Macrozamia stenomera è una piccola cicadea del nord-ovest del Nuovo Galles del Sud, in Australia, che vive nei monti Nandewar, intorno al monte Kaputar, e nella catena di Moonbi, vicino a Tamworth. Questa specie del genere Macrozamia si distingue da quasi tutte le altre per le foglioline biforcate da una a quattro volte in strisce sottilissime, che danno alle foglie un aspetto piumoso. A lungo confusa con Macrozamia heteromera, fu descritta nel 1959; alcune piante erano state chiamate in precedenza Macrozamia heteromera var. tenuifolia. Cresce fin oltre 1300 m di quota ed è classificata quasi minacciata.
In sintesi: Macrozamia stenomera
- Nome accettato: Macrozamia stenomera L.A.S.Johnson (1959), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Macrozamia heteromera var. tenuifolia C.Moore (1884); secondo Johnson (1959), anche Macrozamia heteromera var. dicranophylloides J.Schust. (1932)
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in inglese
- Distribuzione naturale: endemica del Nuovo Galles del Sud, versanti nord-occidentali e occidentali dei Northern Tablelands, nei monti Nandewar e nella catena di Moonbi e nei loro dintorni
- Stato IUCN: quasi minacciata (NT), criterio B1b(v), valutazione pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: appendice II della CITES; allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato di coltivazione; nel suo habitat di quota gelate frequenti e neve occasionale (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura boschi secchi di eucalipti su suoli pietrosi, pendii basaltici esposti a nord sul monte Kaputar
- Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo di 8-25 cm di diametro; da 1 a 10 foglie di 40-90 cm
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; semi in vendita segnalati sul forum Tropicamente nel 2009 (vedi In Italia)
- Tossicità: non documentata per la specie; semi e foglie tossici nel genere (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Macrozamia stenomera?
Si riconosce dalle foglioline divise più volte in strisce larghe 1-4 mm e dagli stomi presenti soltanto sulla pagina inferiore delle foglioline. La Flora of Australia (Hill, 1998), consultabile in rete grazie all’ABRS, la descrive così:
- Fusto: sotterraneo, di 10-25 cm di diametro (8-15 cm secondo Johnson e la flora del Nuovo Galles del Sud)
- Foglie: da 1 a 7 per corona (da 2 a 10 secondo Johnson), di 40-90 cm, mediamente carenate, grigio-verdi o bluastre, semilucide; picciolo di 7-15 cm; rachide da non attorcigliato a mediamente attorcigliato
- Foglioline: da 70 a 120 per foglia, biforcate, di 8-20 cm, nettamente più chiare sotto, in strisce di 1-4 mm con i margini arrotolati e l’apice non pungente; quelle alla base non sono ridotte a spine
- Coni maschili: strettamente ovoidi, di 15-20 cm per 5-6 cm
- Coni femminili: ovoidi, di 10-18 cm per 6-10 cm
- Semi: ovoidi, di 26-30 mm per 18-21 mm, con polpa rossa
La descrizione originale di L.A.S. Johnson (1959), in latino, precisa che il rachide della foglia è per lo più attorcigliato da 90° a 360°, soprattutto verso la sommità, e che le foglioline sono biforcate da una a quattro volte, più spesso due o tre, in strisce strette e divergenti. Le strisce principali misurano 2-4 mm, le successive 1-3 mm, e portano 4-6 nervature in rilievo sotto. La base delle foglioline è callosa, da giallastra ad aranciata. Le foglioline sono verdi, appena lucide, non glauche sotto, e hanno stomi soltanto sulla pagina inferiore.
Osservatori della società australiana delle palme e delle cicadee (PACSOA) hanno contato da 4 a 13 strisce per fogliolina; le foglioline della sommità della foglia restano spesso intere. Descrivono foglie che con l’età passano a un grigio-verde sbiadito e piante con 4-6 foglie in media, raramente fino a 14, alte 50-70 cm, al massimo 90 cm, sopra il suolo. Hanno osservato semi con polpa rossa, ma anche semi giallo limone; le flore citano soltanto semi rossi o scarlatti.
