Sabal causiarum è una delle palme più imponenti del genere Sabal, che riunisce i palmetti del Nuovo Mondo. Conosciuta in inglese come Puerto Rican hat palm (palma da cappello di Porto Rico) e in spagnolo come palma de sombrero o palma cana, deve il nome all’uso tradizionale delle sue foglie nella fabbricazione di cappelli. Dotata di un fusto solitario massiccio e liscio e di una chioma di foglie enormi, è una palma ornamentale di grande effetto, molto resistente al vento e alla siccità, che tollera bene anche le estati fresche: una caratteristica che la rende interessante per i climi temperato-caldi e mediterranei.
Come riconoscere Sabal causiarum
- Fusto. Solitario, eretto, molto robusto e tozzo — tra i più massicci del genere —, fino a circa 70 cm di diametro. È grigio e liscio: a differenza di Sabal palmetto o Sabal mexicana, le basi fogliari cadono presto e lasciano un tronco pulito, segnato solo dagli anelli ravvicinati delle cicatrici fogliari.
- Foglie. Costapalmate, enormi (fino a circa 2 m di larghezza, tra le più grandi del genere), con una costa robusta e arcuata che le ripiega su più piani; sono di colore dal verde al verde-azzurro, divise per circa metà in numerosi segmenti rigidi con filamenti lungo i margini.
- Picciolo. Inerme; alla base presenta grandi appendici membranose e cartacee (ligule), di colore chiaro — il carattere distintivo più sicuro della specie.
- Infiorescenze e fiori. Ampie pannocchie ramificate fino al terzo ordine, arcuate o pendule, più lunghe delle foglie. I fiori sono ermafroditi, piccoli e bianco-crema.
- Frutto. Una drupa nera e globosa, piccola, di circa 7–11 mm di diametro, contenente un solo seme.
Ibridi
All’interno del genere Sabal gli ibridi sono rari. L’unico ibrido naturale riconosciuto da POWO è Sabal × brazoriensis, descritto in Texas, di filiazione discussa. Non esistono ibridi orticoli stabilizzati e documentati riferibili con certezza a Sabal causiarum.
Confusione
Sabal causiarum fa parte, insieme a Sabal domingensis e Sabal maritima, di un complesso di specie molto affini che alcuni autori (Henderson e collaboratori) hanno ipotizzato possa costituire un’unica specie; le tre si distinguono soprattutto per la dimensione e la forma dei frutti.
Rispetto a Sabal domingensis, con cui è spesso confusa, Sabal causiarum si riconosce per la presenza delle grandi appendici membranose e cartacee alla base del picciolo, per le infiorescenze nettamente più lunghe delle foglie (in Sabal domingensis non le superano) e per i frutti globosi più piccoli. Rispetto a Sabal maritima, i piccioli di quest’ultima sono densamente ricoperti di squame chiare e portano alla base una piccola ligula triangolare, e i fiori sono più fitti sui rametti fiorali.
Tassonomia
La specie fu descritta nel 1901 da Orator Fuller Cook come Inodes causiarum e trasferita al genere Sabal dal naturalista italiano Odoardo Beccari nel 1907 (in Webbia 2: 71), con il nome oggi accettato Sabal causiarum (O.F.Cook) Becc. L’epiteto causiarum deriva dal latino causia, un cappello a tesa larga, in riferimento all’uso delle foglie per confezionare cappelli.
Secondo POWO, autorità nomenclaturale di riferimento, la specie è accettata e conta quattro sinonimi: il sinonimo omotipico Inodes causiarum O.F.Cook e i sinonimi eterotipici Inodes glauca Dammer, Sabal haitensis Becc. e Sabal questeliana L.H.Bailey. La specie appartiene alla famiglia Arecaceae e alla sottofamiglia Coryphoideae, all’interno della quale il genere Sabal è tradizionalmente collocato da solo nella tribù Sabaleae.
Sabal causiarum in natura
Sabal causiarum è originaria dei Caraibi: cresce nell’isola di Hispaniola (Haiti sud-occidentale e Repubblica Dominicana orientale), a Porto Rico — comprese le isole di Mona e Culebra — e nelle Isole Vergini Britanniche (Anegada, Tortola, Guana). La sua presenza nelle Antille olandesi è considerata dubbia. Vive dal livello del mare fino a un centinaio di metri di quota, nel bioma tropicale umido, spesso su pianure costiere e suoli sabbiosi, dove è piuttosto comune.
L’uso delle foglie per la fabbricazione di cappelli è documentato da tempo: già nel 1901 Cook descrisse un’industria di cappelli attiva nel villaggio di Joyuda, a Cabo Rojo (Porto Rico), che ne produceva grandi quantità.
Coltivazione
Sabal causiarum va collocata in pieno sole. Si adatta a suoli diversi, compresi quelli poveri e sabbiosi, purché ben drenati; una volta affrancata è molto resistente alla siccità, oltre che al vento e alla salsedine, il che la rende adatta ai giardini costieri e alle situazioni esposte. È inoltre apprezzata per la sua tolleranza alle estati fresche, comportamento che ne favorisce la coltivazione anche in climi temperati non spiccatamente caldi.
La crescita è relativamente sostenuta per il genere, soprattutto una volta che la pianta si è insediata. Su alcuni suoli la specie è soggetta a carenza di potassio (ingiallimenti fogliari), correggibile con concimazioni mirate. Da giovane può essere coltivata in vaso, in contenitori profondi adatti alla radice fittonante; in questa fase è più sensibile al freddo e va protetta nei climi a inverno rigido.
Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene esclusivamente per seme, dato che la pianta non emette polloni. I semi germinano con relativa facilità, in tempi medi, in ambiente caldo e umido. È una delle specie a crescita più rapida del genere e fruttifica con regolarità una volta adulta.
