252296A69841490. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T213252296A69841490.en [Valutazione della Lista Rossa; riferimento rilevato su The World List of Cycads e verificato su Crossref, pagina della Lista Rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]