Ibridi
Sì, sono segnalati ibridi naturali con Macrozamia heteromera. Johnson (1959) cita campioni di ibridi apparenti tra le due specie, dove le loro popolazioni si toccano, e probabili ibridi tra Macrozamia stenomera o Macrozamia heteromera e la specie oggi chiamata Macrozamia plurinervia. Non è stato segnalato alcun ibrido orticolo.
Possibili confusioni
Tre cicadee del Nuovo Galles del Sud hanno foglioline divise: Macrozamia stenomera, Macrozamia heteromera e Macrozamia glaucophylla, a cui si aggiunge Macrozamia diplomera, con foglioline biforcate una sola volta. Secondo Johnson (1959) e la PACSOA, Macrozamia stenomera si distingue da Macrozamia heteromera per:
- strisce più strette e foglioline in genere più divise;
- l’assenza di stomi sulla pagina superiore delle foglioline, mentre Macrozamia heteromera e Macrozamia glaucophylla ne hanno su entrambe le facce;
- l’assenza di pruina glauca e una torsione delle foglie in genere più marcata;
- suoli meno silicei.
La PACSOA sottolinea che le foglioline divise di Macrozamia stenomera si sovrappongono al punto che, anche in natura, è difficile vederne la struttura senza un esame attento. Il carattere degli stomi, decisivo, si vede soltanto con la lente o al microscopio.
Tassonomia
Macrozamia stenomera è un nome accettato da The World List of Cycads. L.A.S. Johnson la descrisse nel 1959 nella sua revisione delle cicadee australiane, pubblicata nei Proceedings of the Linnean Society of New South Wales (84: 106-107). L’olotipo è una raccolta senza coni fatta da Johnson ed E.F. Constable nel novembre 1954 sopra Coryah Gap, a 4500 piedi (circa 1370 m), nei monti Nandewar; è conservato nell’erbario di Sydney (NSW 32204).
Fino ad allora queste piante non erano distinte da Macrozamia heteromera. Charles Moore ne aveva però chiamata una parte Macrozamia heteromera var. tenuifolia nel 1884. Johnson spiega perché non riprese quel nome: i nomi esistenti erano tutti di rango varietale, applicati in modo confuso e fondati su un campione anziché su una popolazione; preferì quindi, come il codice di nomenclatura consente, creare un nuovo epiteto con un nuovo tipo. Nel 1959 i coni non erano ancora noti con certezza; Johnson pensava che somigliassero a quelli delle altre specie della sezione Parazamia, a cui Macrozamia stenomera appartiene. Il suo numero cromosomico è 2n = 18 (Flora of Australia).
Etimologia e storia
Il nome viene dal greco stenos, «stretto», e -meros, «parte», con riferimento alle strisce strette delle foglioline (Haynes, 2022, citato da The World List of Cycads). Lo spiega lo stesso Johnson nella descrizione: l’epiteto rimanda ai segmenti stretti caratteristici delle foglioline. Uno studio più dettagliato della specie, di P. Kennedy, è uscito sulla rivista Principes nel 1992 e poi sul Cycad Newsletter nel 1993, secondo la PACSOA; non è stato consultato.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome comune per Macrozamia stenomera, né in italiano né in inglese; l’enciclopedia delle cicadee della società della Florida (PACSOF) indica «nome comune sconosciuto». Si usa il nome scientifico.
In natura
Macrozamia stenomera è endemica del Nuovo Galles del Sud. Secondo la Flora of Australia vive sui versanti nord-occidentali e nell’ovest dei Northern Tablelands, nei monti Nandewar e nella catena di Moonbi e nei loro dintorni, sparsa in boschi secchi di eucalipti su suoli pietrosi. Johnson (1959) la collocava su suoli pietrosi ma poco silicei.
La PACSOA ne dà un quadro più preciso. La specie è presente soprattutto intorno al monte Kaputar, la vetta più alta dei monti Nandewar (1510 m), una cinquantina di chilometri a est di Narrabri, con una popolazione isolata nella catena di Moonbi, vicino a Tamworth, e piante sulle pianure sabbiose più vicine a Narrabri. Sul monte Kaputar cresce in piante isolate o in piccoli gruppi, su pendii basaltici sassosi, generalmente esposti a nord, verso 1450 m di quota secondo la PACSOA, su suoli basaltici sottili ed erosi. La vegetazione unisce una brughiera sui suoli sottili e un bosco subalpino sui suoli più profondi; gli eucalipti delle nevi (Eucalyptus pauciflora) prosperano sopra i 1350 m. Venti forti, gelate frequenti e neve occasionale, quattro o cinque volte all’anno, vi sono abituali.
