Chi passeggia lungo la costa di Nizza, di Sanremo o di Taormina ha quasi certamente incrociato una Cordyline senza riconoscerla — scambiandola per una palma o per una Dracaena. Queste monocotiledoni arborescenti dal portamento slanciato, con il loro tronco sottile coronato da un ciuffo di foglie a spada, sono una presenza familiare nei giardini mediterranei d’Europa. Ma le Cordyline non sono palme: appartengono alla famiglia Asparagaceae (sottofamiglia Lomandroideae), e la loro patria non è l’Africa o le Americhe ma il Pacifico — dalla Nuova Zelanda all’Australia, dalla Papua Nuova Guinea alla Polinesia e all’Asia sud-orientale. Spesso confuse con le Dracaena e storicamente collocate nelle Agavaceae, le Cordyline figurano tra i generi trattati nella sezione degli Agavoidi di succulentes.net per la loro affinità ecologica e ornamentale con le piante a rosetta dell’ordine Asparagales.
Il nome Cordyline deriva dal greco kordyle (« clava »), in riferimento ai rizomi ingrossati di alcune specie. Il genere comprende 23 specie di alberi e arbusti sempreverdi, di cui due dominano largamente in coltivazione: Cordyline australis (l’albero cavolo neozelandese, rustico fino a −8 °C) e Cordyline fruticosa (la pianta Ti polinesiana, tropicale, non rustica).
2. Classificazione
Cordyline appartiene alla sottofamiglia Lomandroideae degli Asparagaceae (APG IV). Questa posizione la separa nettamente dalle Dracaena (sottofamiglia Nolinoideae = Convallarioideae), con cui è spesso confusa, e dagli agavoidi americani (Agave, Yucca, Furcraea, sottofamiglia Agavoideae). Le tre sottofamiglie appartengono tutte alla stessa famiglia (Asparagaceae) e allo stesso ordine (Asparagales), ma rappresentano delle lignée evolutive indipendenti.
Il genere fu precedentemente collocato nelle Agavaceae, nelle Liliaceae e nelle Laxmanniaceae prima di trovare la sua collocazione definitiva nelle Lomandroideae. L’unica specie extra-pacifica è Cordyline sellowiana, nativa della Bolivia, del Brasile e dell’Argentina settentrionale — un relitto biogeografico notevole.
3. Morfologia
Alberi o arbusti sempreverdi, con tronchi eretti, sottili, fibrosi (non legnosi nel senso classico), spesso ramificati, alti 2–20 m secondo la specie. Il tronco è composto da basi fogliari sovrapposte e da un tessuto fibroso che può presentare un ispessimento secondario diffuso — una crescita in larghezza insolita per una monocotiledone.
Le foglie sono disposte in ciuffi terminali (rosette) all’apice dei rami: ensiformi a lineari, lunghe 30–100 cm, larghe 3–10 cm, coriacee, con nervature parallele. Il colore varia dal verde brillante al grigio-verde, al porpora, al rosso, al rosa — le cultivar a fogliame colorato sono estremamente popolari in orticoltura.
I fiori sono piccoli, profumati, biancastri a rosati, portati in pannocchie terminali ramificate. I frutti sono bacche sferiche, bianche a blu-violacee, apprezzate dagli uccelli. La propagazione avviene per seme, per divisione dei polloni o per talea di tronco.
4. Cordyline e Dracaena: non confondere
La regola delle radiciIl modo più semplice di distinguere una Cordyline da una Dracaena: estrarre la pianta dal vaso. Le radici di Cordyline sono bianche e presentano rizomi ingrossati (nodosi). Le radici di Dracaena sono gialle a arancioni e non hanno rizomi. In giardino, le Cordyline producono polloni basali (da cui si possono separare nuove piante); le Dracaena no.
