Ceratozamia gigantea

Ceratozamia gigantea è una cicadea delle foreste di montagna su carsismo del Tabasco, nel Messico sud-orientale, nota in una piccola area del comune di Macuspana. Descritta nel 2024, è una delle specie più recenti del genere Ceratozamia. Il nome si riferisce alle grandi dimensioni del fusto, delle foglie e dei coni. Le sue popolazioni erano state attribuite in un primo tempo a Ceratozamia subroseophylla, perché i campioni d’erbario erano privi di coni. La IUCN non l’ha ancora valutata, e la specie non è conosciuta in coltivazione in Europa.

L’essenziale su Ceratozamia gigantea

  • Nome accettato: Ceratozamia gigantea Mart.-Domínguez, Nic.-Mor., D.W.Stev. & Gonz.-Aguilar (2024), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo; piante identificate dapprima, per errore, come Ceratozamia subroseophylla
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato
  • Distribuzione naturale: Messico, Tabasco (comune di Macuspana), foreste di montagna su carsismo; la località tipica è a 185 m di quota
  • Stato IUCN: non valutata; la descrizione propone uno stato di conservazione, la cui categoria non ha potuto essere letta
  • CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (iscrizione di tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa, semi inclusi
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, foresta su carsismo calcareo; nessuna raccomandazione di coltivazione pubblicata
  • Portamento e dimensioni da adulta: grandi dimensioni di fusto, foglie e coni secondo gli autori della descrizione; misure non documentate nelle fonti accessibili
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Ceratozamia gigantea?

Secondo chi l’ha descritta, Ceratozamia gigantea si riconosce soprattutto dai coni: le strutture riproduttive sono, secondo il riassunto dell’articolo, «il primo mezzo» per identificarla. L’altro carattere messo in evidenza sono le grandi dimensioni (fusto, foglie e coni), da cui viene il nome.

La descrizione dettagliata, pubblicata nel 2024 sul Kew Bulletin, è accessibile soltanto in abbonamento e non ha potuto essere consultata: le misure del fusto, delle foglie, delle foglioline, dei coni e dei semi non sono quindi riportate qui. L’articolo contiene anche una chiave di identificazione delle specie vicine e di tutte le specie del Tabasco.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.

Possibili confusioni

La confusione nota è proprio quella che ne ha ritardato la descrizione: i campioni del Tabasco, privi di coni, erano stati riferiti a Ceratozamia subroseophylla, una specie che The World List of Cycads colloca nel Veracruz. Sono stati i coni, osservati durante un monitoraggio sul terreno, a permettere di separare le due specie.

Con questa descrizione, secondo gli autori, il Tabasco conta tre specie di Ceratozamia; i caratteri che le distinguono si trovano nella chiave dell’articolo, che non è stato possibile consultare.

Tassonomia

Ceratozamia gigantea è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie è stata descritta sul Kew Bulletin (volume 79, pagine 543-558), online dal 2 agosto 2024, da Lilí Martínez-Domínguez, Fernando Nicolalde-Morejón, Marlon Aramis González-Aguilar, Francisco Vergara-Silva e Dennis Stevenson. Il nome è attribuito a quattro di loro: Mart.-Domínguez, Nic.-Mor., D.W.Stev. & Gonz.-Aguilar.

La descrizione si basa su un monitoraggio della fenologia in una località di carsismo calcareo del Tabasco: gli autori hanno descritto la durata di vita dei coni maschili e femminili e i loro cambiamenti di forma durante lo sviluppo, poi hanno confrontato le raccolte con campioni di tutte le specie del genere. Si sono serviti anche del DNA barcoding. Per il lettore la conseguenza è semplice: una pianta o un campione del Tabasco identificato come Ceratozamia subroseophylla prima del 2024 può appartenere a questa specie.

Etimologia e storia

L’epiteto gigantea, aggettivo latino che significa «gigante, grande», si riferisce alle grandi dimensioni del fusto, delle foglie e dei coni (protologo, citato da The World List of Cycads).

L’olotipo è stato raccolto il 6 maggio 2023 da M.A. González-Aguilar e R. de la Cruz Raymundo nel comune di Macuspana (Tabasco), a 185 m di quota (raccolta 177); è conservato nell’erbario CIB, con un isotipo nell’erbario nazionale del Messico (MEXU).

Nomi comuni

Nelle fonti consultate non è attestato alcun nome comune, né in italiano né in Messico.

In natura

Ceratozamia gigantea è endemica del Tabasco, dove cresce nelle foreste di montagna su carsismo calcareo. Gli autori della descrizione indicano che il suo areale è limitato a una piccola zona geografica e che la sua scoperta conferma l’importanza dei massicci carsici calcarei come centri di formazione di specie e di endemismo.

Durante il monitoraggio gli autori hanno catturato insetti impollinatori sui coni femminili nel momento in cui questi erano ricettivi, un’osservazione raramente documentata nelle Ceratozamia. L’identità di questi insetti non ha potuto essere letta nelle fonti accessibili.