Il clima varia molto con la quota. A Narrabri, a 212 m, cadono 660 mm di pioggia all’anno, gli estremi settimanali di luglio e di gennaio sono di −0,8 °C e 37,6 °C, e gela 29 giorni all’anno; sulle alture del monte Kaputar, secondo fonti locali citate dalla PACSOA, farebbe fino a 10 °C in meno e cadrebbero circa 1200 mm all’anno. I coni compaiono in modo irregolare: le femmine ne portano in genere uno, a volte due, i maschi fino a quattro.
Il fuoco fa parte di questo ambiente. La PACSOA ricorda grandi incendi sul monte Kaputar nel 1951, nel 1957, nel 1974, nel 1986 e nel 2006; quello del 2006, di bassa intensità, durò sette settimane, dal novembre 2006 al gennaio 2007, e percorse circa 14 500 ha su 41 000.
Stato di conservazione e normativa
Macrozamia stenomera è classificata quasi minacciata (NT) nella Lista Rossa della IUCN, secondo il criterio B1b(v), che rimanda a un areale ristretto con un declino continuo del numero di individui maturi (valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022, secondo The World List of Cycads e la Flora of Australia; Lista Rossa non consultata direttamente). Una parte delle popolazioni si trova nel parco nazionale del monte Kaputar, creato nel 1967 secondo la PACSOA.
Come tutte le cicadee del genere, è iscritta all’appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4: semi e polline non sono soggetti alla CITES, le piante sì. Nell’Unione europea, quindi anche in Italia, rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Questi dati sono stati riletti su Species+ il 2 ottobre 2026. Verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o importazione e preferite piante nate da seme di provenienza nota.
Coltivazione
Macrozamia stenomera è rarissima in coltivazione, e nessuna fonte affidabile dà consigli propri della specie. La PACSOA mostra una pianta coltivata che sta producendo una foglia nuova, senza dettagli sulle condizioni. Il suo ambiente naturale, pendii pietrosi ben drenati, in piena luce o sotto un bosco rado, suggerisce un substrato minerale molto drenante e un’esposizione luminosa; queste indicazioni restano dedotte dall’habitat.
In Francia non è stata trovata alcuna esperienza di coltivazione sul forum Fous de palmiers né sugli altri forum consultati: la specie vi è citata soltanto a proposito della sua presunta rusticità e della sua rarità.
In Italia
Nessun orto botanico italiano segnala la specie nelle fonti pubblicate consultate nell’ottobre 2026; non figura in particolare tra le nove specie di Macrozamia coltivate nel 1984 nelle serre dell’Orto Botanico di Napoli. Sul forum Tropicamente un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna) segnalava nel novembre 2009 che un venditore specializzato proponeva semi di Macrozamia stenomera «originaria del monte Kaputar», a un prezzo molto elevato, e chiedeva se qualcuno li avesse acquistati; nella discussione non è riferito alcun seguito di coltivazione. Non esiste quindi alcun riscontro italiano.
Moltiplicazione
Macrozamia stenomera si moltiplica per seme. Servono semi freschi e fecondati, quindi una pianta maschile e una femminile, e fuori dall’Australia un’impollinazione manuale. Secondo la PACSOA la divisione delle foglioline è già visibile nelle plantule, con meno strisce che nell’adulto, il che aiuta a verificare l’identità di una semina. Usate i guanti per pulire la polpa dei semi, tossica.
Malattie e parassiti
Nelle fonti consultate non è documentata alcuna malattia né alcun parassita propri di Macrozamia stenomera. Come per le altre cicadee, l’eccesso d’acqua in inverno e le cocciniglie sono i rischi citati più spesso per il genere.
