Zamia gentryi

Zamia gentryi è una cicadea dell’Ecuador nord-occidentale, che vive nelle foreste pluviali premontane delle province di Esmeraldas e di Carchi, vicino al confine colombiano, tra 300 e 1 800 m. Questa specie del genere Zamia, descritta nel 1998, ha un fusto coricato sul suolo o, più di rado, epifita, e foglie lunghe fino a 2,5 m; in alcuni luoghi cresce insieme a Zamia roezlii. È classificata in pericolo dalla IUCN.

L’essenziale su Zamia gentryi

  • Nome accettato: Zamia gentryi Dodson (1998), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato
  • Distribuzione naturale: Ecuador, province di Esmeraldas e di Carchi (regione di Lita, Alto Tambo e riserva Awá); presenza in Colombia ipotizzata dall’autore, non confermata
  • Stato IUCN: in pericolo (EN), valutazione del 2022, criteri B1ab(iii)+2ab(iii)
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (tutto il genere, dal 1977, annotazione #4: semi esclusi); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: sottobosco molto ombreggiato di foresta pluviale (6 500 mm di pioggia all’anno ad Alto Tambo), su un sottile strato di terra sopra un caolino compatto; al sole, in coltivazione, fusto più eretto e più grosso
  • Portamento e dimensioni da adulta: fusto coricato lungo fino a 1 m e largo 12 cm (fino a 70 cm di altezza e 25 cm di diametro in coltivazione); 5-9 foglie (13 in coltivazione) lunghe fino a 2,5 m
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia gentryi?

La descrizione originale di Calaway H. Dodson, pubblicata nel 1998 sulla rivista Novon, è precisa. In natura il fusto raggiunge 1 m di lunghezza e 12 cm di diametro, ma resta coricato sul suolo; nelle piante epifite prende una caratteristica forma a U. In coltivazione, al sole, può raddrizzarsi in parte, fino a 70 cm di altezza e 25 cm di diametro.

Le foglie, da 5 a 9 sulle piante selvatiche (fino a 13 in coltivazione), sono rigide, da erette ad arcuate, lunghe al massimo 2,5 m. Spuntano di un verde rossastro vivo, poi diventano verde giallo pallido su entrambe le facce. Il picciolo, di 45-90 cm, porta grosse spine cilindriche lunghe al massimo 1 cm. Le foglioline, opposte o quasi, strettamente ovali, un po’ oblique e leggermente falciformi, misurano fino a 40 cm per 3,5-6 cm, a margine intero; le nervature parallele sono incassate nella lamina su entrambe le facce e del tutto glabre.

I coni maschili, da 1 a 7 per pianta, hanno un peduncolo coricato lungo fino a 25 cm e una parte fertile eretta, rosso vino, di 35 cm per 3,8 cm. Il cono femminile, unico, bruno rosso, a forma di botte, raggiunge 30 cm di lunghezza e 15 cm di diametro; le squame sono coperte da peli lanosi bruno rossi. I semi, obovoidi, misurano fino a 3,5 cm per 1,7 cm, con un involucro carnoso da rosa a rossastro.

Ibridi

Non è noto alcun ibrido. Dodson ha cercato segni di ibridazione dove la specie vive accanto a Zamia roezlii, tra 300 e 400 m sulla strada da Lita a San Lorenzo, senza trovarne.

Possibili confusioni

La confusione principale è con Zamia roezlii, la parente più stretta secondo Dodson, che vive dalla costa colombiana all’Ecuador nord-occidentale, dal livello del mare a 300 m. Le differenze indicate nella descrizione originale:

  • portamento: fusto coricato (o a U nelle epifite) in Zamia gentryi; fusto rigido ed eretto fino a 5 m in Zamia roezlii;
  • foglie: da 5 a 13 contro 15-45;
  • foglioline: verde giallo pallido su entrambe le facce, nervature incassate e glabre, contro verde scuro sopra, nervature in rilievo e pelose sotto in Zamia roezlii;
  • coni maschili: rosso vino, su un peduncolo coricato, contro grigio rosati ed eretti;
  • coni femminili: al massimo 30 cm, con squame tutte lanose, contro fino a 90 cm in Zamia roezlii.

Nelle piante giovani la distinzione è più difficile: un coltivatore francese che ha visto le due specie nel loro ambiente nel 2012 indica che la differenza sta soprattutto nella profondità dei solchi delle foglioline, e che i coni maschili, bianchi in Zamia roezlii e rossi in Zamia gentryi, sono il criterio più sicuro.

