Sabal lougheediana è un palmetto del genere Sabal, che riunisce i palmetti del Nuovo Mondo. Descritta solo nel 2019, è una specie endemica della sola isola di Bonaire, nei Caraibi meridionali (Antille olandesi), dove è conosciuta come Sabalpalm o Kabana ed è stata proposta come “palma di Bonaire”. È la specie sorella di Sabal antillensis, da cui si distingue per il fusto più slanciato e i segmenti fogliari eretti. Si tratta di una palma in pericolo critico di estinzione, di grande interesse conservazionistico; essendo una specie tropicale di clima caldo, non è adatta ai climi a inverno freddo.
Come riconoscere Sabal lougheediana
- Fusto. Solitario, eretto e relativamente slanciato (di diametro inferiore a 40 cm), che porta l’intera pianta fino a circa 7 m di altezza. È caratterizzato da cicatrici fogliari cospicue e dalla superficie marcatamente strutturata.
- Foglie. Costapalmate, riunite in una chioma compatta e densamente fogliata (fino a una trentina di foglie), con segmenti rigidi e uniformemente eretti e con filamenti lungo i margini. Una particolarità anatomica della specie è la frequente presenza di fasci di fibre vascolarizzati nei segmenti.
- Infiorescenze e fiori. Pannocchie ramificate, dalla struttura simile a quella di Sabal antillensis, in genere trattenute entro la chioma; i fiori sono piccoli e bianco-crema.
- Frutto. Una drupa nera con un solo seme.
Ibridi
All’interno del genere Sabal gli ibridi sono rari: l’unico ibrido naturale riconosciuto da POWO è Sabal × brazoriensis (Texas). Non esistono ibridi documentati riferibili a Sabal lougheediana.
Confusione
Sabal lougheediana è strettamente affine a Sabal antillensis, con cui condivide la morfologia delle foglie e la struttura dell’infiorescenza, tanto da esserne stata a lungo confusa. Se ne distingue però per la statura maggiore (fino a circa 7 m contro 5 m), per il fusto più slanciato (di diametro inferiore a 40 cm, contro oltre 40 cm in Sabal antillensis), per le cicatrici del fusto cospicue e strutturate (anziché lisce e anulari), per i segmenti fogliari uniformemente eretti (anziché penduli) e per i fasci di fibre più frequenti nei segmenti. Le due specie sono inoltre separate da un centinaio di chilometri di mare aperto e da ambienti molto diversi: Sabal lougheediana cresce su lastre calcaree a livello del mare a Bonaire, Sabal antillensis su colline di argilliti silicee a Curaçao.
Tassonomia
Sabal lougheediana fu descritta da M. Patrick Griffith e Quirijn Coolen, con Michelle Barros e Larry R. Noblick, nel 2019 (in Phytotaxa 420(2): 95). L’olotipo proviene da Bonaire, dalla zona di Lima, su una lastra calcarea a ovest di Lac Bay. L’epiteto lougheediana è dedicato al dottor Lin Lougheed, autore, esploratore e mecenate di giardini botanici. Secondo POWO, autorità nomenclaturale di riferimento, la specie è accettata e non ha sinonimi.
I palmetti di Bonaire erano in precedenza attribuiti a Sabal antillensis, descritta nel 2017; lo studio successivo delle popolazioni dell’isola ha portato a riconoscere in quelle di Bonaire una specie distinta. La specie appartiene alla famiglia Arecaceae e alla sottofamiglia Coryphoideae, all’interno della quale il genere Sabal è tradizionalmente collocato da solo nella tribù Sabaleae.
Sabal lougheediana in natura
Sabal lougheediana è endemica della sola isola di Bonaire, nei Caraibi meridionali, dove è confinata a un’area molto ridotta nella parte meridionale dell’isola (zona di Lima, a ovest di Lac Bay). Cresce nel bioma tropicale stagionalmente secco, su lastre calcaree pianeggianti a quote prossime al livello del mare, nell’ambito del paesaggio a Coccoloba e Melocactus. La copertura vegetale del suo areale è oggi molto rada, fortemente ridotta rispetto al passato.
La specie è in pericolo critico di estinzione: secondo le stime resterebbero soltanto una venticina di individui adulti in natura. Alle minacce sull’habitat si aggiunge il pascolo di erbivori introdotti — capre e asini che vivono liberi sull’isola — che consumano le giovani plantule, impedendo il rinnovamento naturale. Sono in corso azioni di conservazione, condotte localmente (dall’organizzazione BonBèrdè di Quirijn Coolen), basate sulla recinzione delle popolazioni per escludere gli erbivori e sul rimboschimento con esemplari coltivati.
Coltivazione
Sabal lougheediana è una palma di clima caldo, da collocare in pieno sole o in mezz’ombra. Coerentemente con il suo habitat insulare arido, richiede un terreno fertile ma ben drenato; una volta affrancata tollera bene la siccità, ma non sopporta i ristagni idrici prolungati. La crescita è lenta. È una specie ancora rarissima in coltivazione, presente quasi esclusivamente nell’ambito dei programmi di conservazione; da giovane può essere coltivata in vaso profondo, adatto alla radice fittonante.
Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene esclusivamente per seme, dato che la pianta non emette polloni. La coltivazione da seme è alla base degli interventi di conservazione della specie, che prevedono la produzione di giovani piante da reintrodurre in natura. I semenzali vanno ripicchettati in vasi individuali profondi non appena possibile.
Malattie e parassiti
Trattandosi di una specie pressoché assente dalla coltivazione, non esistono particolari problemi fitosanitari documentati a suo carico; in natura, il problema principale non è di tipo parassitario ma deriva dal pascolo di erbivori introdotti sulle giovani plantule. In generale, per quanto riguarda i due principali parassiti delle palme in ambiente mediterraneo — il punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus) e il lepidottero Paysandisia archon — il genere Sabal compare nelle liste degli ospiti dell’EPPO, ma non rientra tra gli ospiti preferiti, che sono soprattutto il genere Phoenix e i generi più ricchi di fibre come Trachycarpus, Chamaerops e Washingtonia.
Rusticità
Come la specie sorella Sabal antillensis, Sabal lougheediana proviene da un’isola caraibica calda e priva di gelate ed è quindi una specie sostanzialmente non rustica: è adatta soltanto ai climi caldi, tropicali o subtropicali privi di gelo (indicativamente zona USDA 10b–11). Non è dunque una palma per le aree a inverno freddo, dove si preferiscono i ben più rustici Sabal minor, Sabal palmetto o Sabal × brazoriensis. In compenso tollera bene il caldo, la siccità e la salsedine tipici del suo ambiente d’origine.
Usi tradizionali
Non sono noti usi tradizionali di rilievo di Sabal lougheediana: la sua estrema rarità ne ha impedito qualsiasi sfruttamento. Il nome locale Kabana ne testimonia comunque la presenza nella cultura dell’isola. Il suo interesse è oggi essenzialmente botanico e conservazionistico, come endemismo simbolo della flora minacciata di Bonaire.
Domande frequenti
Di dove è originaria? È endemica della sola isola di Bonaire (Antille olandesi, Caraibi meridionali), dove è confinata a una piccola area meridionale.
Come si distingue da Sabal antillensis? È più alta (fino a circa 7 m contro 5 m), ha un fusto più slanciato (diametro inferiore a 40 cm), cicatrici del fusto cospicue e strutturate e segmenti fogliari eretti anziché penduli; inoltre cresce su lastre calcaree a livello del mare, mentre Sabal antillensis vive sulle colline di Curaçao.
Quanto è minacciata? È in pericolo critico di estinzione: si stima che restino solo una venticina di individui adulti in natura, minacciati dalla riduzione dell’habitat e dal pascolo di capre e asini sulle plantule.
È una palma rustica? No: è una specie tropicale di clima caldo, adatta solo ai climi privi di gelate (zona USDA 10b–11 circa).
Siti di riferimento
Plants of the World Online (POWO) è la banca dati botanica del Royal Botanic Gardens di Kew e costituisce l’autorità nomenclaturale di riferimento per la specie: vi si trovano il nome accettato, la distribuzione e la classificazione. https://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:77202501-1
Global Biodiversity Information Facility (GBIF) raccoglie dati di presenza georeferenziati, utili per visualizzare la distribuzione reale della specie. https://www.gbif.org/species/search?q=Sabal%20lougheediana
IUCN Red List fornisce informazioni sullo stato di conservazione delle specie. https://www.iucnredlist.org
Bibliografia
Griffith, M.P., Coolen, Q., Barros, M. & Noblick, L.R. (2019). Sabal lougheediana (Arecaceae), a critically endangered, endemic palm species from Bonaire. Phytotaxa 420(2): 95–101. [protologo, descrizione originale della specie]
Griffith, M.P., de Freitas, J., Barros, M. & Noblick, L.R. (2017). Sabal antillensis (Arecaceae): a new palmetto species from the Leeward Antilles. Phytotaxa 303(1): 56–64. [descrizione della specie sorella, utile per il confronto]
de Freitas, J. et al. (2019). Sabalpalm (Sabal antillensis) recovery over 40 years: lessons for successful palm conservation. Palms 63: 57–68. [conservazione dei palmetti delle Antille olandesi]
Zona, S. (1990). A monograph of Sabal (Arecaceae: Coryphoideae). Aliso 12: 583–666. [monografia tassonomica di riferimento del genere]
Plants of the World Online (POWO). Royal Botanic Gardens, Kew. [autorità nomenclaturale, consultata nel 2026]
EPPO Global Database (consultata nel 2026). Rhynchophorus ferrugineus (RHYCFE), datasheet. https://gd.eppo.int/taxon/RHYCFE/datasheet [lista degli ospiti del punteruolo rosso; il genere Sabal vi figura, ma non tra gli ospiti preferiti]
EPPO Global Database (consultata nel 2026). Paysandisia archon (PAYSAR), datasheet. https://gd.eppo.int/taxon/PAYSAR/datasheet [lista degli ospiti del lepidottero palmivoro; il genere Sabal vi figura, ma non tra gli ospiti preferiti, che sono i generi più ricchi di fibre come Trachycarpus]
