Zamia orinoquiensis è una cicadea della Colombia che vive nel sottobosco delle foreste umide sui contrafforti orientali delle Ande e nella Serranía de La Macarena, nella regione dei Llanos (Orinoquía), tra 230 e 730 m di quota. Descritta nel 2022, questa specie del genere Zamia riunisce popolazioni a lungo attribuite a Zamia muricata, la specie del Venezuela. Non è ancora stata valutata dalla IUCN; i suoi autori propongono di classificarla come vulnerabile.
In sintesi: Zamia orinoquiensis
- Nome accettato: Zamia orinoquiensis Calonje, Betancur & A.Lindstr. (2022), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; popolazioni riferite in precedenza a Zamia muricata (Stevenson 2001, 2004)
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano; «quiripia» nella Serranía de La Macarena (etichetta d’erbario)
- Distribuzione naturale: Colombia, dipartimenti di Casanare, Cundinamarca e Meta; da 230 a 730 m
- Stato IUCN: non valutata (NE); vulnerabile (VU, B1ab(iii)) proposto dagli autori nel 2022
- CITES e altre tutele: appendice II della CITES (iscrizione del genere; semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: sottobosco ombroso di foreste tropicali umide, spesso su pendii moderati
- Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo lungo fino a 35 cm e largo 12 cm; da 1 a 3 (4) foglie di 66-160 cm
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum italiani consultati
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia orinoquiensis?
Zamia orinoquiensis è una Zamia a fusto sotterraneo con poche foglie e foglioline coriacee, rigide, dentate nella metà superiore. Il protologo, pubblicato nel 2022 su Phytotaxa da Michael Calonje e sette coautori, la descrive così:
- Fusto: sotterraneo, tuberoso, in genere solitario, da globoso a cilindrico, lungo fino a 35 cm, con un diametro fino a 12 cm.
- Foglie: da 1 a 3, raramente 4, da erette ad aperte, di 66-160 cm; picciolo di 53-102 cm, verde oliva scuro, più o meno armato di aculei di 1-5 mm, talvolta inerme.
- Foglioline: da 6 a 22, coriacee, da lanceolate a obovate, bruscamente acuminate, diritte o un po’ falcate; 20-45 denti limitati alla metà o al quarto superiore; quelle mediane misurano 18-35 cm per 3,8-11 cm.
- Foglie giovani: bruno-rossastro chiaro, coperte da una peluria bianca e arancio, poi verdi e glabre.
- Plantule: prima foglia con due foglioline.
- Coni maschili: da 1 a 3 per fusto, cilindrici, da bruni a bruno-rossastri, di 7,2-12 cm per 1,6-2,2 cm, su un peduncolo di 8-17 cm.
- Coni femminili: uno per fusto, cilindrici, bordeaux all’emissione, poi neri con riflessi verdi a maturità, di 7,3-14 cm per 4,7-5 cm, su un peduncolo di 6-18 cm.
- Semi: ovoidi, con involucro carnoso rosso arancio; guscio di 11-15 mm per 7-10 mm.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.
Possibili confusioni
La confusione storica è con Zamia muricata, del Venezuela e della Serranía de Macuira (La Guajira, Colombia), sotto il cui nome Zamia orinoquiensis è stata classificata per decenni. Entrambe hanno un fusto sotterraneo e foglioline nettamente dentate in alto. Gli autori del 2022 le separano così, sulla base di misure statistiche:
- Zamia orinoquiensis: da 1 a 4 foglie per fusto; 6-22 foglioline coriacee, rigide, piuttosto obovate; due foglioline sulla prima foglia delle plantule; coni maschili bruno-rossastri, con 23-36 sacche polliniche per squama; coni femminili da bruno scuro a neri;
- Zamia muricata: pianta più grande, con 2-9 foglie lunghe fino a 2,5 m; 15-54 foglioline papiracee, un po’ pendenti, piuttosto lanceolate; quattro foglioline sulla prima foglia; coni maschili da crema a fulvi, con 12-18 sacche polliniche per squama; coni femminili verde oliva scuro, su un peduncolo più lungo.
Anche gli habitat sono diversi: foreste umide con 2200-4200 mm di pioggia all’anno per Zamia orinoquiensis, foreste secche e umide con 550-1430 mm in Venezuela per Zamia muricata. Un esemplare d’erbario della Serranía de La Macarena (Callejas & Marulanda 5911), citato nel 2001 tra i campioni di Zamia melanorrhachis, figura ora tra i paratipi di Zamia orinoquiensis.