Rusticità
Macrozamia stenomera passa per uno dei Macrozamia più rustici, ma questa fama si basa sul suo habitat e non su prove di coltivazione: non è stato trovato alcun riscontro in cifre.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione per questa specie, in piena terra o in vaso, in nessuna regione italiana (coste liguri e tirreniche, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia, Sardegna) né nel sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane. In mancanza di dati, la coltivazione in vaso, con svernamento al riparo, resta la scelta prudente.
Riferimenti internazionali
Nel suo habitat di quota, sul monte Kaputar, la specie conosce gelate frequenti e neve quattro o cinque volte all’anno (PACSOA); a Narrabri, ai piedi del massiccio, gela 29 giorni all’anno. Non è stata trovata alcuna temperatura minima misurata nelle stazioni della specie. Sul forum francese Fous de palmiers un coltivatore ha riferito nel 2014 il parere di uno specialista australiano delle cicadee che collocava Macrozamia stenomera tra le specie più rustiche del genere, insieme alle altre cicadee della regione di Coonabarabran e del Pilliga Scrub, senza indicare temperature. Le piante hanno un fusto sotterraneo, protetto dall’inerzia termica del suolo; una pianta in vaso non gode di questa protezione.
Tossicità e precauzioni
Non è stato pubblicato alcun dato di tossicità proprio di Macrozamia stenomera, ma il rischio è ben documentato per il genere. Le foglie di Macrozamia, soprattutto i germogli giovani, provocano nei bovini una paralisi irreversibile del treno posteriore, e i semi contengono azossiglicosidi, tra cui la macrozamina, che nell’intestino liberano il metilazossimetanolo (MAM), tossico per il fegato (Healy, 1967). Analisi citate da Asmussen (2011) hanno misurato macrozamina nei semi di Macrozamia heteromera, la specie più vicina.
Considerate quindi la pianta tossica: usate i guanti per maneggiare i semi, raccogliete quelli che cadono e teneteli fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Non è stato documentato alcun uso tradizionale proprio di Macrozamia stenomera. La sintesi di Asmussen (2011) sul consumo dei semi di cicadee da parte degli Aborigeni non la cita.
Domande frequenti
Che cosa hanno di particolare le foglie di Macrozamia stenomera?
Le foglioline sono biforcate. Ogni fogliolina si divide da una a quattro volte in strisce di 1-4 mm, fino a 13 per fogliolina secondo la PACSOA, il che dà alla foglia un aspetto piumoso, quasi da conifera.
Come distinguerla da Macrozamia heteromera?
Dagli stomi e dalla finezza delle foglioline. Macrozamia stenomera ha stomi soltanto sulla pagina inferiore, strisce più strette e più divise, e non è glauca. Sul terreno gli ibridi complicano a volte l’identificazione.
È il Macrozamia più rustico?
Forse, ma nulla lo dimostra. Vive fin verso 1400 m, con gelate e neve, e uno specialista australiano la colloca tra le più rustiche; non è stata però pubblicata alcuna prova di coltivazione in cifre.
È minacciata?
È quasi minacciata (NT) secondo la IUCN nel 2022, a causa del suo areale ristretto. Alcune pagine la dicono vulnerabile (VU), il che non corrisponde alla valutazione attuale.
I semi sono gialli o rossi?
Sono segnalati entrambi. Le flore australiane descrivono una polpa rossa o scarlatta, ma osservatori della PACSOA hanno visto anche, sul monte Kaputar, semi giallo limone.
Si può coltivare in Italia?
Non si sa. Non è stata pubblicata alcuna prova, né in Italia né in Francia, e la specie è rarissima in commercio, anche se i suoi semi sono stati proposti da venditori specializzati. Se ottenete una pianta nata da seme, coltivatela in un substrato minerale molto drenante e proteggetela dall’umidità invernale.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Macrozamia stenomera: https://cycadlist.org/scientific_name/424 — nome accettato, autore, pubblicazione, tipo (Johnson e Constable, novembre 1954), sinonimo, distribuzione, etimologia (Haynes 2022), stato IUCN. Lista di riferimento degli specialisti delle cicadee, affidabile; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- The World List of Cycads, PDF della revisione di Johnson (1959): https://cycadlist.org/storage/references/open/d5fc0a80-da87-4c25-87ad-df8e89fc7b43.pdf — descrizione originale in latino, tipo, sinonimia, distinzione da Macrozamia heteromera, ibridi. Articolo di riferimento, affidabile; letto per intero.