Stato di conservazione e normativa

Ceratozamia gigantea non è ancora stata valutata dalla IUCN (The World List of Cycads, versione 2026.08.15). Nell’articolo del 2024 gli autori propongono uno stato di conservazione, dopo una caratterizzazione dell’habitat; la categoria scelta non ha potuto essere verificata. L’areale ridottissimo lascia pensare che la specie sia minacciata, senza che lo si possa quantificare.

Come tutto il genere Ceratozamia, iscritto per intero all’Appendice I della CITES dal 1° agosto 1985, Ceratozamia gigantea può essere commerciata a livello internazionale soltanto se proviene da riproduzione artificiale, con i documenti richiesti. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97 (lista aggiornata dal regolamento (UE) 2026/1383, in vigore dal 29 giugno 2026), semi compresi.

Species+ non cita ancora questa specie, descritta dopo la lista di riferimento della CITES, ma l’iscrizione riguarda l’intero genere («Ceratozamia spp.») e quindi la copre. Stato riletto su Species+ il 2 ottobre 2026. Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria di Ceratozamia gigantea, e sui forum consultati non è stato trovato alcun riscontro: la specie, descritta nel 2024, non è conosciuta in coltivazione in Europa.

Il suo habitat, una foresta tropicale su calcare a bassa quota, fa pensare a una coltivazione in serra calda e umida, a mezz’ombra, in un substrato drenante. Sono indicazioni dedotte dall’ambiente naturale e non convalidate da prove pubblicate. Per le sue grandi dimensioni, in coltivazione sarebbe una pianta ingombrante.

Moltiplicazione

Nessun dato specifico. Come tutte le Ceratozamia, ha piante maschili e piante femminili; la si moltiplicherebbe per semina di semi freschi, dopo l’impollinazione, maneggiandoli con i guanti.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie.

Rusticità

Non esiste alcun dato sulla resistenza al freddo di Ceratozamia gigantea. È una specie di foresta tropicale di bassa quota (185 m nella località tipica): nulla permette di supporre che sopporti il gelo.

In Italia

Nessun risultato di coltivazione è stato pubblicato in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona climatica. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su questa specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate. È una pianta da serra calda.

Esperienze francesi

Nemmeno in Francia è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione, né sul litorale mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, né altrove. Il forum Fous de palmiers non contiene alcun messaggio sulla specie, e nessun episodio di gelo datato la riguarda.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun dato sul freddo fuori dalla Francia.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Ceratozamia gigantea. Il rischio è invece ben documentato nelle altre cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, la BMAA. Cani, bestiame ed esseri umani possono intossicarsi gravemente. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione, chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso.

Domande frequenti

Perché si chiama Ceratozamia gigantea?

Perché il fusto, le foglie e i coni sono di grandi dimensioni: «gigantea» significa «gigante» in latino.

Dove cresce?

Soltanto nel Tabasco (Messico), nelle foreste di montagna su carsismo del comune di Macuspana. Il suo areale è molto ridotto.

Che differenza c’è con Ceratozamia subroseophylla?

Sono due specie distinte. Le piante del Tabasco erano state attribuite a Ceratozamia subroseophylla perché i campioni non avevano coni; lo studio dei coni ha mostrato che si trattava di un’altra specie.

È minacciata?

Probabilmente sì, ma la IUCN non l’ha ancora valutata. Il suo areale è limitato a una piccola zona, e gli autori della descrizione le hanno attribuito uno stato di conservazione che non è stato possibile leggere.

È rustica?

No, nulla lo indica. È una specie di foresta tropicale di bassa quota, da coltivare al riparo dal gelo, in serra calda, anche nelle regioni italiane più miti.

Si può acquistare?

Non senza documenti. È coperta dall’iscrizione di tutto il genere nell’Appendice I della CITES e nell’Allegato A del regolamento europeo, semi compresi.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Ceratozamia gigantea: https://cycadlist.org/scientific_name/1063 — autori, protologo, tipo, distribuzione, stato IUCN (non valutata), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
  • Kew Bulletin, Ceratozamia gigantea (Zamiaceae), a new species of cycad, endemic to the mountain karst forests of Tabasco, Mexico (2024): https://doi.org/10.1007/s12225-024-10209-0 — riassunto: vecchia confusione con Ceratozamia subroseophylla, monitoraggio fenologico, impollinatori, areale ridotto, tre specie nel Tabasco. Articolo sottoposto a revisione paritaria; accessibile soltanto il riassunto (abbonamento).
  • Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13147/legal — Appendice I della CITES per tutto il genere dal 1° agosto 1985, Allegato A dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 2 ottobre 2026.
  • Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.

Bibliografia

  • Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., González-Aguilar, M.A., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2024). Ceratozamia gigantea (Zamiaceae), a new species of cycad, endemic to the mountain karst forests of Tabasco, Mexico: what the reproductive structures revealed. Kew Bulletin 79(3): 543-558. doi:10.1007/s12225-024-10209-0 [Protologo; consultato soltanto il riassunto.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]