Tassonomia
Zamia orinoquiensis è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Dennis Stevenson, nei suoi lavori sulle cicadee della Colombia (2001, 2004), aveva attribuito a Zamia muricata le rare raccolte di Zamia fatte ai piedi della cordigliera Orientale, sul lato dei Llanos, giudicandole però «enigmatiche», perché prive di esemplari fertili e situate a oltre 600 km dalle popolazioni venezuelane.
La scoperta di popolazioni vitali nel Cundinamarca ha permesso di studiare queste piante sul terreno nel febbraio 2020 e di confrontarle con sei popolazioni di Zamia muricata in Venezuela (2006, 2021). Il gruppo di Michael Calonje (Montgomery Botanical Center), Julio Betancur (Università nazionale della Colombia) e Anders Lindstrom (Global Biodiversity Conservancy, Thailandia) ha concluso che si tratta di una specie distinta, pubblicata il 4 agosto 2022 su Phytotaxa (volume 556, pagine 119-135), insieme a una nuova descrizione di Zamia muricata. In pratica, le Zamia dei Llanos colombiani non vanno più chiamate Zamia muricata.
Etimologia e storia
L’epiteto orinoquiensis rimanda all’Orinoquía, la regione naturale della Colombia chiamata anche Llanos Orientales, dove vive la specie.
Il tipo fu raccolto il 1° febbraio 2020 nel comune di Medina (Cundinamarca), tra 500 e 525 m, da Jonatan Castro, Cristina López, Michael Calonje, Cristian Castro e Fredy Parra (n. 1554). L’olotipo è conservato nell’erbario dell’Università di Antioquia (HUA), con isotipi in altri cinque erbari colombiani. Il paratipo più antico citato risale al 1939 (Villanueva, Casanare).
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano. Il protologo segnala il nome «quiripia» nella Serranía de La Macarena, ripreso dall’etichetta di un esemplare d’erbario (Gaitán e coll. 83, COAH); è un nome locale il cui uso non è documentato altrove.
In natura
Zamia orinoquiensis è endemica dell’Orinoquía colombiana. Cresce soprattutto sui contrafforti pedemontani della cordigliera Orientale e della Serranía de La Macarena, spingendosi un poco sugli altopiani vicini, nei dipartimenti di Casanare, Cundinamarca e Meta, tra 230 e 730 m. Vive a chiazze nel sottobosco ombroso di foreste tropicali umide e molto umide, in genere su pendii moderati.
Il clima dell’areale è caldo e molto piovoso: temperatura media annua di 24,8-26,8 °C, 2200-4200 mm di pioggia all’anno, con un massimo a maggio-giugno, un secondo a ottobre e un gennaio secco (9-95 mm).
Nel febbraio 2020 il gruppo ha osservato coni femminili maturi o quasi ricettivi e coni maschili che liberavano polline; coni femminili maturi erano già stati raccolti nell’agosto 1998 e nel luglio 2004. In un cono maschile di Medina vivevano colonie di un coleottero Pharaxonotha non identificato, probabile impollinatore. Le tre popolazioni visitate avevano plantule e giovani piante e una buona parte di semi vitali. I bruchi di Eumaeus, abituali sulle Zamia, non sono stati visti nel Cundinamarca ma sono segnalati nel Casanare.
Stato di conservazione e normativa
Zamia orinoquiensis non è ancora stata valutata dalla IUCN (NE in The World List of Cycads). I suoi autori raccomandano di classificarla vulnerabile (VU) secondo il criterio B1ab(iii): 16 popolazioni note e un’estensione di presenza di circa 18 148 km², ma popolazioni molto frammentate. Cinque si trovano in parchi nazionali (Tinigua, Serranía de La Macarena, Cordillera de los Picachos); le altre undici sopravvivono in piccoli frammenti di foresta di meno di 100 ettari, in mezzo a pascoli e zone urbanizzate, senza alcuna misura di protezione. La specie dovrebbe essere integrata nel piano d’azione nazionale colombiano per la conservazione delle zamie.
Come tutte le Zamia tranne Zamia restrepoi, Zamia orinoquiensis rientra nell’appendice II della CITES, dove il genere figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore al 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché i fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante stesse richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ non nomina ancora la specie, ma l’iscrizione riguarda l’intero genere («Zamia spp.») e quindi la copre (consultazione del 3 ottobre 2026).
Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria di Zamia orinoquiensis. Esistono piante coltivate in Colombia: gli autori ne hanno studiate all’orto botanico Eloy Valenzuela di Floridablanca (Santander), e un esemplare citato proviene da una pianta coltivata nel Casanare.