- Flora of Australia (ABRS), Macrozamia stenomera: https://profiles.ala.org.au/opus/foa/profile/Macrozamia%20stenomera — descrizione, caratteri distintivi, cromosomi, distribuzione, habitat, stato IUCN. Flora nazionale di riferimento (Hill, 1998), affidabile; consultata direttamente.
- PlantNET, flora del Nuovo Galles del Sud (Royal Botanic Garden Sydney), Macrozamia stenomera: https://plantnet.rbgsyd.nsw.gov.au/cgi-bin/NSWfl.pl?page=nswfl&lvl=sp&name=Macrozamia~stenomera — descrizione, dimensioni dei coni, habitat. Flora ufficiale dello Stato, affidabile; consultata direttamente.
- PACSOA Wiki, Macrozamia stenomera: https://www.pacsoa.org.au/wiki/index.php/Macrozamia_stenomera — habitat del monte Kaputar, clima, incendi, foglioline, colore dei semi, coni. Società specializzata, osservazioni di appassionati esperti; consultata direttamente.
- Virtual Cycad Encyclopedia (Palm & Cycad Societies of Florida), Macrozamia stenomera, copia archiviata: https://www-archiv.fdm.uni-hamburg.de/b-online/library/cycads/macrozamia_stenomera.htm — sinonimi, «nome comune sconosciuto». Sito di una società specializzata (1998-2000), informazione datata; consultato direttamente.
- Species+ (UNEP-WCMC), Macrozamia stenomera: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/17504/legal — appendice II della CITES, allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE, affidabile; consultata il 2 ottobre 2026.
- EUR-Lex, regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31997R0338 — quadro giuridico dell’allegato B nell’Unione europea. Testo ufficiale.
- Tropicamente, discussione «Macrozamia (miquelii e le altre)»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/macrozamia-miquelii-e-le-altre/ — semi proposti da un venditore specializzato (novembre 2009, #37766). Forum italiano di coltivatori; semplice menzione, senza riscontro di coltivazione; messaggio letto l’11 ottobre 2026.
- Forum Fous de palmiers, discussione «Notes concernant la rusticité des Macrozamia»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=17538 — classifica di rusticità riferita, senza valori (#p323061). Forum francese di coltivatori, a valore indicativo; messaggio letto.
Bibliografia
- Johnson, L.A.S. (1959). The families of cycads and the Zamiaceae of Australia. Proceedings of the Linnean Society of New South Wales 84(1): 64-117. [Protologo di Macrozamia stenomera (pp. 106-107); PDF letto per intero.]
- Moore, C. (1884). Macrozamia heteromera var. tenuifolia. Journal and Proceedings of the Royal Society of New South Wales 17: 122. [Sinonimo; riferimento rilevato tramite Johnson (1959) e The World List of Cycads, titolo dell’articolo e testo non consultati.]
- Hill, K.D. (1998). Cycadophyta. In: McCarthy, P.M. (a cura di), Flora of Australia 48: 597-661, 717-719. ABRS/CSIRO, Melbourne. [Descrizione, letta nella versione online dell’ABRS.]
- Healy, P.J. (1967). Macrozamia poisoning. Institute of Inspectors of Stock of New South Wales Year Book. [Letto su Flock & Herd.]
- Asmussen, B. (2011). «There is likewise a nut…» a comparative ethnobotany of Aboriginal processing methods and consumption of Australian Bowenia, Cycas, Macrozamia and Lepidozamia species. Technical Reports of the Australian Museum, Online 23(10): 147-163. https://doi.org/10.3853/j.1835-4211.23.2011.1575 [Tenori di macrozamina delle specie vicine; articolo letto per intero.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Macrozamia stenomera. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42020A50526354. [Valutazione NT B1b(v), citata da The World List of Cycads; non consultata.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. https://doi.org/10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia, citata da The World List of Cycads; non consultato.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. https://doi.org/10.5281/zenodo.21958524 [Consultata direttamente.]