Il genere Opuntia Mill., appartenente alla famiglia Cactaceae e alla sottofamiglia Opuntioideae, è uno dei più vasti e diffusi dell’intera famiglia, con circa 300-350 specie distribuite in tutta la regione neotropicale e temperata delle Americhe. Comunemente noto come “ficodindia” o “ficodindia”, il genere si distingue per la forma appiattita e articolata dei fusti, suddivisi in segmenti chiamati cladodi o pale, e per la presenza di glochidi — spine brevissime, retrograde e estremamente irritanti — oltre alle spine normali.
Classificazione e nomenclatura
Il genere Opuntia fu descritto da Philip Miller nel 1754. È il genere nominale della sottofamiglia Opuntioideae. Nel corso della storia botanica, il genere ha subito numerose revisioni, con molte specie spostate in generi segregati come Cylindropuntia, Nopalea, Consolea e Brasiliopuntia. La specie tipo è Opuntia ficus-indica, il ficodindia coltivato.
Descrizione morfologica
Portamento e dimensioni
Le specie di Opuntia variano da piante prostrate e quasi erbacee di pochi centimetri a veri e propri arbusti e alberi che possono raggiungere 4-5 metri di altezza. Le specie arborescenti, come Opuntia ficus-indica, sviluppano un fusto legnoso basale. La forma più caratteristica è arbustiva, con cladodi appiattiti sovrapposti a paletta.
Fusti e areole
I fusti sono articolati in segmenti (cladodi) appiattiti, di forma ovata o ellittica, ricchi di acqua. Le areole producono spine robuste e, caratteristicamente per la sottofamiglia, glochidi: minuscole spine uncinate che si conficcano nella pelle al minimo contatto e sono difficilissime da rimuovere. La superficie dei cladodi è percorsa da protuberanze basse (tubercoli) sulle quali si inseriscono le areole.
Fiori
I fiori sono grandi, vistosi, diurni, e nascono dall’apice dei cladodi. Nelle specie messicane il colore dominante è il giallo, ma alcune specie mostrano fiori arancio, rossi o magenta. I fiori hanno numerosi tepali e stami, e si aprono per uno o due giorni.
Frutti
I frutti sono bacche carnose (tuni), generalmente di forma ovoidale, rossi, viola, gialli o arancio a maturità. Sono commestibili e ricchi di vitamina C e antiossidanti. I frutti di Opuntia ficus-indica sono commercializzati in tutto il bacino mediterraneo come fichidindia.
Distribuzione e habitat
Il genere è originario delle Americhe, con la maggior concentrazione di specie in Messico (oltre 100 specie endemiche), negli Stati Uniti meridionali, nei Caraibi e in America del Sud fino alla Patagonia. Grazie alle introduzioni umane, molte specie si sono naturalizzate in tutto il bacino mediterraneo, in Africa, Australia e nelle isole atlantiche, diventando in certi contesti invasive.
Principali specie
Tra le specie principali si annoverano: Opuntia ficus-indica (ficodindia, ampiamente coltivato), Opuntia humifusa (resiste al gelo negli Stati Uniti orientali), Opuntia microdasys (cladodi giallo-dorati, ornamentale), Opuntia robusta (grandi pale glauche, Messico), Opuntia santa-rita (cladodi viola al freddo) e Opuntia basilaris (fiori rosa, Sonora).
Coltivazione
Clima ed esposizione
Le Opuntia sono straordinariamente adattabili: molte specie nordamericane tollerano gelate anche intense (fino a -20 °C per O. humifusa). Tutte prediligono esposizioni a pieno sole. In climi miti prosperano all’aperto tutto l’anno.
Substrato e irrigazione
Necessitano di substrato molto drenante, povero e sabbioso. In estate si irrigano moderatamente; in inverno il riposo deve essere quasi asciutto per le specie non tropicali. Tollerate le siccità prolungate.
Rusticità
Molte specie sono rustiche e possono sopravvivere all’aperto in gran parte d’Europa. Alcune specie tropicali richiedono protezione dal gelo.
Conservazione
La maggior parte delle specie di Opuntia è abbondante e non minacciata. Alcune specie insulari o endemiche localizzate sono invece vulnerabili alla perdita di habitat. Il genere è elencato nell’Appendice II CITES come tutta la famiglia Cactaceae.