Il suo habitat indica una pianta di sottobosco, di clima caldo e molto umido tutto l’anno, senza stagione fredda; nessuna prova di coltivazione fuori dalla Colombia è stata pubblicata.
In Italia
Zamia orinoquiensis non compare nelle liste pubblicate degli orti botanici italiani che abbiamo potuto consultare (Index Seminum e articoli dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch), cosa prevedibile per una specie descritta nel 2022, e il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su di essa (ricerca dell’11 ottobre 2026). In Italia sarebbe una pianta da serra calda e umida.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: per ottenere semi servono una pianta maschile e una femminile. Non sono stati pubblicati dati di germinazione propri della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4, ma occorre assicurarsi che provengano da piante coltivate.
Malattie e parassiti
I bruchi della farfalla Eumaeus sono segnalati sulla specie nel Casanare. Non è documentata alcuna malattia.
Rusticità
Non esiste alcun dato di resistenza al freddo per Zamia orinoquiensis. Nel suo areale le temperature medie annue sono vicine a 25-27 °C: nulla permette di supporre che sopporti il gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna regione. Le ricerche sul forum italiano Tropicamente e sul forum francese Fous de palmiers non hanno dato alcun riscontro e nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie; manca quindi anche l’esperienza del sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane. La pianta va tenuta in serra calda.
Riferimenti internazionali
Non è stata trovata alcuna rilevazione di freddo né alcun riscontro di coltivazione fuori dalla Colombia, né sui forum né negli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità proprio di Zamia orinoquiensis. Il rischio è invece ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso per questa specie.
Domande frequenti
Dove cresce Zamia orinoquiensis?
In Colombia, nei Llanos (Orinoquía): contrafforti della cordigliera Orientale e della Serranía de La Macarena, nel Casanare, nel Cundinamarca e nel Meta, tra 230 e 730 m, nel sottobosco della foresta umida.
È la stessa pianta di Zamia muricata?
No. Le Zamia dei Llanos colombiani erano attribuite a Zamia muricata fino al 2022; formano una specie distinta, con foglioline coriacee meno numerose, plantule a due foglioline e coni più scuri.
Come si riconosce?
Dal fusto sotterraneo con 1-3 foglie, dalle 6-22 foglioline coriacee dentate in alto, dai coni maschili bruno-rossastri e dai coni femminili nerastri a maturità.
È minacciata?
Non è stata valutata dalla IUCN. I suoi autori la giudicano vulnerabile: su 16 popolazioni, undici sopravvivono in piccoli frammenti di foresta circondati da pascoli.
Ha un nome comune?
Non in italiano. Un’etichetta d’erbario della Serranía de La Macarena riporta il nome locale «quiripia».
È rustica?
No, con ogni probabilità. Non esiste alcun dato sul freddo; è una pianta di foresta tropicale molto umida che richiede la serra calda.
È tossica?
Bisogna supporlo. Non esiste alcuna analisi propria della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.
Leggi anche su Succulentes
- Seminare le cicadali: dalla germinazione dei semi alla coltivazione delle giovani piante
- Irrigazione delle cycas: errori comuni e come evitarli
- La cycas è velenosa? Pericoli per cani, gatti e bambini
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia orinoquiensis: https://cycadlist.org/scientific_name/837 — autori, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (non valutata), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente.
- Phytotaxa, Zamia orinoquiensis (Zamiaceae, Cycadales), a new species from the western Orinoquía region of Colombia (2022): https://doi.org/10.11646/phytotaxa.556.2.2 — descrizione, tipo, distribuzione, clima, ecologia, statuto proposto, confronto con Zamia muricata. Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato (copia in libero accesso su The World List of Cycads).
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13387/legal — appendice II della CITES per tutto il genere dal 4 febbraio 1977, annotazione #4, allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
Bibliografia
- Calonje, M., Betancur, J., Lindstrom, A., López-Gallego, C., Castro, J., Castro, C., Niño, S.M. & Canelón Barraez, D. (2022). Zamia orinoquiensis (Zamiaceae, Cycadales), a new species from the western Orinoquía region of Colombia. Phytotaxa 556(2): 119-135. doi:10.11646/phytotaxa.556.2.2 [Protologo; testo integrale consultato.]
- Stevenson, D.W. (2001). Orden Cycadales. Flora de Colombia 21: 1-91. Instituto de Ciencias Naturales, Universidad Nacional de Colombia, Bogotá. [Trattamento precedente che attribuiva queste popolazioni a Zamia muricata; estratti consultati tramite The World List of Cycads.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]