Malattie e parassiti
Sabal causiarum è in genere poco soggetta a parassiti e malattie; il problema più frequente è di natura fisiologica, la carenza di potassio su certi terreni.
Per quanto riguarda i due principali parassiti delle palme in ambiente mediterraneo — il punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus) e il lepidottero Paysandisia archon — il genere Sabal compare nelle liste degli ospiti dell’EPPO, ma non rientra tra gli ospiti preferiti. Gli attacchi gravi documentati in Italia e in Europa riguardano soprattutto il genere Phoenix nel caso del punteruolo rosso, e i generi più ricchi di fibre, come Trachycarpus, Chamaerops, Phoenix e Washingtonia, nel caso di Paysandisia archon. Sabal risulta quindi raramente colpito in coltivazione; resta comunque prudente una sorveglianza nelle zone fortemente infestate, poiché la specie non è del tutto immune.
Rusticità
Sabal causiarum è coltivabile indicativamente nelle zone USDA 8b–9. Gli esemplari adulti e affrancati sopportano per brevi periodi temperature dell’ordine di -9/-12 °C, mentre i soggetti giovani sono più sensibili (intorno a -4/-6 °C). Pur essendo considerata di rusticità simile a quella di Sabal domingensis, ha la particolarità di subire danni fogliari relativamente lievi durante le gelate intense, riprendendosi bene in seguito. È inoltre nota per tollerare bene le estati fresche, tanto da essere coltivata con successo anche in climi temperati a estate mite. Come per le congeneri, la rusticità effettiva aumenta con l’età e dipende dalla durata del gelo e dalle condizioni di coltivazione.
Esperienze di coltivazione
I riscontri raccolti dagli appassionati italiani indicano Sabal causiarum come una specie coltivabile in piena terra nelle zone idonee. Un coltivatore della pianura padana la annovera tra i Sabal che tiene in piena terra, accanto a Sabal palmetto e Sabal mexicana. Questo dato è coerente con la reputazione internazionale della specie, apprezzata per la buona tolleranza alle estati fresche e per il fatto di subire danni fogliari contenuti durante i geli più intensi, qualità che la rendono adatta non solo ai climi caldi ma anche a quelli temperato-miti.
Usi tradizionali
L’uso più caratteristico di Sabal causiarum è la fabbricazione di cappelli intrecciati a partire dalle giovani foglie — da cui il nome di “palma da cappello” e l’epiteto causiarum. Oltre ai cappelli, le foglie servono per coperture (la cana dell’edilizia tradizionale), stuoie, ceste, scope (palma de escoba) e ventagli (palma de abanico). Oggi la specie è soprattutto una pregiata palma ornamentale, impiegata come esemplare isolato di grande effetto e nei progetti di rinaturalizzazione costiera.
Domande frequenti
È una palma rustica? Di rusticità moderata: indicativamente zone USDA 8b–9, con punte di -9/-12 °C per gli esemplari adulti e affrancati. Subisce però danni fogliari relativamente lievi durante i geli e tollera bene le estati fresche.
Quanto diventa grande? È una delle palme più massicce del genere: raggiunge circa 10–15 m di altezza, con un fusto liscio e robusto fino a circa 70 cm di diametro e foglie tra le più grandi del genere.
Come si distingue da Sabal domingensis? Sabal causiarum presenta grandi appendici membranose alla base del picciolo, infiorescenze più lunghe delle foglie e frutti globosi più piccoli; Sabal domingensis non ha queste appendici e ha infiorescenze che non superano le foglie.
Si può coltivare in riva al mare? Sì: tollera molto bene la salsedine e il vento, ed è adatta ai giardini costieri, purché il terreno sia ben drenato.
Come si moltiplica? Solo per seme, che germina con relativa facilità: la pianta non emette polloni.
Siti di riferimento
Plants of the World Online (POWO) è la banca dati botanica del Royal Botanic Gardens di Kew e costituisce l’autorità nomenclaturale di riferimento per la specie: vi si trovano il nome accettato, i sinonimi, la distribuzione e la classificazione. https://powo.science.kew.org/…
Global Biodiversity Information Facility (GBIF) raccoglie dati di presenza georeferenziati, utili per visualizzare la distribuzione reale della specie. https://www.gbif.org/…
IUCN Red List fornisce informazioni sullo stato di conservazione delle specie. https://www.iucnredlist.org
Bibliografia
Beccari, O. (1907). Sabal causiarum (O.F.Cook) Becc. Webbia 2: 71. [protologo della combinazione accettata; basionimo Inodes causiarum O.F.Cook, Bull. Torrey Bot. Club 28: 531, 1901]
Zona, S. (1990). A monograph of Sabal (Arecaceae: Coryphoideae). Aliso 12: 583–666. [monografia tassonomica di riferimento del genere]
Govaerts, R. & Dransfield, J. (2005). World Checklist of Palms: 1–223. The Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew. [checklist seguita da POWO per l’accettazione del nome]
Plants of the World Online (POWO). Royal Botanic Gardens, Kew. [autorità nomenclaturale, consultata nel 2026]
EPPO Global Database (consultata nel 2026). Rhynchophorus ferrugineus (RHYCFE), datasheet. https://gd.eppo.int/taxon/RHYCFE/datasheet [lista degli ospiti e categorizzazione fitosanitaria del punteruolo rosso; il genere Sabal vi figura, ma non tra gli ospiti preferiti]
EPPO Global Database (consultata nel 2026). Paysandisia archon (PAYSAR), datasheet. https://gd.eppo.int/taxon/PAYSAR/datasheet [lista degli ospiti del lepidottero palmivoro; il genere Sabal vi figura, ma non tra gli ospiti preferiti, che sono i generi più ricchi di fibre come Trachycarpus]
