Sabal maritima è una palma a ventaglio del genere Sabal, che riunisce i palmetti del Nuovo Mondo. Originaria di Cuba e della Giamaica, è conosciuta in inglese come Cuban palmetto o bull thatch palm e in spagnolo come palma cana o guano blanco. Fa parte del gruppo dei grandi palmetti caraibici, accanto a Sabal causiarum e Sabal domingensis, ma è in genere più snella di queste. Come suggerisce l’epiteto, è una specie a vocazione litoranea, che tollera bene la salsedine; è però una delle più sensibili al freddo del genere, adatta soprattutto ai climi caldi e ai giardini costieri miti.
Come riconoscere Sabal maritima
- Fusto. Solitario, eretto, robusto ma relativamente snello, alto fino a circa 15 m e di 25–40 cm di diametro. Nei giovani esemplari è rivestito dall’intreccio delle basi fogliari; negli adulti diventa grigio e liscio, tranne per un breve tratto sotto la chioma.
- Foglie. Costapalmate, leggermente ondulate, con gli apici dei segmenti ricurvi; divise in 70–110 segmenti rigidi di colore verde intenso, uniti alla base per un terzo o metà della loro lunghezza e a loro volta bifidi all’apice. Dai seni fra i segmenti pendono filamenti biancastri.
- Picciolo. Inerme, lungo 1–1,8 m, densamente ricoperto da minute squame caduche di colore bruno-biancastro, con una piccola ligula triangolare alla base — un carattere distintivo della specie.
- Infiorescenze e fiori. Pannocchie ramificate, lunghe all’incirca quanto le foglie; i fiori, piccoli e bianco-crema, sono molto fitti sui rametti fiorali, al punto da toccarsi.
- Frutto. Una drupa nera, da piriforme a globosa, di circa 8–14 mm, contenente un solo seme.
Ibridi
All’interno del genere Sabal gli ibridi sono rari. L’unico ibrido naturale riconosciuto da POWO è Sabal × brazoriensis, descritto in Texas, di filiazione discussa. Non esistono ibridi orticoli stabilizzati e documentati riferibili con certezza a Sabal maritima.
Confusione
Sabal maritima fa parte, insieme a Sabal causiarum e Sabal domingensis, di un complesso di specie molto affini che alcuni autori (Henderson e collaboratori) hanno ipotizzato possa costituire un’unica specie.
Rispetto a Sabal causiarum, Sabal maritima si distingue per i piccioli densamente ricoperti di squame chiare, per la piccola ligula triangolare alla base del picciolo (anziché le grandi appendici membranose di Sabal causiarum) e per i fiori molto più fitti sui rametti fiorali; inoltre le sue infiorescenze sono lunghe circa quanto le foglie, mentre in Sabal causiarum le superano. In generale, Sabal maritima ha anche un fusto più snello rispetto ai due grandi palmetti affini.
Tassonomia
La specie fu descritta da Carl Sigismund Kunth nel 1816 come Corypha maritima, sulla base di raccolte effettuate da Alexander von Humboldt e Aimé Bonpland; la combinazione attuale, Sabal maritima (Kunth) Burret, fu pubblicata da Max Burret nel 1933 (in Repertorium Specierum Novarum Regni Vegetabilis 32: 101). L’epiteto maritima allude al carattere litoraneo della specie.
Secondo POWO, autorità nomenclaturale di riferimento, la specie è accettata e conta cinque sinonimi: i sinonimi omotipici Corypha maritima Kunth (basionimo) e Copernicia maritima (Kunth) Kunth, e i sinonimi eterotipici Sabal florida Becc., Sabal jamaicensis Becc. e Sabal taurina Mart. (quest’ultimo elencato in via provvisoria). La specie appartiene alla famiglia Arecaceae e alla sottofamiglia Coryphoideae, all’interno della quale il genere Sabal è tradizionalmente collocato da solo nella tribù Sabaleae.
Sabal maritima in natura
Sabal maritima è originaria di Cuba e della Giamaica, dove cresce nel bioma tropicale umido, dal livello del mare fino a circa 500–600 m di quota. Vive in ambienti diversi — pianure costiere, colline calcaree (i mogotes), foreste secche, vegetazione di gariga e suoli serpentinici — ed è spesso localmente comune, persistendo anche nelle zone disturbate e nei pascoli. La sua vocazione litoranea si riflette nella buona tolleranza alla salsedine.
I frutti costituiscono un’importante risorsa alimentare per l’avifauna, che ne disperde i semi.
Coltivazione
Sabal maritima va collocata in pieno sole, in terreno ben drenato; si adatta a substrati diversi, dalle sabbie costiere ai suoli calcarei, e tollera bene la salsedine, risultando adatta ai giardini in riva al mare e ai climi caldi e moderatamente secchi. Richiede annaffiature moderate e una buona protezione dai venti freddi e secchi.
Si tratta di una palma che produce un “tallone” radicale (crescita radicale cosiddetta a sassofono): al momento dell’impianto è bene mantenere il terzo superiore di questo tallone al di sopra del livello del terreno. Da giovane può essere coltivata in vaso, in contenitori profondi adatti alla radice fittonante; in questa fase è particolarmente sensibile al freddo e va riparata nei climi a inverno fresco.
Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene esclusivamente per seme, dato che la pianta non emette polloni. Conviene ammollare i semi in acqua per qualche giorno, quindi seminarli in vaso con substrato mantenuto umido a una temperatura costante di circa 26–28 °C. La germinazione richiede in genere da uno a tre mesi, talvolta di più; i giovani semenzali vanno ripicchettati in vasi individuali non appena possibile.