Tassonomia

La specie è stata descritta nel 1998 da Calaway H. Dodson, dell’Orto botanico del Missouri, su Novon (8: 12-14). L’esemplare tipo, una pianta maschile (C.H. Dodson e A.H. Gentry 17520A), è stato raccolto il 19 luglio 1988 al chilometro 18 della strada da Lita a San Lorenzo, vicino ad Alto Tambo (Esmeraldas), a 800 m; l’olotipo è conservato nell’erbario nazionale dell’Ecuador (QCNE), con isotipi ad AAU, MO, NY, RPSC, SEL e U. Il nome non è mai cambiato.

Dodson avvicinava la specie a Zamia roezlii. È citata nel 2015 in una revisione di Zamia montana e Zamia oligodonta (Calonje e colleghi), che confronta le specie sudamericane a foglioline nervate.

Etimologia e storia

La specie è dedicata ad Alwyn Howard Gentry (1945-1993), botanico dell’Orto botanico del Missouri e grande esploratore della flora neotropicale, che aveva partecipato alla raccolta del tipo. Dodson, suo amico, gli rende omaggio nella descrizione, pubblicata cinque anni dopo la sua morte. Alcune piante erano già coltivate al centro scientifico di Río Palenque, in Ecuador, al momento della descrizione.

Nomi comuni

Non è noto alcun nome volgare, e non esiste un nome italiano.

In natura

Secondo Dodson (1998), la specie vive in foreste pluviali premontane estremamente umide delle province di Carchi e di Esmeraldas, tra 300 e 1 800 m; riteneva probabile la sua presenza negli ambienti simili della Colombia sud-occidentale, senza averla constatata. Ad Alto Tambo cadono 6 500 mm di pioggia all’anno, e i suoli sono quasi caolino puro, molto compatto e impermeabile: le piante non vi affondano, ma restano coricate sul suolo, con le radici nel sottile strato di terra che lo ricopre. A terra crescono all’ombra fitta; alcune vivono da epifite.

I coni cominciano a spuntare in dicembre, con l’inizio delle forti piogge; i coni maschili maturano in circa 90 giorni, i coni femminili diventano ricettivi più o meno nello stesso momento, e i semi maturano in un anno. Dodson non ha percepito alcun profumo e non ha trovato coleotteri sui coni maschili delle piante coltivate a Río Palenque, mentre i coni molto profumati di Zamia lindenii vi erano visitati.

Nel settembre 2012 un coltivatore francese ha visitato una località vicino a Lita con guide locali e ha riferito la sua osservazione sul forum Fous de palmiers: in quattro ore, più di 40 piante, difficili da vedere nella foresta fitta e ombrosa, tranne quelle le cui foglie nuove spuntavano color rame; soltanto due femmine portavano coni; foglie fino a 2,50 m, tre per pianta in media e sei al massimo. Segnalava anche incendi di foresta nella regione.

Stato di conservazione e normativa

Zamia gentryi è classificata in pericolo (EN) nella Lista rossa della IUCN, secondo la valutazione del 2022 di Cristina López-Gallego, per i criteri B1ab(iii)+2ab(iii): areale e superficie occupata ridotti, con un declino della qualità dell’habitat.

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia gentryi rientra nell’Appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977: il commercio internazionale delle piante è consentito, ma richiede un permesso di esportazione rilasciato dal paese d’origine. L’iscrizione porta l’annotazione #4, che esclude dai controlli CITES i semi, il polline, le plantule e le colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026.

Species+ non ha una scheda propria per questa specie, coperta dall’iscrizione «Zamia spp.». Stato CITES ed europeo verificato su Species+ il 3 ottobre 2026; stato IUCN ripreso da The World List of Cycads (consultata l’11 ottobre 2026), perché la Lista rossa non è stata consultabile direttamente. Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio e chiedete al venditore i documenti di provenienza.

Coltivazione

La specie è coltivata almeno dagli anni Novanta in Ecuador, in particolare al centro scientifico di Río Palenque. Dodson indica che le piante coltivate in pieno sole formano fusti in parte eretti, fino a 70 cm di altezza e 25 cm di diametro, e fino a 13 foglie, molte più che in natura. In Francia un coltivatore del forum Fous de palmiers mostrava nel maggio 2013 giovani Zamia gentryi allevate in serra.

Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria della specie. Chi l’ha vista in natura la giudica «più bella all’ombra che al sole». Il suo ambiente, molto piovoso, su un suolo compatto in cui le radici restano in superficie, fa pensare a un substrato umido ma arieggiato: è una deduzione, non un dato misurato. Il vivaio specializzato francese Cycadales.eu la colloca (2023) tra le Zamia «difficili» delle foreste sudamericane di bassa quota, da coltivare in serra o veranda riscaldata: notti intorno a 22 °C, brevi cali verso 15 °C tollerati, giornate tra 28 e 30 °C, umidità dell’aria tra 70 e 90 %, substrato drenante da neutro ad acido e acqua non calcarea.

Moltiplicazione

Come tutte le Zamia, la specie è dioica e si moltiplica per seme; giovani piante nate da seme sono state osservate in natura (2012) e in serra in Francia (2013). Non sono pubblicati dati di germinazione. I semi sono esclusi dai controlli CITES (annotazione #4).

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia.

Rusticità

Non esiste alcun dato sulla resistenza di Zamia gentryi al freddo. Il suo areale sale fino a 1 800 m, il che ne fa una specie di foresta pluviale più fresca che di pianura calda, ma nessuna temperatura minima è misurata o riferita per le sue località.

In Italia

Non è stata segnalata alcuna coltivazione in Italia, in nessuna zona climatica (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole). Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su questa specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate (pubblicazioni e Index Seminum dell’Orto Botanico di Napoli, elenco delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, banca dati BGCI).

Esperienze francesi

In Francia nessuna coltivazione in piena terra è segnalata e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie: le rare piante citate sul forum Fous de palmiers sono allevate in serra (2013). Il clima del Sud-Est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, ma per questa specie di foresta pluviale l’esperienza francese indica soltanto una coltivazione al riparo.

Riferimenti internazionali

In Ecuador, Dodson (1998) descrive piante coltivate in pieno sole, più erette e più folte che in natura. Non è stato trovato alcun altro riscontro con le ricerche sul web.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Zamia gentryi. Il rischio è però documentato nel genere e nelle altre cicadee: nelle Zamia sono stati trovati glicosidi tossici (cicasina, macrozamina, metilazossimetanolo), e l’ASPCA, il centro antiveleni veterinario statunitense, cita per Zamia furfuracea la cicasina e la BMAA, un amminoacido neurotossico, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato nel cane, nel gatto e nel cavallo; i semi sono la parte più pericolosa. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso.

Domande frequenti

Dove cresce Zamia gentryi?

Nell’Ecuador nord-occidentale, nelle province di Esmeraldas e di Carchi, tra 300 e 1 800 m, in foresta pluviale molto umida.

È epifita?

A volte. La maggior parte delle piante cresce a terra, con il fusto coricato, ma alcune vivono sugli alberi, dove il fusto prende una forma a U.

Come si distingue da Zamia roezlii?

Dal fusto coricato, dalle foglie meno numerose, dalle foglioline verde giallo pallido con nervature incassate e glabre e dai coni maschili rosso vino. Zamia roezlii ha un tronco eretto fino a 5 m e coni maschili grigio rosati.

Perché «gentryi»?

In onore di Alwyn H. Gentry (1945-1993), botanico dell’Orto botanico del Missouri, che aveva partecipato alla raccolta del tipo.

È minacciata?

Sì. È classificata in pericolo (EN) dalla IUCN dal 2022, per un areale piccolo e il declino del suo habitat.

Si può coltivare in Italia?

Soltanto al riparo: le poche piante segnalate in Europa sono in serra, e un vivaio specializzato la colloca tra le Zamia difficili, da serra calda e umida. Non esiste alcun dato di resistenza al freddo.

Leggi anche su Succulentes

Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Dodson, C.H. (1998). A new species of Zamia (Zamiaceae) from Ecuador. Novon 8(1): 12-14. [Descrizione originale; testo integrale consultato.]
  • Calonje, M., Morales, G., López-Gallego, C. & Roldán, F.J. (2015). A taxonomic revision of Zamia montana and Zamia oligodonta, with notes on their conservation status. Phytotaxa 192(4): 279-289. doi:10.11646/phytotaxa.192.4.5 [Citata da The World List of Cycads per la specie; riassunto consultato.]
  • López-Gallego, C. (2022). Zamia gentryi. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42153A69839536. [Valutazione citata da The World List of Cycads; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]