| Carattere | Cordyline | Dracaena |
|---|---|---|
| Sottofamiglia | Lomandroideae | Nolinoideae (= Convallarioideae) |
| Distribuzione nativa | Pacifico (Australasia, Polinesia, Asia SE) | Africa, Asia tropicale, Macaronesia |
| Radici | Bianche, con rizomi nodosi | Gialle a arancioni, senza rizomi |
| Polloni basali | Presenti | Assenti |
| Frutti | Bacche (molti semi piccoli) | Bacche (1–3 semi più grandi) |
5. Le specie principali
Cordyline australis — l’albero cavolo ★
L’icona della Nuova Zelanda: un albero monocotiledone che raggiunge 20 m di altezza, con un tronco robusto, ramificato, e ciuffi terminali di foglie a spada lunghe fino a 100 cm. Fiori bianchi profumati in grandi pannocchie. Bacche bianco-azzurre. I Māori lo chiamano tī kōuka e lo utilizzavano come fonte di carboidrati (rizoma arrostito nel hāngī). È la specie più rustica del genere: resistente fino a circa −8/−10 °C in suolo asciutto, coltivabile in piena terra in gran parte dell’Italia. Numerose cultivar a fogliame colorato: ‘Red Star’ (porpora), ‘Torbay Dazzler’ (variegata verde e crema), ‘Pink Passion’ (rosa).
Cordyline fruticosa — la pianta Ti ★
Originaria dell’Asia sud-orientale e della Polinesia, la « pianta Ti » è stata diffusa in tutto il Pacifico dai popoli austronesiani ed è di grande importanza culturale in tutta l’Oceania. Arbusto a piccolo albero (2–4,5 m), con foglie larghe (5–10 cm), variamente colorate in verde, rosso, rosa, porpora e variegate. Fiori giallastri a rossi, profumati. Tropicale: non tollera il gelo (USDA 10–12). In Italia, pianta d’interni o da veranda, tranne nelle zone più miti della Sicilia costiera.
Cordyline indivisa — l’albero cavolo di montagna
Endemica della Nuova Zelanda, con un tronco non ramificato e un’unica rosetta terminale di foglie larghe e glauche. Più rustiche di Cordyline australis in termini di tolleranza all’umidità, ma leggermente meno tollerante al freddo secco. Magnifica ma rara in coltivazione in Europa.
6. Importanza culturale
Le Cordyline occupano una posizione culturale centrale nei popoli del Pacifico. In Nuova Zelanda, Cordyline australis era una fonte alimentare importante per i Māori: il rizoma ricco di carboidrati veniva arrostito nel forno terrestre (hāngī). In Polinesia, Cordyline fruticosa (la pianta Ti) è considerata sacra in molte culture: le foglie sono utilizzate per avvolgere il cibo, per le cerimonie religiose, per i costumi tradizionali e per la medicina popolare. Nella tradizione hawaiana, il kī (Ti) è una pianta di protezione spirituale piantata attorno alle case.
7. Coltivazione in Italia
| Zona climatica | Specie consigliate | Note |
|---|---|---|
| Sicilia, Sardegna, Italia merid. costiera | C. australis e cultivar, C. indivisa, C. fruticosa (in posizione riparata) | Piena terra. Cultivar colorate in pieno sole. |
| Riviera Ligure, Lago di Garda, Versilia | C. australis e cultivar | Piena terra con protezione in inverni eccezionali. |
| Italia centrale | C. australis (in posizione riparata) | Rischio nelle zone più fredde. Protezione invernale consigliata. |
| Pianura Padana, zone continentali | C. australis in grande vaso | Svernamento in serra fredda o veranda. C. fruticosa come pianta d’interni. |
Esposizione: pieno sole per la massima intensità del fogliame colorato; mezz’ombra tollerata. Suolo: fertile, ben drenato ma non arido — le Cordyline apprezzano un’umidità moderata (a differenza delle agavi). Irrigazione: regolare durante l’insediamento, poi moderata. Propagazione: talea di tronco (molto facile per C. fruticosa), seme, divisione dei polloni basali.
8. Bibliografia
Harris, W. & Beever, R.E. (2002). Genotypic variation of leaf characteristics of wild populations of Cordyline australis (Lomandraceae) in New Zealand. New Zealand Journal of Botany, 40, 457–472.