Malattie e parassiti
Sabal maritima è in genere poco soggetta a parassiti e malattie in piena terra; in coltivazione protetta o in vaso può invece essere attaccata da afidi e cocciniglie.
Per quanto riguarda i due principali parassiti delle palme in ambiente mediterraneo — il punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus) e il lepidottero Paysandisia archon — il genere Sabal compare nelle liste degli ospiti dell’EPPO, ma non rientra tra gli ospiti preferiti. Gli attacchi gravi documentati in Italia e in Europa riguardano soprattutto il genere Phoenix nel caso del punteruolo rosso, e i generi più ricchi di fibre, come Trachycarpus, Chamaerops, Phoenix e Washingtonia, nel caso di Paysandisia archon. Sabal risulta quindi raramente colpito in coltivazione; resta comunque prudente una sorveglianza nelle zone fortemente infestate, poiché la specie non è del tutto immune.
Rusticità
Sabal maritima è una delle specie meno rustiche del genere. È coltivabile indicativamente nelle zone USDA 9–11 e tollera solo brevi abbassamenti termici fino a circa -5 °C. È quindi nettamente più sensibile al freddo dei grandi palmetti affini Sabal causiarum e Sabal domingensis, e tanto più delle specie più rustiche del genere come Sabal palmetto e Sabal minor. È adatta soprattutto ai climi caldi e ai giardini costieri miti (zone 9–10), dove va comunque riparata dai venti freddi e secchi. Come per le congeneri, la rusticità effettiva aumenta con l’età e dipende dalla durata del gelo e dalle condizioni di coltivazione.
Usi tradizionali
Nel suo areale, Sabal maritima è apprezzata soprattutto per le foglie, impiegate come copertura per i tetti — da cui i nomi bull thatch palm in Giamaica e cana o guano a Cuba — e intrecciate per confezionare cappelli (palma de sombrero), stuoie e ceste. Oggi è anche una palma ornamentale di pregio, indicata come esemplare isolato o in filare nei giardini costieri dei climi caldi.
Domande frequenti
È una palma rustica? È poco rustica per il genere: zone USDA 9–11, con tolleranza solo a brevi gelate fino a circa -5 °C. È più sensibile al freddo di Sabal causiarum, Sabal domingensis, Sabal palmetto e Sabal minor.
Quanto diventa grande? Raggiunge circa 15 m di altezza, con un fusto di 25–40 cm di diametro: è più snella dei grandi palmetti caraibici affini.
Come si distingue da Sabal causiarum? Sabal maritima ha piccioli densamente squamosi con una piccola ligula triangolare, fiori molto fitti sui rametti fiorali e infiorescenze lunghe circa quanto le foglie; Sabal causiarum ha invece grandi appendici membranose alla base del picciolo, fiori non fitti e infiorescenze più lunghe delle foglie.
Si può coltivare in riva al mare? Sì: è una specie litoranea che tollera bene la salsedine, ideale per i giardini costieri dei climi caldi, purché il terreno sia ben drenato.
Come si moltiplica? Solo per seme, previo ammollo, a circa 26–28 °C: la pianta non emette polloni.
Siti di riferimento
Plants of the World Online (POWO) è la banca dati botanica del Royal Botanic Gardens di Kew e costituisce l’autorità nomenclaturale di riferimento per la specie: vi si trovano il nome accettato, i sinonimi, la distribuzione e la classificazione. https://powo.science.kew.org/…
Global Biodiversity Information Facility (GBIF) raccoglie dati di presenza georeferenziati, utili per visualizzare la distribuzione reale della specie. https://www.gbif.org/…
IUCN Red List fornisce informazioni sullo stato di conservazione delle specie. https://www.iucnredlist.org
Bibliografia
Burret, M. (1933). Sabal maritima (Kunth) Burret. Repertorium Specierum Novarum Regni Vegetabilis 32: 101. [protologo della combinazione accettata; basionimo Corypha maritima Kunth, in Humboldt, Bonpland & Kunth, Nov. Gen. Sp. 1: 298, 1816]
Zona, S. (1990). A monograph of Sabal (Arecaceae: Coryphoideae). Aliso 12: 583–666. [monografia tassonomica di riferimento del genere]
Henderson, A., Galeano, G. & Bernal, R. (1995). Field Guide to the Palms of the Americas. Princeton University Press, Princeton. [descrizione, habitat e distribuzione della specie]
Govaerts, R. & Dransfield, J. (2005). World Checklist of Palms: 1–223. The Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew. [checklist seguita da POWO per l’accettazione del nome]
Plants of the World Online (POWO). Royal Botanic Gardens, Kew. [autorità nomenclaturale, consultata nel 2026]
EPPO Global Database (consultata nel 2026). Rhynchophorus ferrugineus (RHYCFE), datasheet. https://gd.eppo.int/taxon/RHYCFE/datasheet [lista degli ospiti e categorizzazione fitosanitaria del punteruolo rosso; il genere Sabal vi figura, ma non tra gli ospiti preferiti]
EPPO Global Database (consultata nel 2026). Paysandisia archon (PAYSAR), datasheet. https://gd.eppo.int/taxon/PAYSAR/datasheet [lista degli ospiti del lepidottero palmivoro; il genere Sabal vi figura, ma non tra gli ospiti preferiti, che sono i generi più ricchi di fibre come Trachycarpus]
